- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
Bayreuther Festspiele 2026. L'apoteosi di Senta
Al Bayreuther Festspiele dei 150 anni dall'apertura del Festpielhaus è tornato Der fliegende Holländer, l'Olandese Volante o Vascello fantasma, che Dmitry Tcherniakov ha messo in scena nel 2021 ex novo proprio qui alla Festpielhaus: questa è stata l'ultima volta per vederlo. Alla guida dell'Orchestra formata dai migliori elementi delle orchestre tedesche, la bacchetta di Oksana Lyniv, che ha guidato voci imperiali come quella di Asmik Grigorian per Senta, Mika Kares per Daland, Benjamin Bruns per Erik e Nicholas Brownlee per il demoniaco Holländer. La serata che abbiamo seguito è stata quella del 18 agosto scorso.
Della trama di questa "ballata scenica" che Wagner concepì a diciannove anni (1839), durante il suo viaggio in nave da Riga verso Londra, che poi sfociò a Parigi, ci viene raccontata in parte un'altra storia, fin dall'inizio, mentre suona l'ouverture di questa prima opera romantica. Quello che vediamo è una scritta sul sogno del fliegende Holländer: l'iniziale H, sta sicuramente per lui (la scritta cita "Traum H", come in un appunto freudiano), come se fosse una seduta di psicanalisi, di cui ci viene data un'introduzione — ovvero un prologo — che ci racconta come la relazione fra Daland e la sua amante abbia dato vita a un bambino, che ha sette anni nel momento in cui lo vediamo in scena. La scena è muta: dopo un diverbio, perché lui l'ha abbandonata, la donna si impicca, e comincia la traccia principale, cioè la messa in scena che Wagner aveva concepito, nella rilettura del regista Tcherniakov, che interpreta questo sogno come un trauma infantile.
Il setting è di un bar sulla sinistra, in una piccola città norvegese che potrebbe anche essere inglese, di provincia, sul mare. Probabilmente vi è stata una festa di paese: stanno tutti bevendo ed è molto tardi. Si nota subito la voce del ruolo dello Steuermann, interpretato da Kieran Carrel, che è bellissima, elegante, tornita, con un fraseggio meraviglioso — canta da seduto. All'altro tavolo c'è Daland, e arriverà presto l'Olandese, che è vestito in blu e bianco, con delle scarpe da ginnastica bianche, e sembra una specie di mafioso o di villain e si comporta da tale. Sembra fare subito accordi con Daland, da cui viene invitato a casa per fargli riconoscere la figlia.
Mika Kares come Daland ha una voce tonante e ibrida, quasi serpentesca atratti nel modo in cui si rivolge all'Olandese, interpretato dal mastodontico Nicholas Brownlee, vero demone barbarico delle periferie oceaniche. Voce che mette paura, dalla dizione cadenzata, ordinata, che mette subito in chiaro le sue richieste.
Ed ecco la voce delle meraviglie, Asmik Grigorian come Senta è veramente incantevole, fraseggio pulito ed emozionante, nonostante il personaggio sia concepito come quello di una ragazza rissosa e sventata, che probabilmente fa anche uso di droghe e fuma. Senta viene ripresa, o meglio rimproverata, da Mary, che in questa messinscena fa la parte della madre e della moglie di Daland. Il mezzosoprano berlinese Nadine Weissmann ha un voce chiara e potente, oltrechè amorevole nei riguardi di Senta, di cui si cura come una madre piu' che una tata.
Il cortile in cui Mary istruisce le coriste è il luogo d'elezione per la celebre ballata di Senta, che prende le redini di un coro amatoriale (le filatrici della trama originale) prima diretto dalla nutrice: il canto prende lo spunto dal ritratto che stranamente custodiva Mary e ritrae l'Olandese. La ballata è rivolta a tutte le filatrici che, come lei, sono giovani fanciulle in fiore in cerca dell'amore.
Senta viene richiamata da Erik, suo fidanzato, che le fa una struggente dichiarazione d'amore e di premura, rivelandole un brutto sogno che gli è capitato, che gli sembra una profezia di maledizione su di lei. La voce di Benjamin Bruns muove alle lacrime per quanto appassionata ed intellegibile, carezzevole e accorata nel fraseggio.
L'interno piccolo borghese, in cui a un certo punto verrà presentato l'Olandese del famoso ritratto, è di un giallo ocra: durante la cena è data evidenza alla doppia dichiarazione di fedeltà, da parte di Senta e da parte dell'Olandese — un patto che è già prematrimoniale. Si arriva così alla scena clou della piazza, - che si svolgerebbe su due navi in contrapposzione -, dove si trovano tutti gli abitanti della piccola cittadina per festeggiare, e vengono richiamati in qualche modo all'ordine dalle grida macabre e disumane della ciurma dell'Olandese, che è quella di una nave fantasma. E' chiaro anche dall'incendio che scoppia nelle case (il fuoco come elemento satanico) che lui è un demone in cerca della sua salvezza attraverso il sacrificio di una giovane donna che gli resti fedele per sette anni.
Giunge Erik trafelato, che cerca nuovamente di distogliere Senta dal proposito di sposare questo Olandese, troncando il loro fidanzamento, e la avverte della pericolosità della sua scelta. Finalmente entra in scena Mary — uno spoiler necessario sul finale perchè lo ridefinisce — che tira col fucile e uccide l'Olandese, per salvare sua figlia.
Abbiamo apprezzato fortemente questo gesto rivoluzionario di affrancamento della donna, e pensiamo che Mary, in qualche modo, abbia incarnato la giustizia che un tempo era una forma di vendetta per riparare i torti; in questo caso, invece, diventa salvezza per la sua fanciulla, sua figlia Senta.
Performance della massa corale stupenda, con la maestria del direttore Thomas Eitler-de Lint, una vera garanzia e di un Coro altrettanto coinvolgente e che qui opera come dicotomia tra il bene ed il male, interpretando il maschile satanico della ciurma dell'Olandese; il maschile aereo e fluido dei marinai di Daland; il femminile eterico e gioioso dele filatrici, grande figura del Bene promotrice di felicità ed amore.
Direttrice della parte orchestrale Oksana Lyniv in stato di grazia e di verve, per una dinamica continua e dai passaggi onerosi strumentalmente e sempre in profondo afflato.
Lunghissimi applausi del pubblico festoso e contento di aver goduto di una rappresentazione scenica rivista e corretta e che fa riflettere sul tema centrale dell'indipendenza della donna dagli schemi ottocenteschi dell'angelo del focolare (cfr. Alexander Herzen e la moglie Natalya, altra fonte della storia centrale).
Nella scheda trovate gli allestimenti del calendario dell'estate 2027.

