79° Stagione Lirica Spoleto. Figaro, Brockhaus e la commedia dell'arte

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Le nozze di Figaro. Foto di insieme di Niccolò Perini

Al Teatro Nuovo di Spoleto gremito di pubblico, venerdì 12 settembre, ha ottenuto un vivo successo la prima de Le nozze di Figaro, opera buffa di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, con la direzione di Marco Angius e la regia e le scene firmate da Henning Brockhaus. Ultimo titolo proposto dallo Sperimentale in questa stagione, l’opera con diversi cambi di cast sarà ancora rappresentata a Spoleto di sera il 13, di pomeriggio il 14 e di mattina per le scuole il 15 e il 16. Le rappresentazioni proseguiranno poi per la Stagione Lirica Regionale dell’Umbria a Perugia, Foligno, Città di Castello, Orvieto e Todi.

Alla conferenza stampa di presentazione dello spettacolo è stato consegnato il Premio Spoleto Gioielli realizzato e generosamente donato da Enrico Morbidoni, il premio è destinato al cantante dello Sperimentale che nel corso della stagione ha dimostrato le migliori attitudini sceniche. Marco Guarini è risultato vincitore:” per l'intensità tragica, riscontrabile nella fisicità e nella gestualità, oltre che nella voce, con cui ha dato vita al protagonista dell’opera Nanof di Antonio Agostini.” Nella stessa occasione Kristýna Kůstková ha ritirato il premio dell’anno scorso e ottenuto il Premio Speciale di questo anno:” per la naturale eleganza, l’ironia, la leggerezza e soprattutto la seducente femminilità con cui ha interpretato la parte di Marina nel Giorno di nozze di Gino Negri.”

Le nozze di Figaro furono l’inizio della fruttuosa collaborazione tra Mozart e Da Ponte, si può affermare che fu una vera collaborazione in quanto Mozart intervenne nella stesura del libretto, così come poi avvenne per Don Giovanni e Così fan tutte. L'opera debuttò al Burgtheater di Vienna il 1º maggio 1786 e riscosse un grande successo anche a Praga. Il libretto è tratto dalla commedia La folle giornata o Il matrimonio di Figaro di Beaumarchais, seconda della trilogia di Figaro, dopo Il barbiere di Siviglia, e seguita da La madre colpevole.
Il testo di Beaumarchais è, da una parte un perfetto congegno teatrale in cui i diversi intrighi sono esposti con elegante ironia senza cadere nella trivialità, dall’altra è un manifesto politico nella figura di Figaro, che porta in scena le critiche della borghesia contro il potere dell’aristocrazia e del clero.

Luigi XVI aveva cercato di vietare la rappresentazione per poi cedere alla pressione dell’opinione pubblica. La trattativa diplomatica con l’imperatore Giuseppe II per arrivare al permesso di rappresentare Le nozze di Figaro fu rivendicata da Da Ponte. Da Ponte eliminò l’invettiva polemica di Figaro dell’ultimo atto e la sostituì con una contro le donne, mentre l’aria Se vuol ballare signor contino al primo atto, è una reazione rabbiosa indotta dalla gelosia per i tentativi del Conte di sedurre Susanna. Da Ponte inoltre semplificò la trama accentuando lo svolgimento dinamico della vicenda, cosa che Mozart fece sua immettendo nella musica lo slancio vitale dei personaggi e imprimendo così un incessante movimento teatrale.

I vari intrighi del Conte di Almaviva concepiti per sedurre Susanna sono vanificati dalle macchinazioni preparate da Figaro con Susanna e la Contessa e da queste due ultime viene ordito quello decisivo, lo scambio di identità tra le due donne per smascherare e svergognare il libertinaggio del Conte. Conte che per impedire le nozze aveva usato anche Marcellina, che in cambio di denaro, aveva ottenuto una cambiale di matrimonio da Figaro. Questo espediente è reso vano dall’agnizione, data dal tatuaggio di Figaro, che si rivela come figlio di Marcellina e Bartolo, che decidono di sposarsi.

