AIX 2019. La Fake TV di Mahagonny

Articolo di: 
Livia Bidoli
Mahagonny

Il 71° Festival International d'Art Lyrique d'Aix-en-Provence, inauguratosi lo scorso 6 luglio e che termina il 22 dello stesso mese, presenta delle opere prime incredibilmente attuali e con registi nonché direttori amplificati dalla nuova direzione di Pierre Audi: il primo degli spettacoli che recensiamo è la grandiosa opera che Bertold Brecht e Kurt Weill hanno scritto agli albori del nazismo, il 9 marzo 1930: Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, Ascesa e caduta della città di Mahagonny. Al Grand Théâtre de Provence e per la prima volta al Festival d'Aix-en-Provence l'abbiamo vista lo scorso 9 luglio alla sua seconda rappresentazione (repliche fino al 15 luglio) con un cast eccezionale, la direzione del Maestro Esa-Pekka Salonen e la regia di Ivo van Hove, il regista è per la prima volta ad Aix.

Un'opera come quella creata dalla collaborazione tra Weill e Brecht e nata proprio nel momento dell'ascesa al potere del nazismo, fu una precognizione per la democrazia, una moderna Cassandra; e una maledizione per gli autori che non la videro mai più dopo la loro obbligata emigrazione (Brecht nel '33; Weill nel '35) negli Stati Uniti. Inoltre, già alla prima di Lipsia nel 1930 al Neues Theater, fu aspramente criticata dai nazisti ed etichettata come "arte degenrata" prodotta dal "duo ebreo-bolscevico" formato da Brecht e Weill.

Mahagonny è la storia della decadenza (Fall) di una città nata dal nulla nel deserto americano e sprofondata nella corruzione del denaro e la regia di Ivo van Hove, che è particolarmente cruda e asciutta nel raccontare quanto l'uomo, ridotto a bestia, schiavo soltanto dei propri desideri e de "l'argent" o Geld (moneta, soldi in tedesco), non ha alcuna speranza. L'allestimento di van Hove insieme al curatore delle scene e delle luci Jan Versweyveld, con ai video Tal Yarden, si avvale di riprese dal vivo in primo piano come nella Real Tv. Tutto avviene in uno studio cinematografico con un angolo con fondi verde acido (il green screen) per la sovrapposizione di immagini in video (o foto) e riprese di scene dal vivo, tecnica resa famosa da film come Matrix (1999). Nella messinscena sono usati per sottolineare la distanza tra ciò che vediamo e ciò che realmente succede: sul grande schermo del palco vengono proiettate le sequenze in bianco e nero di vecchi film, come La grande abbuffata di Ferreri (1973) o di Un americano a Roma di Steno del 1954 (il film è citato nella famosa sequenza di Sordi che si strafoga con gli spaghetti), che però non vengono agite nella realtà, però uccideranno Jack O' Brien (che impersona anche) Tobby Higgins, ovvero il tenore americano dlla bella voce chiara Sean Panikkar. Altre sequenze sono di particolare oscenità come quella della prostituta - da un vecchio film in bianco e nero - con cui tutti gli uomini di Mahagonny che fingono di fare sesso con lei: gli uomini in realtà si dimenano sullo sfondo verde fingendo un coito immaginario.

Altro connettivo fondamentale sono i titoli pensati e voluti da Brecht ad ogni sequenza, ma il primo, il sottotitolo "grüne Stadt", la città dei soldi, ovvero dei "dollari verdi", fondata da tre malviventi, Leokadja Begbick - il superbo soprano finlandese Karita Mattila, - Fatty Der Prokurist, il tenore britannico Alan Oke; e Dreieinigkeitsmoses, - la star di origine jamaicane, il basso-baritono Sir Willard White, di cui non si contano le recite in questo ruolo - è simbolo epigrammatico del capitalismo, e la fa risalire ad un'epistemologia proprio legata a quel "green screen", lo sfondo verde acido che "riprende" solo inganni: le scene sono finte, sono le morti ad essere vere a Mahagonny, e quest'ultime sono tutte legate e provocate dal denaro, dall'avidità o, per ragione contrapposta, dalla sua mancanza. Quella di Joe dal voler vincere l'incontro di boxe; quella di Jim Mahoney perchè, avendolo prestato a tutti per generosità, si ritrova senza ed è condannato a morte per questo.

