arte

  • Anthony Suau, World Press Photo 2009 winner
    Articolo di: 
    Alberto Balducci

    World Press Photo è un’organizzazione no profit che dal 1955 promuove ogni anno un concorso fotografico incentrato sul fotogiornalismo, cui migliaia di fotografi di ogni parte del globo partecipano, inviando i loro lavori. É diventato così un punto di riferimento sia tecnico che sociale per questo ampio filone della fotografia contemporanea e, proprio a causa di questo tema, uno specchio della realtà quotidiana del globo.

  • Richard Avedon - In Memory of Late Mr. and Mrs. Comfort
    Articolo di: 
    Alberto Balducci

    Una delle grandi mostre dell’edizione 2009 del Lucca Digital Photo Fest è senz’altro quella dedicata a Richard Avedon, storico fotografo americano scomparso nel 2004, che espone il suo lavoro più particolare, la serie In Memory of the Late Mr. and Mrs. Comfort, oltre ad una selezione di altri scatti più in linea col suo classico stile di ritrattista.

  • Frances
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Una parabola di icone dell’immaginario più spinto: dal conturbante Moreau fino all’irriverente Duchamp rivelano l’ultimo Novecento come irradiante timori e tremori ribelli sustanziati da forme e colori dalle facce molteplici e aggressive. Al Vittoriano di Roma la mostra dal Dada al Surrealismo fino al 7 febbraio 2010 a cura di Arturo Schwarz.

  • Le Grand Diable
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Alla Fondazione Roma Museo dal 4 novembre 2009 fino al 17 gennaio 2010, una mostra sia per bambini, con percorso didattico e ludico creato appositamente (per loro l’ingresso è gratuito), sia per adulti, che nella parte più visionaria, e non solo colorata, di Niki de Saint Phalle saranno rapiti da fantasmi in veste di carte-scultura da predizione.

  • Un altro mare
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Un flusso semisopito di sensazioni evase dal tempo, uno spiraglio nel sommerso pneuma dello spazio oscillante nel mare; osservazioni sulla distanza tra il mare e l’uomo, estranei l’un l’altro eppur riuniti nella luce dello sguardo gettato altrove. Alberto Zamboni è tornato alla Galleria di Savinio, Il Segno di Roma per presentare Ovunque fino al 26 novembre 2009.

  • Man Ray - ritratto di Juliet Brown
    Articolo di: 
    Alberto Balducci

    Il newyorkese Man Ray, amico di Duchamp e dei dadaisti, fu un simbolo di creatività e amore per la vita: ci ha lasciato opere che trasudano passione disinteressata e divertita sperimentazione, realizzate con quasi ogni mezzo creativo. Anche nella fotografia, fu maestro e pioniere. Una summa concisa e pregnante dei suoi risultati in quest’arte ci è offerta dal ciclo completo delle 50 fotografie che ritraggono sua moglie Juliet, in esposizione presso il Lu.C.C.A. fino a Dicembre.

  • ThreeAsFour
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Probabilmente il minuto di New York, sebbene di 60 secondi anch’esso, deve essere più breve e dinamico di quello – seppur cosmopolita – romano. Questo spiega il titolo della mostra New York Minute, inaugurata il 20 settembre e fino al 1° novembre 2009 negli ampi spazi del Macro Future dell’Ex-Mattatoio di Roma.

  • Zoe Vida Porumb
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    L’Accademia di Romania ha presentato l’11 settembre una mostra dedicata alle cosiddette arti decorative, in particolare al ricamo, dal titolo I messaggeri della luce dell’artista rumena Zoe Vida Porumb, nella Sala Esposizioni fino al 25 settembre 2009.

  • Mostro sognato da Poe
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Strane creature che assomigliano a deliri sensuali si dipingono acquarellate su carta dal messicano Francisco Toledo ed ispirate dal Manuale di Zoologia fantastica di Jorge Luis Borges. Sulle pareti bianche della Calcografia si agitano mostri e labirinti di figure abnormi dal 3 fino al 24 settembre 2009 in collaborazione con l’Ambasciata del Messico che ha raccolto tutte le 46 opere.

  • Ornitottero
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La mente di Leonardo, fino al 30 agosto 2009 al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma, è una scoperta continua di come la gnosi leonardesca fosse una specie di sfera aperta a tutte le prospettive, dinamica quanto la natura e la struttura dei suoi moti.