Cherubino, vera mina vagante che attraversa tutta la trama, è il delizioso ritratto di un adolescente che scopre il desiderio e forse anche l’amore, anche se è un po’ confuso dall’ovvia inesperienza.Figaro e Susanna si amano, la Contessa rimpiange l’amore che il suo consorte libertino non ha più per lei, mentre come marito ne rivendica il possesso. Questi personaggi e Cherubino sono splendidamente ritratti con maestria psicologica, tutti gli intrighi sono usati per porre in evidenza le loro pulsioni, i loro desideri e i loro sentimenti. Gli altri personaggi rientrano nelle tradizioni dell’opera buffa, come fu denominata nel libretto ma in realtà Le nozze di Figaro è una vera e propria commedia in musica che aprì la via a nuove possibilità drammatiche.

Henning Brockhaus ha posto l’azione in una dimensione universale fuori del tempo poiché, la natura umana non cambia anche se cambiano i contesti sociali e storici. La scena ricorda la Commedia dell’Arte: una pedana centrale con pochi elementi, intorno attrezzeria scenica varia e gli attori- cantanti che aspettano di entrare in scena. L’amore tema centrale dell’opera è evidenziato soprattutto come impulso vitale e sessuale, sicuramente un aspetto vicino alla visione libertina della fine del XVIII secolo e ampiamente praticata da Da Ponte e Mozart. Brockhaus ha lavorato ottimamente e faticosamente il risultato lo abbiamo notato con il cast che abbiamo visto, che si è calato con disinvoltura nella resa del complesso congegno drammaturgico. Ricordiamo che tre sono i cast che si alternano, trenta cantanti in tutto, un impegno non indifferente anche se appassionante, in cui hanno collaborato Giancarlo Colis, per i bei costumi eleganti e appropriati per i personaggi, Valentina Escobar per la coreografia ed Eva Bruno sempre così efficace nella gestione delle luci.  

Se per il regista lavorare con i giovani è stato laborioso la direzione musicale ha aggiunto la cura dell’orchestra a quella dei cantanti, Marco Angius, allo Sperimentale ha diretto opere contemporanee o novecentesche, in questa occasione per la prima volta ha diretto Le nozze di Figaro. Angius ci ha detto di essere soddisfatto della prova fornita dai giovani musicisti dell’Orchestra Calamani del Teatro Lirico Sperimentale nell’affrontare una partitura che anche nella parte strumentale presenta ardue difficoltà. La direzione è stata attenta alla teatralità, incalzante e sicura ha guidato orchestra e cantanti, ha affrontato il problema dei recitativi riducendo la parte al cembalo alla sola indicazione della nota ai cantanti per intonare il recitativo, un’eccezione sono stati i clusters, una efficace soluzione drammatica al quarto atto quando Figaro si crede tradito e si dispera con la madre. Il Coro guidato dal Maestro Mauro Presazzi ha ben seguito le indicazioni teatrali e musicali e Antonio Vicentini è stato un prezioso allla tastiera nella versione cembalo. 

Le nozze di Figaro sono lunghe e impegnative, vocalmente e scenicamente per le cinque parti principali dei protagonisti: Il Conte di Almaviva, La Contessa di Almaviva, Susanna, Figaro e Cherubino. I giovani cantanti che le hanno affrontate, nella recita di venerdì 12 che abbiamo ascoltat,o hanno mostrato determinazione e passione, qualità che non sono mancate anche alle parti minori.

