cinema

  • Tamara Drew
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Il nuovo film di Stephen Frears affronta con malcelato cinismo ironico una delle problematiche fondamentali di una donna: la bellezza estetica. Tamara Drewe era infatti una ragazza piuttosto bruttina del paese, figlia dell'uomo più ricco, che si era comprato mezza zona espropriando i contadini, e già per questo detestata: dopo alcuni anni torna nell'incantevole paesino di campagna che l'ha vista crescere con un naso nuovo, due pantaloncini striminziti con cui sconcerta la locale riunione degli scrittore e una nuova rubrica su un prestigioso giornale londinese.

  • Vallanzasca e Kim Rossi Stewart
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l'autoflagellazione”: l’aforisma di Truman Capote (1924-1984) campeggia sui titoli dell’ultimo film di Michele Placido, Vallanzasca, sottotitolo Gli angeli del male, dall’autobiografia di Renato Vallanzasca a cura di Carlo Bonini (giornalista di La Repubblica), titolata Il fiore del male ed edita da Marco Tropea nel 2009.

  • Vi presento i nostri
    Articolo di: 
    Simone Vairo

    Dopo aver basato ben due pellicole sulla conoscenza delle rispettive famiglie, cos’altro potrà mai succedere nel terzo capitolo? La Paramount Pictures propone il terzo episodio intotolato Vi Presento I Nostri, diretto da Paul Weitz a differenza dei due precedenti blockbuster molto amati dal pubblico e diretti da Jay Roach.

  • In un mondo migliore
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il titolo originale di questo film, premiato col Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio ed il Premio Marc’Aurelio del Pubblico al miglior film – BNL, allo scorso Festival del Cinema di Roma 2010 è anche candidato per la Danimarca agli Oscar 2011, è Hævnen (In un mondo migliore è tratto dal titolo inglese In a Better World): in danese vuol dire “Vendetta”, l’impulso atavico che guiderà i due ragazzi protagonisti a ribellarsi in maniera oltremodo aggressiva contro i loro “bulli” persecutori.

  • Hereafter
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Parlare di morte e di esperienze legate alla medesima al cinema è sempre un azzardo, perché si corre il rischio di finire nelle secche della banalità e degli effetti, stucchevoli o spaventosi, a tutti i costi. Ma se a parlare di morte e di quello che può essere legato e successivo a lei è un maestro come Clint Eastwood, le cose possono farsi decisamente interessanti.

  • Javier Bardem
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La pronuncia letterale di due bimbi spagnoli dà il titolo Biutiful al quarto film del regista messicano Alejandro González Iñárritu. Una profondissima parabola sull’amore e lo strazio di un padre condannato a morte da una malattia di cui tuttora non si conoscono le trame. Javier Bardem interpreta Uxbal e conquista il premio come Miglior attore al Festival di Cannes.

  • Johnny Depp
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Come definire un thriller che fa increspare le labbra al pubblico con una sciarada di attori italiani dei cinepanettoni e diretto dalla promessa dei nuovi e giovani registi tedeschi, il Florian Henckel von Donnersmarck di La vita degli altri (2006)? Un comedy-thriller: e lui è d’accordo come ammette in conferenza stampa alla presenza di Johnny Depp.

  • Megamind
    Articolo di: 
    Giuseppe Piacente

    In questo capolavoro d’animazione firmato da Tom McGrath (Madagascar, 2005)  due alieni sbarcano sulla terra quando sono ancora in fasce e si ritrovano costretti a fare i conti col nostro pianeta. Uno, MetroMan, pare il prototipo della perfezione. Muscoloso, invulnerabile, amato da tutti; una via di mezzo tra Elvis e Superman, che nella versione originale ha anche la voce di Brad Pitt.

  • We Want Sex
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Fa bene al cuore We Want Sex, commedia d'annata e dissacrante di Nigel Cole - già autore del delizioso L'erba di Grace -, ma nello stesso tempo fa riflettere e lascia un po' sgomenti: perché se la lotta delle operaie della fabbrica Ford di Dagenham, nell'Essex, avvenuta nel 1968, entusiasma e trascina, si rimane basiti pensando a quanti passi sono ancora da fare e a quanti passi indietro sono stati fatti, proprio in questo periodo, qui in Italia.

  • Winter's Bone
    Articolo di: 
    Alberto Giovenco

    Aggiudicatosi il premio di Miglior Film di questa 28° edizione del Torino Film Festival, Winter’s Bone è senz’altro una delle pellicole di cui più si è parlato e di cui sicuramente si parlerà nelle prossime settimane. Già vincitore del Gran premio della Giuria al Sundance Film Festival 2010, il lungometraggio, a metà tra dramma e thriller diretto dalla regista americana Debra Granik, ha ottenuto all’unanimità il consenso dei giudici.