Kimono al Filatoio di Caraglio

Articolo di: 
Elena Romanello
kimono

Fino al 5 novembre il Filatoio di Caraglio (CN), il più antico setificio in Europa ancora esistente e l’unico ad essere stato recuperato come museo e spazio espositivo, ospita la mostra Y Kimono Now, un tributo ad uno dei simboli del Giappone.

All’interno del percorso espositivo cento kimono originali propongono un viaggio attraverso la cultura e l’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di ispirazioni e suggestioni per arte, grafica, design e moda.
Non è casuale la scelta del filatoio di Caraglio, perché nel 1868, quando il Giappone si aprì al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani erano già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo e furono loro quindi a stabilire un importantissimo tramite tra culture che è durato fino ad oggi e si è esteso ad altri ambiti.

Nel percorso della mostra, un progetto di Consolata Pralormo con la curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose.
La mostra è organizzata in quattro sezioni dedicate al succedersi delle stagioni ,al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra racconta anche come il Giappone ispirò il mondo artistico di fine Ottocento, con i nomi tra gli altri di Vincent Van Gogh, Claude Monet e Gustav Klimt, uno scambio che continua fino ad oggi.

La prima sala, dedicata alle stagioni, ripercorre il ciclo della natura, con nei motivi decorativi le fasi lunari, lo sbocciare di una pianta, il risveglio delle formiche, la rugiada notturna, fiori, foglie e animali.
La seconda sala è dedicata al paesaggio e mette in mostra le fodere interne di alcuni kimono, con paesaggi fatti a china, dai significati beneaugurali e poetici, o ispirati alla letteratura classica e alle leggende
La terza sala, dominata da fluttuanti sfumature di indaco, è dedicata all’acqua, elemento vitale per il Giappone, arcipelago di quasi settemila isole circondate da un mare tranquillo o tempestoso, punteggiate di fiumi, laghi e sorgenti calde, colpite da piogge estive e incredibili nevicate.

L’ultima sala suggerisce le infinite implicazioni esistenti fra il kimono, l’arte e la moda attraverso dettagli di colore, forme geometriche, grafiche, logo e decori, volumi e spazi del corpo, ricordando come il kimono ha influenzato appunto gli artisti occidentali.

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre settecento kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945).
La mostra è aperta dal giovedì al sabato dalle 14 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni visitare il sito del Filatoio.

Pubblicato in: 
GN43 Anno IX 8 settembre 2017
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