Andrea Ariano, basso tra i vincitori del 2024 che avevamo ascoltato Eurilla e Beltramme nel 2024 e poi quest’anno in Lisetta e Niso, è stato il Conte di Almaviva, ha un bel timbro scuro, si è ben disimpegnato vocalmente nell’aria "Vedro mentr'io sospiro" e nei pezzi d’insieme, ha mostrato capacità attoriale nel rendere le contraddizioni, le pulsioni e le frustrazioni del personaggio. Lorena Cesaretti, soprano tra i vincitori del 2025, dotata di una voce luminosa e morbida, come Contessa di Almaviva ha fornito una buona prova vocale nelle arie che evidenziano lo stato d’animo malinconico e amareggiato del personaggio "Porgi amor qualche ristoro" e "Dove sono i bei momenti", di cui ricordiamo i pianissimo sicuri e soavi. In scena ha dato corpo e anima al personaggio muovendosi con disinvoltura anche nei momenti più concitati.

Susanna è stata interpretata da Sara Di Santo, soprano tra i vincitori del 2025,  avevamo apprezzato l’interpretazione spigliata e vivace in Lisetta e Niso, doti che ha anche riversato nel vitale personaggio mozartiano evidenziandone le sfumature caratteriali. I limpidi colori vocali che possiede sono stati messi al servizio del personaggio mozartiano delineandone efficacemente il carattere anche nei recitativi. Nicolò Lauteri, basso tra i vincitori del 2024, lo avevamo ascoltato come Banco nel Macbeth dello Sperimentale del 2024 e ci aveva colpito il timbro bronzeo della voce e la buona padronanza vocale ed espressiva. Ora nei panni di Figaro abbiamo notato un positivo sviluppo nella sua maturazione di interprete, nella sicurezza scenica e nel rendere vocalmente l’ironia e le variegate sfumature del personaggio, nei recitativi e nelle celeberrime arie.

Emma Alessi Innocenti, mezzosoprano vincitrice del concorso del 2024, ha una voce limpida e vellutata che usa con sicurezza appropriata e con cui ha dato vita a un effervescente e incantevole Cherubino, trascinante e impertinente ma anche timido e ancora goffo negli approcci amorosi dell’aria “Voi che sapete”.
Elena Finelli, soprano tra i vincitori del 2021 è stata Marcellina, ruolo che ha ben interpretato con la sua limpida voce e con una buona presenza scenica, Antonio Davide Romeo, baritono tra i vincitori del 2022, si è calato in Bartolo con la sua voce calda ha dato buona prova di sé nell’aria e nei pezzi di insieme. Per il tenore le parti di Basilio e Don Curzio sono brevi ma Joaquin Echave Cangemi,  vincitore del 2025, le ha rese con sicura efficacia. Ariadna Vilardaga Gomez, soprano tra i vincitori del 2025, dalla voce cristallina è stata una deliziosa e sfacciata Barbarina.

Grandi applausi sono statti tributati alla fine delle arie e alla fine a tutti gli interpreti.  
 

Pubblicato in: 
GN44 Anno XVII 15 settembre 2025
Scheda
Titolo completo: 

79° STAGIONE LIRICA SPERIMENTALE DI SPOLETO E DELL’UMBRIA
dal 7 agosto al 24 settembre 2025
a Spoleto e nei principali teatri dell’Umbria

Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”

SPOLETO TEATRO NUOVO
Venerdì 12 settembre ore 20
Le nozze di Figaro
musica Wolfgang Amadeus Mozart
libretto Lorenzo Da Ponte

Il Conte di Almaviva Andrea Ariano 
La Contessa di Almaviva Lorena Cesaretti 
Susanna Sara Di Santo
Figaro Nicolò Lauteri
Cherubino Emma Alessi Innocenti
Marcellina Elena Finelli 
Bartolo Antonio Davide Romeo
Basilio / Don Curzio Joaquin Echave Cangemi
Barbarina Ariadna Vilardaga

Marco Angius direttore
Henning Brockhaus regia e scene

Giancarlo Colis costumi
Valentina Escobar coreografia
Eva Bruno luci

Coro e Tecnici del Teatro Lirico Sperimentale
Orchestra Calamani del Teatro Lirico Sperimentale

Maestro del coro Mauro Presazzi
Maestro al cembalo Antonio Vicentini

Nuovo allestimento