Mahagonny è però dall'inizio condannata alla distruzione anche se l'uragano che colpisce tutte le città limitrofe aggira solo la città dove il Soldo ha statuto di Legge e dove sbarcano Jenny Hill con le sue ragazze (tutte prostitute come lei) in cerca di denaro e polli da spennare. Di lì a poco arrivano infatti quattro tagliaboschi dall'Alaska guidati da Jim Mahoney, con i portafogli pieni di dollari dopo sette anni di duro lavoro al gelo, ed in cerca di facili piaceri e finalmente liberi di praticare il loro amore davanti a tutti (vi ricorda qualche "Isola" della Real TV?). D'altronde, la regola è “basta che paghi": le ragazze sono lì per soddisfare i piaceri di tutti, anche a catena di montaggio. Non solo, c'è un avanzamento da quando l'uragano risparmia Mahagonny: Jim riesce a convincere tutti che “tutto è lecito”, e qualsiasi divieto finora impostato non dovrà più sussistere, dando libero sfogo ai quattro dogmi di Mahagonny: mangiare, accoppiarsi, sbronzarsi e combattere (in realtà picchiare il più debole è la traduzione esatta).

Una débacle senza freno rivela gli ingranaggi perversi di Mahagonny dopo il match improbo tra l'amico di Jim, Alaska Wolfjoe -  interpretato dal basso originario della Cina Peixin Chen, voce profonda e ferma; e Dreieinigkeitsmoses che lo uccide indossando una tuta "green" proprio durante l'incontro di boxe, e che sullo schermo fa apparire Joe come virando i pugni contro il nulla, un nemico invisibile.

La parte più cruda e corrosiva, nonchè di apice drammatico giunge con la condanna di Jim: dinanzi al processo contro di lui, reo di non aver pagato i whiskey consumati la sera della morte di Joe, e la sua susseguente condanna capitale, si evidenzia il nesso diretto con l'oggi: nel processo farsa l'unica cosa che conta, dicevamo, sono i soldi, ma nemmeno gli amici come Bill, ovvero Sparbückenbill, il baritono olandese  Thomas Oliemans, lo aiuteranno perché “i soldi sono un'altra cosa”. A riassumere che la società consumistico-capitalistica non conosce pietà e tantomeno giustizia e l'ultimo idillio di Jim con Jenny ed il suo successivo canto di morte sono gli unici momenti lirici e commoventi, gli unici veri. Una magnifica Jenny Hill interpretata dal biondissimo soprano tedesco Annette Dasch mostra la sua parte piu' fragile e confermiamo che dall'inizio alla fine, non ha avuto nessun dislivello, cantando tutte le dissimulazioni, la tenerezza, la corruzione e la seduzione messe in scena dal suo personaggio a tutto tondo, compresa la famosa "Moon of Alabama", che purtroppo non salverà nessuno con il suo romanticismo. Jim Mahoney, il tenore austriaco Nikolai Schukoff, è passato dalla violenza arrogante alla nostalgia per i momenti belli trascorsi con Jenny e prima in Alaska, e termina con un commovente canto del cigno, quando è  condannato alla forca:

Sì. Adesso ho capito.
Quando venni in questa città per
comperarmi gioia con denaro,
la mia fine era segnata.
Adesso seggo qui e non ho avuto niente.
La gioia che ho comprato non era gioia
e la libertà acquistata col denaro non era libertà.

Adesso seggo qui e non ho avuto niente.
La gioia che ho comprato non era gioia
e la libertà acquistata col denaro non era libertà.
Ho mangiato e non mi sono sfamato,
ho bevuto e sono rimasto con la sete.
(In originale: Ja. Jetzt erkenne ich: als ich diese Stadtbetrat, um mir mit Geld Freude zu kaufen,war mein Untergang besiegelt.Jetzt sitze ich hier und habe doch nichts gehabt. Die Freude, die ich kaufte, war keineFreude und die Freiheit für Geld war keineFreiheit. Ich ass und wurde nicht satt,ich trank und wurde durstig.)

