51° Cantiere di Montepulciano. Il Don Chisciotte di Henze

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Don Chisciotte. Foto di insieme di Irene Trancossi

Il 51° Cantiere Internazionale d’Arte, nella ricorrenza del centenario della nascita del suo fondatore, Hans Werner Henze, ha riproposto lo spettacolo inaugurale da lui ideato per il primo Cantiere, il Don Chisciotte della Mancia, opera comica di Giovanni Battista Lorenzi e Giovanni Paisiello nella versione raccontata da Giuseppe Di Leva e Hans Werner Henze nel 1976. La rappresentazione è stata basata sull’edizione critica di Andrea Zepponi con la revisione di Giuseppe Di Leva. Dopo 51 anni lo spettacolo concepito per la rappresentazione all’aperto in Piazza Grande, è stato messo in scena al chiuso del Teatro Poliziano il 18 e il 19 luglio; il presente articolo si riferisce allo spettacolo del 19 luglio con il secondo cast.

Dopo le date poliziane lo spettacolo partirà per una tournée tedesca grazie alla coproduzione con Palazzo Ricci Accademie delle Arti e Kolleg der Künste/Ateneo renano (Hochschule für Musik Detmold, Hochschule für Musik und Tanz Köln, Robert Schumann Hochschule Düsseldorf, Folkwang Universität der Künste Essen e Kunstakademie Düsseldorf).

Lo spettacolo è stato messo in scena seguendo le idee fondative del Cantiere di associare le forze locali, rappresentate dalla Banda Poliziana con Alessandro Zazzaretta e Anelio Salvadori, provenienti da esperienze teatrali poliziane come il Bruscello, i giovani allievi dell’Ensemble Strumentale dell’Ateneo Renano, affiancati dai professionisti di AltreVoci Ensemble. Nella messa in scena anche gli allievi di scenografia, costumi e video guidati dai loro insegnanti hanno dialogato con i professionisti che operano al Teatro Poliziano

La commedia in musica (1769). di Giovanni Battista Lorenzi e Giovanni Paisiello è stata reinventata da Di Leva, che ha accentuato l’ironia del testo originale e ha inserito gli attori, come alter ego di Don Chisciotte e Sancio Panza, che commentano e dialogano con i personaggi. Alle consuete schermaglie delle coppie delle commedie in musica in questo gioco ironico e un po’ folle si aggiunge l’arrivo di Don Chisciotte, tenore, che vuole imitare la pazzia di Orlando e per raggiungere Dulcinea cerca l’Ippogrifo. Di Leva ha inoltre lasciato le parti dialettali, in napoletano della cameriera e dei due gentiluomini di campagna, in veneziano quella dell’ostessa.

La composizione di Henze si basa sulla seconda versione dell’opera di Paisiello, all’ensemble dei tredici strumentisti, archi e i legni a cui si aggiungono pianoforte, timpani, percussioni, chitarra e mandolino, sono affidati gli accompagnamenti dei recitativi e delle arie, mentre la banda esegue l’ouverture e si inserisce nell’accompagnamento delle arie accentuando l'ironico sberleffo. La sperimentazione eclettica. che ha caratterizzato tutta la vita di Henze, è affascinante nella reinvenzione della musica settecentesca. Nell’uso dell’ensemble e della banda si apprezza il dialogo trai diversi colori strumentali, anche se in uno spazio chiuso e piccolo l’effetto è ben diverso da quello che si otterrebbe nella piazza. Probabilmente proprio per ambientare lo spettacolo in piazza Henze aveva deciso di affidare alla banda gli interventi maggiori. Non conosciamo i motivi che hanno portato alla decisione di mettere in scena al chiuso lo spettacolo, ma gli equilibri sonori delle compagini ci hanno lasciati perplessi: la banda era sotto il palco e l’ensemble al livello della platea.

