Sardelli e l’Accademia Barocca. Uno scintillante omaggio a Corelli

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Sardelli dirige l'Accademia Barocca

La Stagione di Musica di Camera ha inaugurato il 2013 con un omaggio ad Arcangelo Corelli, in occasione del trecentesimo anniversario della morte avvenuta  a Roma l’8 gennaio 1713; uno splendido concerto che ha visto protagonisti Federico Maria Sardelli e l’Accademia Barocca di Santa Cecilia, lungamente acclamati dal pubblico in sala.

Il concerto è stato dedicato ad uno dei più importanti esponenti del barocco musicale romano, Arcangelo Corelli, nato a Fusignano (Ravenna) nel 1653. Fu portentoso violinista e compositore, considerato anche ai suoi tempi un modello  nella creazione di musica strumentale, per questo motivo, a differenza di altri fondamentali musicisti come Händel, Bach e Vivaldi, poté dedicarsi alla composizione senza l'assillo del denaro e di obblighi imposti dalla committenza. La regina Cristina di Svezia e i cardinali Pamphilj e Ottoboni, infatti, provvidero a tutte le sue esigenze tra cui anche l'impiego di un cospicuo numero di musicisti per l'esecuzione delle sue composizioni.

Il numero delle sue opere, limitate a tre generi: Sonata a tre, Sonata solistica e Concerto grosso, è esiguo, in quanto ebbe tutto il tempo  per potersi dedicare a perfezionarle. Il Concerto grosso è una forma strumentale barocca creata da Corelli, in cui un gruppo di solisti (concertino), si alterna e dialoga con con il resto dell'orchestra (concerto grosso).

Federico Maria Sardelli, flautista, direttore e musicologo, responsabile del catalogo delle opere di Vivaldi, ci ha detto, durante una breve intervista, che nel 1998 per il suo lavoro musicologico, in occasione dell'incisione de i Concerti grossi op. VI di Corelli, realizzata per Amadeus, utilizzò gli studi di Franco Piperno che derivavano da quelli di Hans Joachim Marx. Da questi studi basati sull'analisi dei liste di pagamento dei musicisti che lavoravano per gli Ottoboni, Ruspoli e Pamphilj, si evince la ragionevole convinzione che, nelle occasioni di queste  grandi esecuzioni in cui Corelli dirigeva i Concerti grossi, che a volte servivano da introduzione a oratori sacri, cerimonie, drammi per musica, non sempre ma abbastanza  frequentemente ci fu la presenza di strumenti a fiato, di ripieno: soprattutto oboi, in seconda misura trombe e in terza battuta flauti.

Di questi non c'è a  traccia nella pubblicazione postuma de i Concerti grossi op. VI nel 1714 ad Amsterdam, in quanto vennero stampate solo le sette parti degli archi: tre per i concertini, quattro per i concerti grossi, ma non le parti di ripieno, che scritte in fogli a parte, andarono perdute. Sardelli ritiene di essere riuscito, nella sua ricostruzione ad individuare, i momenti in cui gli strumenti a fiato intervenivano, confortato in questa convinzione dal successo della fortunata incisione, per cui ricevette la seconda nomination ai Grammy Awards nel 2000.

Ha aggiunto che si sente onorato di averli riproposti in occasione della celebrazione dell'anniversario di Corelli, a casa sua a Roma, con i musicisti dell'Accademia Barocca di Santa Cecilia, da lui definita, una grande e felice scoperta. Per quello che riguarda la proposizione dei brani nel programma del concerto ha detto che che, pur con le loro peculiari caratteristiche, le composizioni di Händel e Valentini sono state anche influenzate da quelle di Corelli.

Di Händel, talentuoso creatore di una musica profondamente innovativa eche  durante il suo trionfale soggiorno romano ebbe stretti rapporti con Corelli, ha scelto il Concerto grosso op. III n. 2; l'opera III, la cui creazione è più antica e maggiormente rivela l'influsso del più anziano collega non potendo eseguire le opere del periodo romano che richiedono il coro e i cantanti.

Giuseppe Valentini ( Firenze 1681- Roma 1753), invece, fu proprio un allievo di Corelli e giunse ad insidiare il suo primato di virtuoso del violino. Sardelli ha spiegato che ha scelto questo brano proprio per evidenziare dell'allievo la maggiore fantasia più moderna più bizzarra quasi visionaria, rispetto al senso di ordine compositivo del maestro, aggiungendo che si tratta della prima esecuzione mondiale in tempi moderni. Per quello che riguarda Vivaldi, anche lui straordinario violinista, la scelta  è caduta su di lui proprio per mostrare differenza con Corelli nella composizione musicale.

Venendo al concerto che abbiamo ascoltato, la ricostruzione dei Concerti grossi di Sardelli non è solo convincente, è entusiasmante e la grande esecuzione che abbiamo ascoltato ne ha messo pienamente in luce la dinamica, il timbro, la cantabilità e il fraseggio, restituendoci l'iridescente grandiosità delle composizioni di Corelli, in questo pienamente assecondato dalla bravura dei musicisti dell'Accademia Barocca.

La scelta dei brani di Händel è stata particolarmente indovinata per cogliere quegli aspetti che lo avvicinano a Corelli. Nella splendida esecuzione del Concerto per oboe HWV 287, del Caro Sassone, ha brillato la bravura di Paolo Pollastri, all'oboe, che ha reso perfettamente lo stupefacente virtuosismo e la cantabilità del brano di  Händel. Nelle  musiche di Vivaldi e degli altri abbiamo ammirato, ancora una volta, in Sardelli la capacità e la  sensibilità  nel rendere la cantabilità e il ritmo di danza. Di grande interesse anche l'esecuzione del brano di Valentini in questo concerto, che ha entusiasmato il pubblico presente che lungamente e festosamente ha applaudito e a cui è stato offerto come bis, di Vivaldi il primo movimento della sinfonia della Griselda e poi la ripetizione dell'inizio del primo brano in programma. 

Ci auguriamo di poter ascoltare nuovamente e con più frequenza i bravissimi musicisti dell'Accademia Barocca nei programmi della Stagione di Musica da Camera dell'Accademia di Santa Cecilia, non solo nella musica  strumentale ma anche in quella sacra e negli oratori, con un pubblico più sensibile e recettivo verso questo tipo di composizioni di quello della Stagione di Musica Sinfonica. Speriamo anche che Sardelli torni spesso a Roma a dirigere l'Accademia Barocca o con il suo Modo Antiquo  per regalarci con le sue interpretazioni un vero godimento per l'animo e i sensi.

Pubblicato in: 
GN11 Anno V° 22 gennaio 2013
Scheda
Titolo completo: 

Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli
Venerdì 11 gennaio 2013 ore 20,30
Accademia Barocca dell'Accademia di Santa Cecilia
Federico Maria Sardelli direttore
Paolo Pollastri oboe
in occasione dei 300 anni dalla morte di Arcangelo Corelli (1713-2013)

Arcangelo Corelli        Concerto grosso op. VI n. 1
Georg Friederich Händel    Concerto grosso op. III n. 4
Antonio Vivaldi    Concerto per archi RV 114
Arcangelo Corelli        Concerto grosso op. VI n. 3
Georg Friederich Händel    Concerto per oboe HWV 287
Giuseppe Valentini    Sinfonia  a Violin Concert(ino) et 2 violini con Bassi ( prima esecuzione mondiale moderna)
Antonio Vivaldi    Sinfonia per archi da Il Farnace RV 711
Arcangelo Corelli        Concerto grosso op. VI n. 4