- Articolo di:Giulio Migliorini
‘Dite: non foste mai convalescente/ in un aprile un po’ velato? È vero/ che nulla al mondo, nulla è più soave?’ recitava ‘La passeggiata’ di Gabriele d’Annunzio, ed anche me quest’opera singolare ha beneficato. Pelléas et Mélisande, dramma lirico in cinque atti e dodici quadri di Claude Debussy su libretto di Maurice Maeterlinck, rappresentato la prima volta il 30 aprile 1902 all’Opéra-Comique di Parigi, va in scena tra il 22 aprile e il 9 maggio 2026 al Teatro alla Scala di Milano per sei rappresentazioni. Assisto alla seconda, domenica 26 aprile alle ore 14:30. L’Orchestra della Scala è diretta da Maxime Pascal, la regia è di Romeo Castellucci.
20°Amiata Piano Festival. Una pennellata di '900 francese
Il secondo appuntamento ascoltato del ciclo Euterpe di domenica 27 luglio ha visto protagonisti Andrea Griminelli, celebre e talentuoso flautista, allievo del mitico Jean-Pierre Rampal, insieme a due artisti dotati di altrettanto talento, Maurizio Baglini, al pianoforte, e Silvia Chiesa, cofondatrice del Festival, al violoncello.
Insieme in un Trio inusuale e in coppie, pianoforte-violoncello, pianoforte-flauto, hanno interpretato autori francesi legati a un periodo particolare in cui hanno convissuto forme musicali descrittive tardo romantiche e avanguardie diverse, simboliste, surrealiste, etc.. In quell’epoca, infatti Parigi visse un periodo straordinario, unico e indimenticabile in cui nella città confluirono grandi artisti e ci fu un’esplosione creativa in tutte le arti. Né bisogna tralasciare l’importanza dei salotti aristocratici e borghesi in cui veniva eseguita la musica da camera, Marcel Proust che li frequentava insieme all’amico Reynaldo Hahn, ne ha lasciato interessanti testimonianze nella sua À la recherche du temps perdu.
Il programma è iniziato con un autore quasi dimenticato Philippe Gaubert, allora celebre soprattutto come flautista, ma anche insegnante al Conservatorio di Parigi, direttore d’orchestra e compositore. Di Gaubert i tre artisti hanno eseguito Trois aquarelles per flauto, violoncello e pianoforte (1921), nonostante il suo strumento di elezione fosse il flauto c’è equilibrio nel dialogo fra gli strumenti, con anche echi della musica a lui contemporanea. I pittori post impressionisti Bernard, Gaguin e Cézanne non erano descrittivi in senso realistico, ma in modi diversi rappresentavano le loro emozioni suscitate da quello che vedevano e anche gli aquarelles ci sembra che parlino degli stati d’animo del musicista suscitati dai ricordi di esperienze vissute.
Maurizio Baglini e Silvia Chiesa sono stati i raffinati interpreti di un capolavoro di Debussy, la Sonata per violoncello e pianoforte, sonata intesa non nel senso classico ma secondo la tradizione francese della suite. Per ben ventidue anni dal quartetto del 1893 Debussy non aveva composto musica da camera, poi nel 1915 decise di scrivere Sonate per vari strumenti, la Sonata violoncello è la prima e fu creata di getto nei mesi di luglio ed agosto 1915. Da quel quartetto giovanile nella composizione della sonata è manifesta l’evoluzione artistica percorsa dal geniale compositore che spicca non solo sui suoi contemporanei.
La Sonata ha un'aura notturna, lunare per cui si dice che Debussy volesse chiamarla Pierrot faché avec la lune (Pierrot arrabbiato con la luna), nonostante la scarna scrittura neoclassica che caratterizza le ultime opere di Debussy. Il Prologo inizia in modo sostenuto e molto rubato e, dopo un alternarsi di frasi più animate e pensose, termina nel suono evanescente, pallido sfumato del violoncello. Nella Serenata il pizzicato del violoncello evoca la chitarra per poi esporre una lunare melodia, il Finale prosegue senza interruzione animato, leggero e nervoso, ma poi si trasforma diventa appassionato e con fuoco ma con parentesi delicate, in un susseguirsi di cambiamenti espressivi.
Il brano successivo, la Sonata per flauto e pianoforte di Francis Poulenc è del 1957 ma la scrittura musicale ha legami stretti con l’esperienza vissuta nel periodo delle avanguardie a Parigi quando fece parte nel 1920 del Gruppo dei sei: Milhaud, Honegger, Poulenc, Auric, Durey, Tailleferre, il gruppo fu così denominato dal critico musicale Collet. Ebbe come punti di riferimento Satie, per la parte musicale, e Cocteau, che per quella teorica indicava una musica nè impressionista né romantica, leggera e vivace, graffiante aliena alle forme accademiche, attenta a quelle cubiste, surrealiste, teoria che continuò a ispirarlo durante la vita.
La Sonata per flauto e pianoforte di Francis Poulenc è dedicata alla memoria di Elizabeth Sprague Coolidge, pianista americana e fu scritta tra dicembre 1956 e marzo 1957 sulle caratteristiche tecniche virtuosistiche ed espressive del celeberrimo flautista Jean-Pierre Rampal, con il quale Poulenc la eseguì a Strasburgo il 18 giugno1957 in prima assoluta, non ufficiale. La prima esecuzione americana è del 14 febbraio 1958 e riscosse un incandescente successo.
Andrea Griminelli, allievo di Rampal e Maurizio Baglini sono stati i trascinanti interpreti di questa composizione divisa in tre movimenti: Allegro malinconico, Cantilena: Assez lent, Presto giocoso. L’ossimoro Allegro malinconico ne illustra bene l’oscillante ironico cambio di atmosfere. La lirica Cantilena è una melodia affine allo spirito dell’opera teatrale I dialoghi delle carmelitane composta nel 1953 e andata in scena nel 1957. Il finale Presto giocoso è realmente giocoso, con il suo ritmo vorticoso ricorda gli ironici sberleffi delle avanguardie degli anni 20 pur citando le melodie del primo movimento e una brevissima citazione della Badinerie della parte del flauto, tratta dalla Suite per orchestra n. 2 BWV 1067 di Johann Sebastian Bach.
La conclusione del concerto ha visto riformarsi il Trio nell’esecuzione di Five Impressions of an Holiday (Cinq impressions d’unsèjour á la campagne) op. 7 per flauto, violoncello e pianoforte di Eugene Gossens, compositore e direttore d'orchestra, inglese di famiglia originaria del Belgio fu soprattutto un direttore d'orchestra di successo ha scritto numerose composizioni di vario genere. La musica di colto intrattenimento è di un direttore che conosce bene le composizioni che dirige, (Debussy Ravel) da cui attinge le idee esponendole con abilità, potrebbero essere orchestrate perché sembrano pensate proprio per una grande orchestra e adatte per la colonna sonora di un film hollywoodiano.
Un concerto in cui al di là della bravura, virtuosistica e interpretativa degli interpreti è emersa la gioia del fare musica assieme nel dialogo, che cattura e seduce, tra grandi artisti, cosa che il pubblico ha recepito tributando festose ovazioni agli interpreti alla fine di ogni brano e al termine del concerto. Gli artisti hanno cosi donato un bis: il 3°movimento di un Trio giovanile di Debussy scritto a circa 18 anni per violino, violoncello e pianoforte, Andrea Griminelli con il flauto ha suonato la parte del violino.



