Convegno covid. Il Professor Bellavite: i vaccini sono imperfetti

Articolo di: 
Livia Bidoli
Prof. Paolo Bellavite

Lo scorso 3 e 4 gennaio, un convegno scientifico, con relatori medici, scienziati, avvocati, giornalisti, politici,si è svolto presso la Sala Capranichetta dell'Hotel Nazionale a Monte Citorio: il Coordinamento 15 Ottobre, con Roberto Perga, Presidente, Dario Giacomini, vicepresidente e Stefania Cappellari, avvocato, hanno organizzato il confronto. Questo nostro speciale è dedicato all'intervento dell'epidemiologo, ematologo, patologo dell'Università di Verona, Professor Paolo Bellavite.

Il titolo del panel del 4 gennaio 2022 è “Aspetti scientifici dell’articolo 32 della costituzione Italiana”, e lo riportiamo a grandi stralci, il piu' possibilmente completi. Il Prof. Bellavite si rivolge prima di tutto all'On. Marta Cartabia, Ministro della Giustizia, per sensbilizzarla su un argomento, quello scientifico-sanitario, su cui sicuramente non è specializzata e “potrebbe essere stata consigliata da qualcuno per fare scelte scelte” (testuale). Il prof. Bellavite ha pubblicato un libro sui vaccini, molto approfondito, proprio nel 2017, quando si sono introdotti i dieci vaccini obbligatori per gli adolescenti ed i bambini: Vaccini si, obblihi no. Le vaccinazioni pediatriche tra evidenze scientifiche e diritti previsti nella Costituzione Italiana, edito da Libreria Cortina Verona. Il libro è utilissimo per approfondire l'argomento e capire quanto si differenzia un vaccino da un altro; la propagazione dei virus; il suo contenimento. In proposito possiamo subito citare, dalle parole di Bellavite, il caso del morbillo: “il Ministro Lorenzin aveva parlato di casi di morbillo in Inghilterra causati dalla mancata vaccinazione”, in realtà ce n'era stato solo uno, e la Ministra ha dovuto ritrattare.

Il punto nodale però qui è che l'obbligo vaccinale tocca l'articolo 32 della Costituzione Italiana, come ricorda Il Prof. Bellavite: “la legge ha un limite: non può violare il rispetto della persona umana”, con l'occasione, riportiamo per intero l'articolo:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Riportiamo il commento di Bellavite: “L'interesse della collettività: il vaccino riduce il rischio epidemico, in quale senso? Non può postularsi il sacrificio di ciascuno per l'interesse degli altri: un eventuale obbligo non è incostituzionale se non incide negativamente sullo stato di salute dell'individuo. Si postula l'interesse della collettività: la vaccinazione lo diventa quando protegge anche le persone non vaccinate; quando si supera una certa soglia di soggetti immuni, questi ultimi rappresentano uno scudo alla diffusione del contagio.L'immunità di gregge si verifica quindi con un'alta percentuale di immunizzati, coloro che non si ammalano o si ammalano in forma leggera; non devono trasmettere il contagio, sia i sintomatici sia gli asintomatici o pausintomatici. Se però abbiamo un vaccino imperfetto come i vaccini anti-covid, che non fermano la trasmissione, non contrastano nemmeno il contagio, si annulla l'effetto immunità di gregge. Inoltre, l'effetto di questi vaccini si smorza dopo pochi mesi, quindi nemmeno protegge a spettro completo. In proposito mostro che le percentuali di contagio tra vaccinati e non vaccinati sono simili, traendole dal rapporto del Robert Koch Institut tedesco (4,42% i non vaccinati contro il 95,58% vaccinati; il 28,8% aveva anche la dose di richiamo, la terza). In questo modo l'immunità di gregge è vanificata. Inoltre il motivo è molto semplice: questi vaccini producono un'immunità interna al corpo, ma quando il virus ha superato le prime vie, ovvero le mucose o la saliva, infetta ugualmente. Quindi puntare solo ossessivamente sul vaccino salvatore è inutile. Pensiamo ai bambini, per esempio, che non sono vettori di virus piu' degli altri, e che normalmente, se non affetti da altre patologie gravi, guariscono in fretta, otterrebbero un'ottima immunizzazione, ed avremmo risolto il problema scuola.
Poi ci sono due obiezioni che vengono fatte: è vero che il vaccino protegge dalle conseguenze piu' gravi; la riduzione del rischio di malattia grave e quindi di eventuale ospedalizzazione non giustifica il ricatto lavorativo del green pass e soprattutto si dovrebbe implementare, non solo il funzionamento degli ospedali ma anche le cure domiciliari. Il vaccino poi ogni 4 mesi, non è piu' un vaccino ma una forma di cura individuale. Del resto le cure domiciliari servono proprio a prevenire l'ospedalizzazione, e devono essere studiate in questo senso. D'altra parte, il protocollo sanitario della “tachipririna e vigile attesa” (13 su 90) porta quasi tutti in ospedale, mentre già l'introduzione dei FAMS riduce notevolmente l'ospedalizzazione (2 su 90), che indica l'importanza della tempestività.
Un'altra questione importante sono gli eventi avversi ai vaccini. Secondo certi scienziati le reazioni avverse fatali da vaccino sono causate dalla “sfortuna” (Galli): perchè
AIFA ha segnalato le reazioni avverse fino al 26 settembre 2021 e poi ha smesso?
Cosa dobbiamo immaginare?
Se vediamo in rapporto i casi di reazioni con i vaccini anti-covid, sono 120 ogni 100.000 contro 2,9 ogni 100.000 per il vaccino antiinfluenzale nel 2019 (ultimo rapporto disponibile): sono tantissime in piu', anche con una farmacoviglianza passiva, ovvero sono solo spontanee, a differenza di quella attiva, che è normalmente adoperata per i vaccini.
I vaccini anticovid hanno una vita breve: sono inefficienti e non generano immunità di gregge; questo fa mancare quel beneficio per la collettività che viene nominato nella normativa; inoltre producono varianti del virus; il green pass quindi si traduce instrumento di diffusione del virus; al contrario di quanto asseriscono i vari DL in proposito, questi ultimi hanno riferimenti scientifici sbagliati. Il rapporto rischi/benefici non c'entra nulla: non basta che un medicinale sia efficace per renderlo obbligatorio, questo vale per qualsiasi farmaco. I vaccini non salvano dall'epidemia e non portano un miglioramento sicuro alla salute pubblica. E non è ammissibile in alcun modo la morte di qualcuno per questi ultimi (i 16 decessi vaccino correlati di AIFA contrastano con la narrativa delle “protezione", N.d.C.). in quanto il primo rispetto è quello della vita
.”