Marco Angius ha diretto efficacemente le compagini orchestrali mettendo in rilievo ritmi e colori e ha ben sostenuto i cantanti senza coprirli. Le scene colorate sembravano uscite da un libro di fiabe per bambini e si adattavano perfettamente alla regia di Michael Dissmeier, che ha accentuato il carattere paradossale, ironico e surreale della vicenda, colorati e divertenti anche i costumi allusivi dei vestiti settecenteschi delle dame, mentre a quelli delle maschere della commedia dell’Arte si ispiravano quelli della cameriera e dell’ostessa.

Bravi Alessandro Zazzaretta e Anelio Salvadori come alter ego di Don Chisciotte e Sancio Panza, la loro esperienza è stata preziosa per disinvoltura, presenza scenica e interpretativa. La regia di Michael Dissmeier ha impresso allo svolgimento dell’opera una verve dinamica, spiritosa e a volte anche caricaturale, una scelta opportuna in quanto, come in una trasmissione radio disturbata si capiva solo saltuariamente qualche parola, così al dialogo e alle parole delle arie si sostituiva il movimento scenico. Tra i cantanti si sono distinti Sujin Kim, la contessa, in possesso di una limpida voce sopranile, una buona tecnica nell’affrontare gli abbellimenti e per l‘esuberante vivacità scenica, Geonmuk Lim, Don Chisciotte, è stato il più comprensibile, ha un bel timbro tenorile, è sicuro nell’emissione vocale ed esibisce una buona disinvoltura scenica.
Grandi applausi hanno punteggiato lo spettacolo e alla fine tutti gli interpreti sono stati accolti da entusiaste ovazioni.

Pubblicato in: 
GN39 Anno XVIII 27 luglio 2026
Scheda
Titolo completo: 

51° Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano
Con la direzione artistica di Mariangela Vacatello
17 luglio - 2 agosto 2026
Teatro Poliziano
Domenica 19 luglio ore 21,30

Don Chisciotte della Mancia 
opera comica di Giovanni Battista Lorenzi e Giovanni Paisiello
raccontata da Giuseppe Di Leva e Hans Werner Henze

Marco Angius direttore e maestro concertatore
Michael Dissmeier regia

Sujin Kim La Contessa (soprano)
Stefanie Fischer Carmosina (soprano – la cameriera della Contessa)
Despina Louka Cardolella (soprano – un’ostessa)
Boyoung Lee La Duchessa inglese (soprano – in visita alla Contessa)
Geonmuk Lim Don Chisciotte (tenore – un cavaliere errante)
Hyun Jun Yang Don Calafrone (tenore – un nobiluomo di campagna)
Jaeyoung Lim Sancho Panza (baritono – lo scudiero di Don Chisciotte)
Jongdoo Back Don Platone (baritono – un nobiluomo di campagna)
Alessandro Zazzaretta Don Chisciotte (attore – personaggio dell’azione di cornice)
Anelio Salvadori Sancho Panza (attore – personaggio dell’azione di cornice)

Scene e costumi
Julius Bach, Franziska Bruns, Laura Goerner, Hanna Pakhmutova, Emiliyan Todorov, Suna Osankan, Anastasiya Trifonenko, Elina Zaitseva, Ziqian Zhang,
sotto la direzione di Lena Newton, Ruth Groß e Hans Diernberger

Alberto Montino lighting designer junior per Guido Levi Lighting Lab
Cristian Zucaro lighting designer tutor per Guido Levi Lighting Lab

Mimma Campanale assistente del direttore d’orchestra
Mattia Dattolo, Yuna Kim, Ainoa Padrón maestri collaboratori
Cloe Luciano maestro di palcoscenico
Elisa Paolini maestro alle luci

Ensemble strumentale dell’Ateneo Renano 
Banda Poliziana

Coproduzione Cantiere Internazionale d’Arte, Palazzo Ricci Accademie delle Arti e Kolleg der Künste/Ateneo renano (Hochschule für Musik Detmold, Hochschule für Musik und Tanz Köln, Robert Schumann Hochschule Düsseldorf, Folkwang Universität der Künste Essen e Kunstakademie Düsseldorf)

In collaborazione con Guido Levi Lighting Lab e AltreVoci Ensemble