cinema

  • Ayrton Senna
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il film Senna è diretto da Asif Kapadia (L’incubo di Joanna Mills, 2006 e Far North, 2007), con protagonista Ayrton Senna (1960-1994), il pilota di Formula 1 morto tragicamente in un incidente nel circuito di Imola il primo maggio del 1994 durante il Gran Premio di San Marino. Il film è una collezione diacronica e lirica che ricostruisce il passaggio di Senna dai go-kart fino alla vittorie in Formula 1, decriptandone anche la coscienza religiosa, il carattere volitivo e tenace, ed i suoi rapporti con l’entourage della Formula 1, a cominciare dal conflitto con Alain Prost.

  • Barney
    Articolo di: 
    Giuseppe Talarico

    Un noto e apprezzato giornalista, che abitualmente non scrive recensioni, come Francesco Merlo, ha sostenuto su la Repubblica, a proposito della trasposizione cinematografica de La versione di Barney, libro celebrato agli inizi degli anni duemila come un grande capolavoro, che il film che ne ha ricavato Richard J. Lewis è migliore e più emozionante  rispetto al  libro.

  • La Rafle
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Si apre con Paris di Edith Piaf  il film di Rose Bosch con Jean Reno e Mélanie Laurent sul funesto anno 1942, di collaborazionismo della Francia di Pétain con i tedeschi invasori: il Governo di Vichy del cosiddetto Stato Francese che De Gaulle sconfessò incitando i francesi a ribellarsi e riprendersi la parte occupata. Un film con un titolo in originale che significa “La retata” (La rafle), con riferimento alla deportazione di circa 13000 ebrei adulti e di 4500 bambini, diretti nei campi di concentramento tedeschi.

  • Jack Black
    Articolo di: 
    Simone Vairo

    Il regista Rob Letterman ha tradotto cinematograficamente ed in 3D l'opera di Jonathan Swift datata 1735. Protagonista Jack Black e la comedy irlandese avanza fino ai giorni nostri.

  • Shutter Island
    Articolo di: 
    Simone Vairo

    La Fondazione Isabella Scelsi apre il 2011 con un incontro tanto suggestivo quanto interessante: Ascoltando Shutter Island, presentato da Nicola Sani il 18 gennaio scorso e dedicato alla colonna sonora dell'ultimo film di Martin Scorsese.

  • Tamara Drew
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Il nuovo film di Stephen Frears affronta con malcelato cinismo ironico una delle problematiche fondamentali di una donna: la bellezza estetica. Tamara Drewe era infatti una ragazza piuttosto bruttina del paese, figlia dell'uomo più ricco, che si era comprato mezza zona espropriando i contadini, e già per questo detestata: dopo alcuni anni torna nell'incantevole paesino di campagna che l'ha vista crescere con un naso nuovo, due pantaloncini striminziti con cui sconcerta la locale riunione degli scrittore e una nuova rubrica su un prestigioso giornale londinese.

  • Vallanzasca e Kim Rossi Stewart
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l'autoflagellazione”: l’aforisma di Truman Capote (1924-1984) campeggia sui titoli dell’ultimo film di Michele Placido, Vallanzasca, sottotitolo Gli angeli del male, dall’autobiografia di Renato Vallanzasca a cura di Carlo Bonini (giornalista di La Repubblica), titolata Il fiore del male ed edita da Marco Tropea nel 2009.

  • Vi presento i nostri
    Articolo di: 
    Simone Vairo

    Dopo aver basato ben due pellicole sulla conoscenza delle rispettive famiglie, cos’altro potrà mai succedere nel terzo capitolo? La Paramount Pictures propone il terzo episodio intotolato Vi Presento I Nostri, diretto da Paul Weitz a differenza dei due precedenti blockbuster molto amati dal pubblico e diretti da Jay Roach.

  • In un mondo migliore
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il titolo originale di questo film, premiato col Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio ed il Premio Marc’Aurelio del Pubblico al miglior film – BNL, allo scorso Festival del Cinema di Roma 2010 è anche candidato per la Danimarca agli Oscar 2011, è Hævnen (In un mondo migliore è tratto dal titolo inglese In a Better World): in danese vuol dire “Vendetta”, l’impulso atavico che guiderà i due ragazzi protagonisti a ribellarsi in maniera oltremodo aggressiva contro i loro “bulli” persecutori.

  • Hereafter
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Parlare di morte e di esperienze legate alla medesima al cinema è sempre un azzardo, perché si corre il rischio di finire nelle secche della banalità e degli effetti, stucchevoli o spaventosi, a tutti i costi. Ma se a parlare di morte e di quello che può essere legato e successivo a lei è un maestro come Clint Eastwood, le cose possono farsi decisamente interessanti.