Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La stagione 2010-2011 ed il diritto di critica di Gasponi

Le stagioni 2010- 2011 di musica sinfonica e da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sono state presentate in una conferenza stampa dal presidente Bruno Cagli il 19 maggio 2010.  Cagli, sottolineando l'alto livello raggiunto dall'orchestra e dal coro, ha annunciato la prossima incisione dello Stabat Mater e del Guillame Tell di Rossini con la EMI e quella per la Deutsche Grammophon dello Stabat Mater di Pergolesi, oltre quella già registrata per la Decca di arie d'opera, tutte con la direzione del maestro Pappano.

Ha anche illustrato i dati che si riferiscono al 2009: 932 eventi, che comprendono anche le conferenze e le attività didattiche dedicate a bambini e ragazzi, 311 concerti con 357.000 presenze, di cui 310.000 paganti, con un riempimento medio delle sale dell'80%. Ha sottolineato come con gli sponsor si copra il 49% della spesa e come anche in questi primi mesi del 2010 nonostante la crisi “il botteghino non ne abbia sofferto”. Dai dati esposti, ha aggiunto, si evince che tagliare le spese, cioè i concerti, non avrebbe alcun senso in quanto calerebbero anche le entrate dagli sponsor e non si avrebbe alcun risparmio.

La stagione sinfonica si aprirà con Guillame Tell di Rossini in questa nuova edizione il cast sarà diverso rispetto alla precedente con l'eccezione del tenore John Osborne. L'opera sarà registrata dal vivo e verrà eseguito anche il terzetto femminile del quarto atto che allora fu tagliato. Non riusciamo a comprendere perché allora fu soppresso e perché anche in questa edizione non vengano eseguiti i balletti del primo e del terzo atto. Questi balletti verranno presentati in successivo concerto per essere registrati e inseriti nel cd. Ci è stato detto da Cagli che il problema è la lunghezza dell'opera e ci sono non meglio identificate resistenze. Ci chiediamo come mai non vengano fatte le medesime obiezioni per il Parsifal di Wagner, opera ancora più lunga e riteniamo che Rossini meriti lo stesso rispetto per la sua opera.

La stagione di musica da camera inaugurerà con l'esecuzione della Lodoïska di Luigi Cherubini di cui ricorrono i 250 anni della nascita. Il maestro Pappano concluderà le celebrazioni per i bicentenari della nascita di Chopin, con il pianista Lang Lang che eseguirà il primo concerto, e di Schumann, con Maurizio Pollini che suonerà il concerto per pianoforte. Continueranno i concerti dedicati a Liszt per il bicentenario della nascita e a Mahler per il centenario della morte con il completamento dell'esecuzione di tutte le sinfonie; anche i trecento anni della nascita di Pergolesi verranno ricordati con l'esecuzione dello Stabat Mater e il centenario di quella di Nino Rota, di cui verrà eseguito il 1°concerto per pianoforte e orchestra e la suite dal film Il Gattopardo.

Segnaliamo due pezzi in programma commissionati dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in prima esecuzione assoluta, nella stagione di musica sinfonica, di Ivan Fedele Ās soffio vitale e in quella da camera di Silvia Colasanti '...di tumulti e d' ombre' studio per il Faust per quartetto d'archi.

Notiamo anche nella stagione da camera 5 concerti dedicati alla musica barocca, anche se quest'anno non verrà eseguito nessun oratorio di Händel. Sarebbe auspicabile, vista l'esistenza di un gruppo di musicisti dell'orchestra che si è specializzato nell'esecuzione della musica barocca e ora che il coro dell'Accademia ha un nuovo direttore in Ciro Visco, una presenza più costante degli oratori di Händel nei programmi delle prossime stagioni.

Per quello che riguarda gli esecutori, segnaliamo che nella stagione sinfonica oltre ai direttori più affermati e amati dal pubblico, ci saranno molti giovani, una scelta, a nostro avviso positiva e molto interessante. Anche quest'anno alcune prime parti dell'orchestra si esibiranno come solisti, nella stagione sinfonica Alessio Allegrini corno e in quella da  camera Alessandro Carbonare, clarinetto e Luigi Piovano, violoncello che suonerà insieme ad Antonio Pappano; ci auguriamo che, visto l'alto livello artistico delle prime parti dell'orchestra si continui e si ampli la partecipazione.

Per quello che riguarda il prezzo degli abbonamenti e dei biglietti non ci sono variazioni. Il programma è ampio e molto diversificato, invitiamo quindi chi fosse interessato a consultare il sito www.santacecilia.it che è stato presentato in una nuova veste come grafica e contenuti.

Come ultimo argomento, ma non per importanza, vogliamo parlare del caso del giornalista  Alfredo Gasponi sollevato in conferenza stampa da Mauro Mariani a nome dell'Associazione Critici Musicali. Nel 1996 Gasponi in una intervista al maestro Wolfgang Sawallish ne riportò il giudizio poco lusinghiero nei confronti dell'orchestra, di allora, in un articolo che uscì su Il Messaggero con un titolo offensivo (che l'Orchestra di Santa Cecilia non fosse preparata), e ritenuto dal giudice diffamatorio per cui la testata fu condannata ad un risarcimento di 2 milioni e 500.000 euro ai musicisti. Gli orchestrali citarono in giudizio anche Gasponi ma non Sawallish, che aveva espresso quell'opinione (in un virgolettato) riportata dal giornalista e confermata dal maestro in tribunale.

Gasponi è stato condannato in appello ad un risarcimento di 500.000 euro e gli è stato pignorato il conto in banca e il 20% dello stipendio in attesa di sapere se la Cassazione accoglierà il ricorso. Ricorso presentato in quanto nelle motivazioni della sentenza si parla di giudizio fortemente critico, non diffamatorio, quindi in linea con il diritto di critica proprio del giornalista. Abbiamo riportato questi fatti per esprimere solidarietà umana e professionale a Gasponi - a nome dell'intera Redazione - che ha sempre svolto il suo lavoro con competenza e misura e in difesa del diritto di critica e della libertà di stampa. Auspichiamo anche che Cagli, a cui Mariani si è rivolto, riesca a far comprendere agli orchestrali l'assurdità di un simile accanimento verso una persona, profondamente prostrata, la cui vita e quella della sua famiglia verrebbe distrutta se quella sentenza fosse eseguita.

Daniela Puggioni