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Tannhäuser alla Scala

Tannhäuser alla Scala
Milano
Photo Marco Brescia
Archivio Fotografico del Teatro alla Scala
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Pisa, Teatro Verdi Venerdì 11 maggio 2012, Sala Titta Ruffo ore 21.00: “In equilibrio sopra la Follia - Eccessi e passioni del Barocco”. Con questa inaspettata citazione di una canzone di Vasco Rossi, subito reindirizzata per evitare equivoci o aspettative, il gruppo barocco “Auser Musici”, sotto la direzione di Carlo Ipata, ha proposto un concerto con un intrigante programma.
Trentadue grandi registi del nostro tempo, provenienti da paesi molto diversi tra loro, hanno celebrato l'arte cinematografica realizzando un cortometraggio di tre minuti, in occasione del sessantesimo anniversario del Festival di Cannes.
Una retrospettiva è sempre, per definizione, una raccolta di grandi successi, un “best of” dell’artista. Raramente mi sono trovata in una mostra di questo tipo circondata da pezzi non solo famosi, ma che all’epoca hanno fatto sensazione e si sono guadagnati un posto nell’immaginario collettivo. Hirst, oggetto di scetticismo e ammirazione in ugual misura, ci ricorda qui di essere in primo luogo un abile manipolatore del suo pubblico e di ricchi collezionisti d’arte.
La prima del Falstaff di Giuseppe Verdi, la sua ultima opera scritta tra 1890 e 1893, si è svolta lo scorso 18 maggio al Prinzregenttheater, dove si è spostata la programmazione dello Stadtheater am Gärtnerplatz di Monaco di Baviera per ragioni di restauro dell’edificio. Successive rappresentazioni si avranno fino al 4 giugno prossimo. Con l’Orchestra ed il Coro dello Stadtheater am Gärtnerplatz diretti da Lukas Beikircher, la commedia lirica in tre atti con il libretto di Arrigo Boito, è andata in scena con Gregor Dalal nella parte principale e Gary Martin in quella di Ford.
“Spesso cerco una parola, sia un nome sia un luogo, ma non c’è nessuno che mi possa illuminare, spesso quando tento di dire qualcosa – è vergogna confessarlo - mi mancano le parole e ho disimparato a parlare”. Con questa parole, Ovidio nei Tristia (L. III, 14) commenta la sua esperienza dell’esilio nella selvaggia ed inospitale Tomi, un luogo in cui non riesce a riconoscersi, in cui si sente straniero e tutto gli sembra ostile. L’esilio diventa l’immagine che meglio rappresenta, per lo scrittore austriaco Arno Geiger, la malattia dell’Alzheimer, narrata nel libro dal suggestivo titolo “Il vecchio re nel suo esilio”, pubblicato recentemente in Italia da Bompiani.

Tannhäuser alla Scala
Milano
Photo Marco Brescia
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