Ho posto una domanda al Prof. Bellavite, la seguente:
Lei ha parlato dei dati, e dei certificati medici che l'OMS ha modificato poco prima della dichiarazione di pandemia (11/03/20), ed ha tolto, nel 2017, l'indice di letalità per dichiarare la pandemia. Per quanto riguarda la compilazione dei certificati medici di morte, l'OMS ha spostato a “cause secondarie” e non “primarie” tutte le patologie croniche dalle quali è affetto un paziente e, nel momento in cui ci fosse soltanto un “sospetto covid”, quindi presentasse anche solo un sintomo correlabile alla malattia covid-19, anche in assenza di un tampone RT-PCR o antigene rapido, il paziente veniva annoverato come morto per covid. Questa modalità ancora perdura e l'OMS lo ha imposto a tutti gli istituti sanitari del mondo, dal nostro fino al CDC americano. Questo quanto ha inciso nel conteggio dei decessi covid?

Il Prof. Bellavite risponde: “Ho guardato anch'io quei documenti e le linee guida, c'è scritto che se è proprio evidente che la causa primaria sia un'altra (cancro per esempio) ammettono che la causa sia quella e secondaria il covid, ma è scritta talmente piccola che non è passata nelle linee guida italiane.
La lunga polemica sui morti covid è priva di valore scientifico perchè sappiamo che il covid è piu' grave in chi aveva patologie gravi precedenti, e per chi stava in ospedale per un'altra malattia, il covid è stato fatale, perchè la faccenda è molto piu' complessa. Il covid è stato 3 o 4 volte piu' grave rispetto alle influenze stagionali, anche se con quest'ultima ci sono fra i 10.000 ed i 20.000 decessi a stagione.
La distinzione tra chi è fragile – piu' patologie – e chi non lo è, non è stata presa in considerazione per i vaccini, questo esclude le concause di una malattia da vaccino, e questo è scientificamente insostenibile, poiché si mettono rischio le persone che hanno quelle malattie. Queste ultime sono convinte di avere un basso rischio a farsi vaccinare invece non è vero: sono fragili sia per il virus sia per il vaccino. Il vaccino è un minivirus, una piccola malattia, quindi il rapporto rischio/beneficio va calcolato persona su persona. L'articolo 32 pone in questione l'obbligo: non si può obbligare una persona a subire un trattamento sanitario hic et nunc.”

Uno dei fattori piu' importanti per capire, in ultima analisi, se i vaccini anti-covid siano efficaci è il cosiddetto “gruppo di controllo”, che è costituito dai “non vaccinati”: se questi ultimi scompaiono, non abbiamo piu' un rapporto di comparazione.

Pubblicato in: 
GN11 Anno XIV Speciale 15 gennaio 2022
Scheda
Titolo completo: 

Coordinamento 15 ottobre

Roma, Sala Capranichetta Hotel Nazionale, Monte Citorio
Pandemia a confronto
3-4 gennaio 2022

Video dell'incontro con il Prof. Bellavite