libri

  • Lidia Ravera
    Articolo di: 
    Lucio Fioramonti

    All’interno della manifestazione Trastevere Noir Festival del 3 luglio al Museo di Roma in Trastevere , Lidia Ravera parla di se stessa e del suo ultimo libro La guerra dei Figli. La co-autrice del successo del 1976 Porci con le Ali, nonché scrittrice di altri numerosi titoli da quegli anni ad oggi, è intervenuta nella interessante lista di scrittori invitati a cura di Paolo Petroni per la rassegna Gli scrittori del nero raccontano.

  • Tintoretto
    Articolo di: 
    Lorena Carpentieri

    L'ultimo libro di Melania Mazzucco La lunga attesa dell'angelo intesse il suo racconto intorno a Jacomo Robusti, detto Tintoretto, e l´amatissima figlia illegittima Marietta, conducendoci in meandri ed invenzioni insospettabili.

  • Hippolyte Taine
    Articolo di: 
    Barbara Gigliotti

    Il breve saggio filosofico di Hippolyte Taine Vita e opinione filosofiche di un gatto, nell'edizione I sassi - Nottetempo è curato da Giuseppe Scaraffia, che lo introduce in Il Platano di Taine. La lettura di questo interessante e originale saggio è divisa in due parti: l'introduzione di Scaraffia su Taine e lo spazio satirico del filosofo.

  • Vito Riviello
    Articolo di: 
    Silvia Bove

    Omaggio al poeta lucano Vito Riviello, scomparso a Roma il 18 giugno 2009 e nato a Potenza nel 1933. La sua rivelatoria ironia poetica viene ricordata da una poetessa che si è adagiata sulle stesse profondità e che l'ha conosciuto tramite la stessa matrice della poesia.

  • Sergio Salvi
    Articolo di: 
    Sergio Salvi

    Il regista e maestro Sergio Salvi è stato collaboratore di Strehler e fondatore con Alessandro Fersen della Scuola Internazionale dell'Attore, insegnante ai Teatri Possibili a Firenze, e al Maggio Musicale Fiorentino, con cui ha messo in scena, tra gli altri, Scene dalla Dama delle Camelie di Dumas, Antigone di Sofocle, L'Orestiade di Eschilo, e tanti altri titoli, in primo luogo shakespeariani, da Macbeth a Misura per misura. Quella che segue è una sua originale quanto poetica rilettura di Il ritratto ovale di Edgar Allan Poe.

  • Wystan Hugh Auden
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    L’8 giugno scorso si è concluso il ciclo di letture Le lingue della poesia, svoltosi nel Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica. La serata conclusiva ha visto come protagoniste le liriche di Wystan Hugh Auden, la cui lettura è stata affidata all’attrice Anna Bonaiuto, sapientemente introdotta dal poeta e critico Franco Buffoni.

  • Laura Lupi
    Articolo di: 
    Gordiano Lupi

    Il libro non ha barba: dalle sue pagine escono molti nastri e segnalibri, ma non hanno niente a che vedere con la barba! Chi ha una grande barba è il gigante dipinto nel libro! E la pittura è davvero multicolore, alcuni colori sono di smalto brillante, come il braccialetto che le ha regalato suo padre. Adesso non dipingono più i libri in quel modo! Il gigante se ne sta seduto sulla vetta di un monte, con una cosa rovesciata, come le nubi del cielo, sulla testa.

  • José Martì
    Articolo di: 
    Traduzione di Gordiano Lupi

    Chissà se esiste davvero una bambina come Nené! Un vecchio saggio dice che tutte le bambine sono come Nené. A Nené piace molto di più giocare a fare la mamma, fingere di andare per negozi, immaginare di fare la spesa e preparare dolci insieme alle sue bambole, piuttosto che svolgere i compiti assegnati dalla maestra che viene a casa per istruirla.

  • Disorder
    Articolo di: 
    Barbara Gigliotti

    Il senso dell’udito, della vista e della vita così come adolescenza che non si può ripetere, quando ancora tutto sembrava essere indefinito; frasi interrotte, dove spesso manca una parola, ma in realtà la ricostruisci o la ritrovi subito dopo il punto, così come procede il pensiero, che non è mai perfettamente lineare: è la scrittura presente in Disorder. Unknow pleasures di Gianfranco Franchi.

  • John Nash
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il Festival della Matematica che si è svolto a Roma dal 19 al 22 marzo 2009 aveva tra i suoi obiettivi anche quello di gettare un solido ponte sulla reciproca incomunicabilità di umanisti e scienziati. È infatti un comune pregiudizio quello per cui la matematica e l’umanesimo appartengano a due ambiti distinti.