cinema

  • Unknown
    Articolo di: 
    Antonella D'Ambrosio

    La parola che ha il significato di sconosciuto in inglese e corrisponde al titolo del film, Unknown, ben rende il senso di spaesamento che coglie il protagonista per non essere riconosciuto dagli altri e dalla propria moglie. Il pubblico del Festival di Berlino ha appena visto, in questa pellicola fuori concorso, un Liam Neeson in ottima forma, nonostante l’aspetto stropicciato e affaticato che deve mantenere per tutta la pellicola.

  • Paola Randi
    Articolo di: 
    Antonella D'Ambrosio

    E’ nata una nuova regista italiana: Paola Randi, al suo primo lungometraggio, Into Paradiso, ci stupisce favorevolmente con la sua fresca anticonvenzionalità. Era finora autrice di apprezzati corti; forse, vista la poca circolazione nelle sale italiane, qualcuno avrà potuto vedere e ricorderà, Giulietta della spazzatura, per la presenza di uno stralunato Valerio Mastrandrea nella parte dello spazzino che indaga nei rifiuti.

  • Discorso del re
    Articolo di: 
    Lorena Carpentieri

    Il discorso del re (The King's Speech, 2010) è un film storico, diretto da Tom Hooper, con Colin Firth, Helena Bonham Carter e Geoffrey Rush, ambientato nell'Inghilterra degli anni Trenta del Novecento, alla vigilia della Seconda guerra mondiale; e ha ottenuto, con merito, ben 12 nomination agli Oscar 2011.

  • King's Speech
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Parte con il più alto numero di nomination a questa edizione degli Oscar, ben dodici, tra cui miglior film, miglior regia, migliore attore protagonista, migliore attore non protagonista e migliore attrice non protagonista. Il discorso del re (The King's Speech) di Tom Hooper ha la concreta possibilità di portarne a casa più di uno, e non solo per l'incantevole fattura da period movie in cui gli inglesi sono maestri.

  • La rafle
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Arriva e passa il Giorno della Memoria e il film in uscita quest'anno per una così importante ricorrenza, da qualunque parte la si veda, è uno dei campioni d'incasso francesi dell'anno scorso, insieme ad Uomini di Dio. Vento di primavera, titolo decisamente non centrato rispetto all'originale e terrificante La rafle, diretto dalla regista Roselyne Bosch, racconta le vicende legate alla deportazione degli ebrei francesi nell'estate del 1942, dal famigerato Vélodrome d'Hiver fino ai campi di sterminio. La rafle, cioè la retata, fu allucinante nella sua preordinazione, anche se furono molti gli ebrei che riuscirono a salvarsi, grazie a piccoli atti di eroismo di loro vicini ed amici.

  • El Grinta
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Una bimba di quattordici anni dalla lingua determinata e tagliente, uno sceriffo federale malconcio e alcolizzato, insieme ad un texas ranger raffazzonato: la squadra di El Grinta mette insieme uno straordinario Jeff Bridges, un irriconoscibile Matt Damon, perfettamente calato nella parte, ed una new entry adolescente, Heilee Steinfeld.

  • Il cigno nero
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Con la bravissima Natalie Portman come protagonista, nel ruolo del fragile cigno bianco della metamorfosi con cui ha conquistato il Golden Globe come miglior attrice protagonista, Black Swan di Darren Aronofsky, ha aperto il 67° Festival dei Cinema di Venezia dove ha ricevuto il Premio Mastroianni a Mila Kunis per la parte di Lily, la rivale di Nina, la protagonista. Ora esce nella sale candidato a ben cinque Oscar.

  • Ayrton Senna
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il film Senna è diretto da Asif Kapadia (L’incubo di Joanna Mills, 2006 e Far North, 2007), con protagonista Ayrton Senna (1960-1994), il pilota di Formula 1 morto tragicamente in un incidente nel circuito di Imola il primo maggio del 1994 durante il Gran Premio di San Marino. Il film è una collezione diacronica e lirica che ricostruisce il passaggio di Senna dai go-kart fino alla vittorie in Formula 1, decriptandone anche la coscienza religiosa, il carattere volitivo e tenace, ed i suoi rapporti con l’entourage della Formula 1, a cominciare dal conflitto con Alain Prost.

  • Barney
    Articolo di: 
    Giuseppe Talarico

    Un noto e apprezzato giornalista, che abitualmente non scrive recensioni, come Francesco Merlo, ha sostenuto su la Repubblica, a proposito della trasposizione cinematografica de La versione di Barney, libro celebrato agli inizi degli anni duemila come un grande capolavoro, che il film che ne ha ricavato Richard J. Lewis è migliore e più emozionante  rispetto al  libro.

  • La Rafle
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Si apre con Paris di Edith Piaf  il film di Rose Bosch con Jean Reno e Mélanie Laurent sul funesto anno 1942, di collaborazionismo della Francia di Pétain con i tedeschi invasori: il Governo di Vichy del cosiddetto Stato Francese che De Gaulle sconfessò incitando i francesi a ribellarsi e riprendersi la parte occupata. Un film con un titolo in originale che significa “La retata” (La rafle), con riferimento alla deportazione di circa 13000 ebrei adulti e di 4500 bambini, diretti nei campi di concentramento tedeschi.