cinema

  • Carlos
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il film Carlos, diretto da Olivier Aassayas, è nato come una serie televisiva, presentata prima al Festival di Cannes in 354 minuti mentre al Festival Internazionale del Film di Roma risultava dimezzata. Il progetto data 1997 ma è stato ultimato soltanto di recente. Carlos, soprannominato lo Sciacallo perché fu trovata una copia del libro Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth tra i suoi beni personali, è un terrorista internazionale reso famoso soprattutto dal rapimento a Vienna nel 1975 di tutti i ministri dell’OPEC.

  • Jackass3D
    Articolo di: 
    Cristiano De Vincenzi

    Sembra che il 3D sia il futuro al cinema, e la squadra Steve-o – Johnny Knoxville – Bam Margera, lo sperimentano, divertendosi e, come al solito, facendosi male. Le loro sono vere e proprie azioni fisiche, non è un film, ma una serie di sequenze una dopo l’altra che ci mostrano semplicemente quello che combinano questi giovani, stoici, indomiti e incalliti stunts.

  • The Kids are all right
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Cosa succede se due mamme omosessuali hanno un figlio ed una figlia ciascuna (non sapremo mai chi da chi nemmeno alla fine del film) da uno sconosciuto donatore? Il principio del film è dovuto alla storia della regista Lisa Cholodenko con Wendy Melvoin, con cui ha avuto un figlio proprio in questa maniera, dopodiché la trama prende altre strade con la cosceneggiatura di Stuart Blumberg. Vincitore al Sundance Film Festival 2010, indaga una problematica in primo piano negli Stati Uniti.

  • Wei Te-sheng, Chen Hying-en e Cheng Fen-fen
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    A Roma dal 12 al 20 novembre 2010 Asiatica film Mediale presenta un escursus sulla cinematografia di stampo asiatico con un particolare Focus su Taiwan: saranno proiettate tre opere del regista taiwanese Tsai Ming Liang - introdotte da lui stesso -, vincitore di svariati premi cinematografici internazionali, fra cui il Leone d’oro alla 51° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 1994 con Vive l’amour. Inoltre un’attenzione speciale alla nuova ondata di registi taiwanesi e tra questi in particolare abbiamo dato rilievo a: Island Etude di Chen Hying-en, Cape No.7 di Wei Te-sheng e Hear me della regista Cheng Fen-fen.

  • Zazie de Paris, Olias Barco e Virgile Bramly
    Articolo di: 
    Francesca Mazzoleni

    La commedia nerissima di Olias Barco Kill me please rompe gli schemi e vince il premio del Marc’Aurelio della Giuria al miglior film al Festival Internazionale del Film di Roma. La seconda prova di Barco al lungometraggio dpo Snowborder (2003), si presenta in un grottesco bianco e nero. Chi ha detto che il suicidio è un atto violento, un tema tabù su cui è preferibile non soffermarsi a discutere a lungo? Di certo non il Dottor Kruger - l'eccezionale Aurelien Recoing -, proprietario di una clinica sui generis (accuratamente isolata in un bosco) che ha deciso di rendere l’ardua decisione di porre fine alla propria vita un atto indolore per i propri pazienti, consono alla propria personalità e accuratamente assistito.

  • Las Buenas Hierbas
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Tre film coraggiosi e tutti nella Selezione Ufficiale in Concorso: The Poll Diaries di Chris Kraus, regista dello sfolgorante 4 minuti (Vier Minuten, 2006); Dog Sweat, il film girato clandestinamente in Iran dal regista Hossein Keshavarz; Las Buenas Hierbas, appassionante storia di amore filiale tra una madre magica erborista e sua figlia, la regia è di Maria Novaro.

  • Crime d'amour
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La programmazione della Festa del Cinema del primo novembre è ruotata tutta intorno al crimine per due film: l’ultimo postumo di Alain Corneau Crime d'amour, e la versione americana dell’horror svedese uscito un anno fa, ovvero la vampira bambina di Let me in che, quanto a splatter, fa quasi gara con gli horror trash della Troma. Rabbit Hole con Nicole Kidman è stato piuttosto deludente, sia per ritmo – mancante – che per debolezza della storia.

  • Oranges and Sunshine
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Una carrellata di film impegnati il 31 ottobre tra Oranges and Sunshine di Jim Loach, degno figlio del padre Ken; We Want Sex di Nigel Cole, autore di L’erba di Grace nel 2000; Five Day Shelter, la prima prova al lungometraggio dell’irlandese Ger Leonard; per ultimo i primi venti minuti di Dylan Dog Dead of Night con Kevin Munroe alla sua seconda regia (la prima TMNT nel 2007).

  • Festa del Cinema di Roma
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Una manifestazione ha inaugurato il pomeriggio del 28 ottobre 2010 verso le 17.30 la Festa del Cinema di Roma: l’occupazione pacifica e loquace del red carpet, tanti i discorsi e soprattutto le parole di solidarietà tra i lavoratori dello spettacolo e gli attori presenti sul tappeto rosso come Keira Knightley in primis, protagonista del film di apertura della Selezione Ufficiale in Concorso Last Night, film da vedere e che fa pensare, raffinatissimo escursus sul rapporto di una coppia con il  tradimento.

  • My name is Khan
    Articolo di: 
    Francesca Mazzoleni

    Rizvan Khan è un bambino intelligente, con capacità intellettuali anche al di sopra della norma, capace di riparare qualsiasi oggetto e con una particolare sensibilità che non sempre riesce ad esternare senza problemi. Lo vediamo muoversi dapprima da bambino nella sua terra (l’area suburbana di Borivari, a Mumbai), mentre una particolare forma di autismo mette a rischio la sua possibilità di socializzare ed esternare i suoi sentimenti.