teatro

  • Lulu
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Per la prima volta all'Opera di Roma la Lulu di Alban Berg per intero con il terzo atto completato da Friedrich Cerha nel 1979 – la volta precedente, nel 1968, andarono in scena solo i due primi atti - e con una regia ed un allestimento eccezionali, a cura di William Kentridge. Sul podio Alejo Pérez, un ottimo direttore che conosciamo molto bene per aver diretto un eccellente Il Naso di Šostakovič nel 2013. Il nuovo allestimento in coproduzione con Metropolitan Opera di New York, English National Opera e De Nationale Opera di Amsterdam sarà al Costanzi fino al 30 maggio uno spettacolo che segna ulteriormente l'avvicinamento dell'Opera a contenuti anticonvenzionali e di sicuro appeal per una platea colta e giovane, ad approfondire quel “proibito”, ossia la natura dell'Erotismo, appena fuoriuscito con Lulu dal Vaso di Pandora di Wedekind.

  • Canti d'esilio
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il Teatro Vascello lo scorso 15 maggio ha accolto due poeti in esilio in comunione con la musica scritta sui loro “canti” in prima assoluta: il curdo Golan Haji e la libanese  Joumana Haddad. Due poeti che raccontano, ognuno di loro prediligendo il proprio canto più vitale ed originario, configurandosi come matrici al maschile ed al femminile di un mondo arabo che spesso rifiuta e giudica “l'altro”, senza ascoltare questa voce. 

  • Bivigliano 5 aprile 1940
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    Lo scorso 8 maggio la Stagione dell'Accademia Filarmonica Romana ha presentato al Teatro Olimpico il concerto multimediale L'Aria della Libertà. L'Italia di Piero Calamandrei. Il progetto dello spettacolo è nato da un album fotografico, ora conservato nella biblioteca civica di Montepulciano, in cui sono raccolte le fotografie delle gite, che dal 1935 fino allo scoppio della guerra, Piero Calamandrei ha effettuato con gli amici con cui condivideva le idee antifasciste. Tra gli amici, non sempre gli stessi ma in formazione variabile ci furono alcuni tra i più grandi intellettuali e antifascisti italiani: Luigi Russo, Pietro Pancrazi, Nello Rosselli, Alessandro Levi, Manara Valgimigli, Guido Calogero, Attilio Momigliano, Ugo Enrico Paoli, talvolta Benedetto Croce, Adolfo Omodeo, Franco Antonicelli e Leone Ginzburg.

  • Andrea Chénier
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro dell'Opera di Roma torna Andrea Chénier di Umberto Giordano con un cast di prima classe: Gregory Kunde nel ruolo del poeta rivoluzionariodel titolo; Roberto Frontali in quello del giacobino Gérard e Maddalena interpretata da Maria José Siri. Due direttori sul podio: Roberto Abbado per la prima del 21 aprile e tutte le recite fino a lasciare il posto a Pietro Rizzo per l'ultima del 2 maggio. Alla regia il noto Marco Bellocchio che è alla sua terza opera lirica dopo Rigoletto e Pagliacci.

  • Herman Schmerman
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Nello splendido Palais Garnier con il plafond di Marc Chagall si agitano nuove acque per il balletto: ben tre premières in un Trittico tutto americano, da Merce Cunningham a William Forsythe – quest'ultimo lo si celebra in particolare dedicandogli la maggior programmazione e divenendo “Artista della stagione 2016-17” per il balletto all'Opéra National de Paris. Walkaround Time, Trio ed Herman Schmerman hanno avuto la loro prima sotto Pasqua il 15 aprile ma saranno in programmazione fino al 13 maggio di quest'anno nella Ville Lumière.

  • La Conversione di Maddalena
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    La Conversione di Maddalena, lo splendido Oratorio di Giovanni Bononcini (1670-1747),è tornato a rifulgere in tutto il suo splendore nella emozionante interpretazione di Alessandro Quarta, che ha diretto il complesso strumentale Concerto Romano, lo scorso 5 aprile nella Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra.

  • Trittico
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro dell'Opera di Roma un trittico di balletti tra Novecento e contemporaneità fino all'8 aprile 2017: dal primo, The Concert di Jerome Robbins del 1956, poi all'Annonciation di Angelin Preljocaj del 1995, fino al 2011 con Cactai di Alexander Ekman. Fino all'8 aprile una kermesse di danze tra il classico di Robbins fino all'ultima produzione di Ekman, presente sui palchi di tutto il mondo e per la prima volta a Roma con gli altri due balletti a formare un Trittico d'autore.

  • Annonciation
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Al Teatro dell'Opera di Roma viene presentato un trittico d’autore: Robbins/Preljocaj/Ekman, dal 31 marzo all’8 aprile 2017. Il programma si compone di tre titoli appartenenti a questi tre grandi coreografi del Novecento e vede Angelin Preljocaj in sede di conferenza stampa il 29 marzo, per approfondire e presentare il suo Annonciation, insieme alll’étoile Eleonora Abbagnato, interprete del balletto e Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma.

  • Ivan Vasiliev
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La soirée del 18 marzo e poi l'après-midi del 19, la kermesse annuale di Daniele Cipriani con i ballerini più “stellari” del momento, tra Stati Uniti e Russia, in un'unione funambolica nell'aria che percorrono svettando, si è materializzata nell'Auditorium della Conciliazione di Roma per la terza edizione di Les Étoiles. Tra gli astri russi di Vinogradova, Konovalova, Shklyarov e Vasiliev da una parte; Peck, Ramasar e Garcia, dall'altra, siamo stati abbagliati anche da Lucia Lacarra e Marlon Dino del Dortmund Ballet e dal nostro Davide Dato che è principal all'Opera di Vienna e spicca nell'assolo Labyrinth of Solitude.

  • Giovanni Sollima
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Ascoltare e vedere un concerto di Giovanni Sollima è sempre un'esperienza a sorpresa, con chiunque lui suoni e ovunque lui esegua un concerto: in questo caso, nell'ambito della kermesse Specchi del Tempo all'Opera di Roma, il 12 marzo, il celebre violoncellista italiano  ha creato un pot-pourri a cominciare da Marenzio, in cui si è esibito il Coro del Teatro dell'Opera di Roma guidato dal Maestro Roberto Gabbiani; poi una sua improvvisazione seguendo poi un filo narrativo-musicale da Haydn a Čajkovskij per approdare al Novecento con Bowie e Terra con variazioni a firma di Sollima stesso, colonna sonora dell'Expo di Milano. Il tutto è stato introdotto dal Professor Stefano Catucci, docente di Estetica all'Università La Sapienza di Roma ed esperto musicologo.