- Articolo di:Teo Orlando
Domenica 4 gennaio 2026 nel piccolo e raccolto Teatro Il Cantiere, situato nel cuore di Trastevere, abbiamo assistito a un incontro speciale: quello tra Marilena Paradisi e Kevin Harris, nel nome del jazz storico e dell'avanguardia contemporanea. Si presentava con una promessa impegnativa: un concerto “speciale” incentrato su improvvisazione e libertà creativa, con l’interplay come vera trama della serata. Non si tratta di etichetta di comodo: l’assetto in duo, essenziale e scoperto, impone che ogni secondo venga guadagnato con ascolto reciproco, perché senza una scaletta protettiva (o un repertorio “salvagente”) la musica vive o muore nel modo in cui due personalità riescono a farsi spazio senza schiacciarsi.
Arcana. Giacomo Baldelli e l'ascolto della musica classica contemporanea
Muove da una esperienza venticinquennale il chitarrista emiliano Giacomo Baldelli, dal 2014 residente a New York, e soprattutto da una visione della musica senza barriere e senza aggettivi. Si definisce musicista classico contemporaneo, ma nel suo background c’è ogni tipo di musica, dal rock al pop. Proprio questa variegata esperienza gli consente di affrontare un tema spinoso, ossia la vexata quaestio della scarsa fortuna della musica contemporanea presso il grande pubblico di oggi.
Baldelli si chiede perché la musica contemporanea faccia paura, scoraggi all’ascolto, spaventi, quando invece alcuni artisti pop possono risultare più ostici di altri colleghi di musica colta contemporanea tipo Berio, Glass o Pärt.
Risponde all’interrogativo in un utile volumetto di agile lettura (Adesso potete applaudire) rivolto al pubblico generalista e non agli addetti ai lavori. C’è chi, come Fausto Romitelli, sostiene che la musica non deve essere capita, ma deve restare enigmatica. L’invito è quindi quello ad una maggiore conoscenza di partiture all’apparenza ostiche per rimuovere pregiudizi ed incomprensioni ormai incrostatesi nel tempo.
Da più di un scolo, almeno dall’inizio dell’Ottocento, si assiste ad una sorta di sacralizzazione del passato, facendo della pagina scritta una sorta di dettato biblico e avvilendo invece la pratica dell’improvvisazione, in uso nel medioevo come nel barocco. Senza dire poi che spesso la musica contemporanea, quando viene proposta, rischia di essere ghettizzata in Festival o rassegne appunto di sola musica sperimentale e che i compositori spesso si avvicinano più al mondo della ricerca scientifica (elettroacustica) che a quello dell’arte.
Molti gli atteggiamenti del contemporaneo: se da una parte la musica seriale della seconda Wienerschule si muoveva su regole ferree ma ben diverse da quelle del passato, il minimalismo americano del dopoguerra tentava un accostamento al pubblico.
Nella seconda e terza parte del volumetto si trova poi un'utilissima panoramica di composizioni dei più svariati autori, da Cage a Ligeti, da Berio a Stockhausen, da Pärt a Glass. Una rassegna istruttiva ed illuminante che avvicina autori ed opere facendo sana opera di una divulgazione fuori dagli schemi.


