Il segreto di Welma Fox. Intervista esoterica a Giancarlo Guerreri

Articolo di: 
Gianni Maria Saracco

Il segreto di Welma Fox, terza opera (dopo L’Ombra della luna. La via del tarocco, 2007, e Il profumo di Kether, 2010) di Giancarlo Guerreri, biologo torinese con la passione della scrittura e dell’esoterismo (oltre che della fotografia, dei viaggi e delle immersioni subacquee, come scopriro’ tra poco). 

Satori di Don Winslow. Un poliziesco zen tra Cina e Giappone

Articolo di: 
Gianni Maria Saracco

Da pochi giorni negli scaffali di tutte le librerie, per i tipi della Bompiani nella bella traduzione di Alberto Cristofori, è apparso in lingua italiana il romanzo Satori di Don Winslow, uno degli autori contemporanei americani più rappresentativi nell'ambito della detective story.

Ardore di Roberto Calasso. Tra il manifesto ed il dissimulato

Articolo di: 
Giuseppe Talarico

Roberto Calasso occupa un posto di primo piano nel mondo della cultura Italiana, ed il suo ultimo libro, intitolato Ardore in edizione Adelphi, idealmente è legato a suoi precedenti volumi, come K., il Rosa Tiepolo, Le Folie Baudelaire

Shibumi di Trevanian. L'azione irripetibile di Nicholaj

Articolo di: 
Gianni Maria Saracco

La domanda del lettore potrebbe giustamente essere: come mai? Come mai tornare, oggi, su di un testo di Trevanian, che di fatto non ha mai del tutto abbandonato gli scaffali delle librerie (se non altro nella sua veste economica)? C’e’ un tempo e un luogo per tutte le cose. E un motivo per leggere e rileggere un classico, non solo della letteratura d’evasione, ma, a stare accorti, della letteratura tout court.

Lindqvist. Un porto per una ghost story

Articolo di: 
Elena Romanello

Dopo aver riletto in maniera insolita le forse troppo inflazionate e spesso snaturate storie di vampiri che desiderano mortali come Lasciami entrare, l'autore svedese John Ajvide Lindqvist si confronta con le ghost story, raccontando di sparizioni, di fari maledetti, di villaggi fantasma, di crimini del passato che tornano, di ricerche di affetti perduti e sempre rimpianti in Il porto degli spiriti.

The Road di Cormac McCarthy. Alternative post-apocalittiche. Seconda parte

Articolo di: 
Teo Orlando

Gli alternate endings, ossia i finali alternativi di una narrazione, fanno parte della letteratura fantascientifica e soprattutto della filmografia (ad esempio per Blade Runner di Ridley Scott, tratto da Do Androids Dream of Electric Sheep? di Philip Dick era stato concepito un finale diverso da quello universalmente noto).

The Road di Cormac McCarthy. Come fagocitare l'Apocalisse. Prima parte

Articolo di: 
Teo Orlando

Dopo l’uscita del film diretto da John Hillcoat, la casa editrice Einaudi ha deciso di ristampare nella collana Super Einaudi Tascabili La strada (The Road) di Cormac McCarthy. Si tratta, a una prima lettura, di un romanzo inquadrabile nella serie della narrativa post-apocalittica, incentrata sulle conseguenze di un qualche cataclisma, naturale o artificiale, che ha devastato il mondo, e sull’umanità che ancora lo popola.

La maschera dell'Africa di V.S. Naipaul. Il richiamo atavico della natura

Articolo di: 
Emanuele Amoroso

Nei sei, asciutti ma articolati capitoli de La maschera dell'Africa (Milano, Adelphi, 2010), Vidiadhar Surajprasad Naipaul attraversa il continente africano alla ricerca delle origini di quei culti che per millenni hanno caratterizzato e segnato i popoli e le tribù locali.

Nicola Lagioia. L'impasse dei genitori

Articolo di: 
Lorena Carpentieri

Il romanzo di Nicola Lagioia intitolato Riportando tutto a casa parla di tre adolescenti, a Bari, negli anni Ottanta. Gli anni in cui, senza un evento si è consumato un dramma, la perdita del senso della famiglia, il degrado sociale, la deriva consumistica.

Umberto Eco e Il cimitero di Praga. Metalinguismo in stile feuilleton

Articolo di: 
Teo Orlando

Con Il cimitero di Praga (Milano, Bompiani, 2010), Umberto Eco è arrivato al suo sesto romanzo, a trent’anni esatti dal suo esordio, con Il nome della rosa, nella narrativa italiana (benché avesse già offerto, a latere della sua attività di filosofo del linguaggio, di semiologo e di storico dell’estetica e dei mass media, delle prove raffinate e intriganti del suo talento narrativo, con varie short stories contenute in sillogi come Diario minimo, risalenti ai primi anni ’60).