Dopo esserci complimentate conl'eccellenza della Philarmonia Orchestra diretta da un egregio Esa-Pekka Salonen, acclamato a piu' riprese negli applausi finali, vogliamo citare il Coro Pygmalion, estremamente coerente e ben affiatato col suo direttore Richard Wilberforce, e che termina metaforicamente - prima dell'ondata rivoluzionaria guidata da Jenny e che distrugge Mahagonny dopo la morte di Jim, in fondo l'unica speranza di Mahagonny perchè in lui risiedeva ancora un guizzo di purezza autentica -, ecco la parabola di Brecht e Weill sul senso ed il tempo della vita:

Jim ed il Coro maschile
Non v’inganni alcuno:
la vita vale assai, bevetene a gran sorsi,
ché all’ora del distacco
non lunga vi parrà.

Non v’inganni alcuno:
il tempo è breve assai.
Perisca ciò ch’è marcio,
la vita sola ha prezzo
non dura a volontà.

(In originale: Lasst euch nicht betrügen,dass Leben wenig ist.Schlürft es in vollen Zügen,es wird euch nicht genügen,wenn ihr es lassen müsst.Lasst euch nicht vertrösten,ihr habt nicht zuviel Zeit.Lasst modern den Verwesten,das Leben ist am grössten,es steht nicht mehr bereit.)

Potete vederla sul canale francese in partenariato col Festival di Aix su ARTE Concert, uno spettacolo unico.

Pubblicato in: 
GN30 Anno XI Numero doppio 1° e 8 luglio 2019
Scheda
Titolo completo: 

71° Festival International Lyrique d'Aix-en-Provence
Grand Théâtre de Provence
6, 9, 11 et 15 luglio ore 20

AUFSTIEG UND FALL DER STADT MAHAGONNY
Opera in tre atti
Musica di Kurt Weill
Libretto di Bertolt Brecht

Direttore Esa-Pekka Salonen
Regia Ivo van Hove
Maestro del Coro Richard Wilberforce
Scene e luci Jan Versweyveld
Costumi An d’Huys
Video Tal Yarden
Drammaturgia Koen Tachelet
Assistente al direttore musicale Natalie Murray Beale
Vocal coaches Jean-Paul Pruna, Frédéric Calendreau
Assistente alla regia Frans Willem De Haas
Assistente alla scenografia Bart Van Merode
Assistente ai costumi Angèle Mignot
Assistente alle luci François Thouret
Assistente video Christopher Ash
Camera Operator Vadim Alsayed

Cast
Leokadja Begbick Karita Mattila
Fatty, der "Prokurist" Alan Oke
Dreieinigkeitsmoses Willard White
Jenny Hill Annette Dasch
Jim Mahoney Nikolai Schukoff
Jack O' Brien /Tobby Higgins Sean Panikkar
Bill, gennant Sparbückenbill Thomas Oliemans*
Joe, gennant Alaskawolfjoe Peixin Chen

Sechs Mädchen von Mahagonny    
Kristina Bitenc, Cathy-Di Zhang*, Thembinkosi Magagula, Maria Novella Malfatti, Leonie Van Rheden, Veerle Sanders
Extras
Apollonia Crova, Leïla Flayeux, Suzy Deschamps, Jeanne Chollier, Maëlle Charpin, Daria Pouligo, Angelica Tisseyre, Simon Copin, Selime Benama, Julien Degremont, Tibo Drouet, Laurent Ernst, Florian Haas, Simohamed Bouchra, Laurie Freychet
 

Coro Pygmalion
Philharmonia Orchestra

*Artista dell'Académie

Nuova produzione del Festival d'Aix-en-Provence
Con il supporto della Kurt Weill Foundation for music
Una coproduzione con Dutch National Opera (Amsterdam), The Metropolitan Opera, Opera Ballet Vlaanderen (Antwerp / Ghent), Les Théâtres de la Ville de Luxembourg
Con il supporto della Fondation Meyer pour le développement culturel et artistique

Editore ed agente teatrale: L'Arche.

Potete vederla sul canale francese in partenariato col Festival di Aix su ARTE Concert, uno spettacolo unico.

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