Teatro Verdi di Pisa. Eduardo o l'opera senza musica

Articolo di: 
Piero Barbareschi
Questi fantasmi!

Domenica 25 febbraio seconda replica al Teatro Verdi di Pisa, nell'ambito della stagione teatrale 2017/2018, di una delle più famose commedie di Eduardo De Filippo; “Questi fantasmi”, allestita dalla compagnia Elledieffe, fondata dal compianto Luca De Filippo ed attualmente guidata da Carolina Rosi, con la regia di Marco Tullio Giordana.

Commentare la visione di una commedia di Eduardo è compito arduo e rischioso, perchè si potrebbe con facilità, senza dubbio compiacendo il lettore ed alimentando l'ammirazione per l'autore, indulgere su alcuni aspetti emotivamente coinvolgenti, come per esempio la malinconica riflessione sull'inaspettata e dolorosa scomparsa del figlio Luca, erede e splendido interprete dei capolavori paterni, o la conseguente nostalgia per chi ha avuto la fortuna ed il privilegio di vederlo recitare, in questa come altre commedie.

Assistere ad una commedia di Eduardo, in particolar modo in un allestimento impeccabile come questo, nel quale, grazie anche alla prestigiosa e sapiente regia di Marco Tullio Giordana sono state seguite alla lettera tutte le preziose e puntuali indicazioni e suggerimenti dell'autore, consente allo spettatore di sentirsi trasportato in una dimensione particolare, connotata temporalmente ma al tempo stesso collocabile in ogni tempo, per la valenza simbolica ed i riferimenti a valori, difetti, comportamenti ed inganni che fanno fanno parte della più pura ed elevata tradizione teatrale della cultura occidentale.

I temi dell'inganno, della menzogna, della lealtà o del tradimento, ma anche della gestione dei sentimenti, mascherati o manifestati, dell'apparente viltà ed opportunismo, del travestimento ma anche dell'ironia, sono tutti presenti in questa commedia e sono gli stessi che si ritrovano in Goldoni, Moliere, Shakespeare, senza temere il confronto ma anzi, per quella inconfondibile levità che solo la lingua napoletana possiede, trovano proprio nel tipico modo di affrontare ironizzando anche i problemi più grossi della vita, una carta vincente, perfettamente utilizzata da Eduardo.

Lo spettatore si trova così un attimo prima a sorridere per una battuta del protagonista, uno straordinario Gianfelice Imparato, solitario o in dialogo con l'altrettanto impeccabile Nicola Di Pinto, il portiere del palazzo, tipica spalla-voce della coscienza della tradizione teatrale, ed un attimo dopo rendersi conto dell'universo di sensazioni e stati d'animo che si nascondono, testimoni di una malinconia di fondo ed un'insicurezza sempre pronte ad affiorare per gli ostacoli che la vita pone di fronte ad ognuno di noi ogni giorno.

È questa probabilmente un'inarrivabile abilità di Eduardo autore: fare in modo che lo spettatore, assistendo a rappresentazioni di situazioni apparentememte normali e comuni, sia quasi costretto a riflettere su alcuni valori fondamentali che regolano il rapporto, non sempre leale, fra gli uomini, o la gestione dei sentimenti, spesso costretti a compromessi, stimolando spunti di riflessione che coinvolgono vicende personali.

Si diceva della levità e aggiungerei anche della musicalità della lingua napoletana. Le commedie di Eduardo sono come opere senza musica, nelle quali i ritmi e la scansione degli avvenimenti sono calibrati perfettamente come in una composizione musicale. E come in una perfetta opera di Mozart ( mi sono sempre domandato come avrebbe musicato il salisburghese i testi di Eduardo, sicuro che ne sarebbe stato incuriosito ed ammaliato come lo era con i testi di da Ponte) la regia di Marco Tullio Giordana ma anche l'equilibrio mai fuori misura della recitazione di ogni protagonista hanno esaltato le dinamiche presenti nella struttura testuale, con arie solistiche, duetti, scene di gruppo e stretto finale.

Altrettanto geniale e giustamente celeberrima, l'idea dell'autore di creare, nei momenti nei quali il protagonista parla dal balcone al professore, un momento di reale dialogo con lo spettatore, consentendo anche di esprimere i concetti più importanti che sono alla base del testo e che toccano nel profondo (...i fantasmi non esistono, forse noi siamo fantasmi...).

Come si diceva la regia ha rispettato alla lettera le indicazioni di Eduardo, ma anche la scenografia di Gianni Carluccio ha rispettato l'esigenza di creare in scena i due balconi dai quali e grazie ai quali lo spazio scenico si integra con il mondo esterno e quindi con il pubblico. Altrettanto correttamente contestualizzati i costumi e l'arredamento della scena.

Abbiamo già detto dell'ottima prestazione di Imparato e Di Pinto, ma in ugual misura la presenza scenica e l'interpretazione di Carolina Rosi hanno perfettamente delineato le sfumature psicologiche ed il tormento interiore di Maria, così come è doveroso citare tutti gli altri componenti la compagnia, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Andrea Cioffi,Viola Forestiero, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo per lo stile, mai sopra le righe e senza indulgere a facili caratterizzazioni.

Pur con il rammarico per l'assenza incolmabile di Luca, produzioni come questa riempiono il cuore di gioia per la certezza che il messaggio del teatro universale di Eduardo non sarà né tradito né dimenticato, soprattuto in momenti storici come questi, nei quali abbiamo bisogno dell'insegnamento di autentici maestri che ci aiutino a percorrere un cammino illuminato dalla luce della civiltà e dell'intelligenza. Il calore e l'affetto degli applausi finali hanno materializzato questa riconoscenza.

Scheda
Titolo completo: 

Pisa, Teatro Verdi
Domenica 25 febbraio 2018 ore 17
La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

QUESTI FANTASMI! di Eduardo De Filippo
con (in ordine di apparizione)
Gianfelice Imparato
Carolina Rosi
Massimo De Matteo
Paola Fulciniti

Andrea Cioffi

Nicola Di Pinto
Viola Forestiero
Giovanni Allocca
Gianni Cannavacciuolo
regia Marco Tullio Giordana
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Francesca Livia Sartori
musiche Andrea Farri
produzione Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo