Berlino Fotografiska. La post-avanguardia di Anton Corbijn

Articolo di: 
Doralba Picerno
Nick Cave

Per la gente della mia generazione, cresciuta a suon di Depeche Mode, U2, Nick Cave, Joy Division, Nirvana e il fior fiore dell’elettropop e del rock con le loro radici nella fine degli anni ‘70/inizio anni ’80, il lavoro del fotografo e regista olandese Anton Corbijn è iconico e rappresenta parte della nostra adolescenza e formazione musicale. Al museo contemporaneo Fotograkiska di Berlino una ricca retrospettiva fino al 20 settembre 2026.

Per i profani, il suo lavoro di ritrattistica in bianco e nero, cominciato negli anni ’70, ha influenzato e delineato le identità musicali di molti artisti, che con Corbijn hanno instaurato un rapporto di fiducia andato ben oltre l’occuparsi di una photosession occasionale, ed ha aiutato i musicisti stessi a creare un’identità visiva, oltre che musicale, creando sodalizi durati decenni.

Quando i Depeche Mode mi cercarono, mi rifiutai di lavorare con loro, perchè non credevo che il mio lavoro fosse compatibile con la loro musica”, rivela Corbijn in un documentario in cui riflette sull’inizio di una collaborazione estremamente prolifica. Poi si convinse, e confermò la svolta “seria” del gruppo di Basildon, per il quale si occupò sia di ritratti ufficiali che di videoclip.
La svolta, per Corbjin stesso, avvenne al suo arrivo nella Londra post-punk del 1979, dove, guidato dal suo amore per la musica, cominciò a collaborare con i Joy Division, nonostante non avesse una rivista dietro le spalle.
 
In questa ricca retrospettiva al Fotografiska di Berlino, che coincide col 70º anno d’età dell’artista (e 50 di attività), troviamo numerosi esempi di vari filoni del suo lavoro. Ci sono i ritratti di musicisti e attori, rigorosamente in monocromo ad alto contrasto, forti del linguaggio visivo e senso estetico creati da Corbijn. Da Clint Eastwood a Keith Richards, passando per Johnny Cash e PJ Harvey e Ian Curtis, includendo lavori di moda, le gallerie del Fotografiska offrono un assalto agli occhi e alla memoria, in cui Corbijn regala la sua visione all’immaginario collettivo.

La mostra include anche progetti personali, come la serie di autoritratti in cui Corbijn posa (tra)vestito come le sue rockstar preferite, come Kurt Cobain e Janis Joplin, per citarne solo un paio. C’è anche una sperimentazione col colore, ma comunque di sapore vagamente monocromatico, in cui Corbijn fotografa fermo immagine di film immaginari, con la collaborazione di artisti come Johnny Depp e Kylie Minogue.
Non è una fiera delle vanità, un insieme di tanti volti famosi e altamente riconoscibili fine a se stessa. Gli artisti fotografati da Corbijn ritengono una fortissima identità, e se le sue foto sono diventate iconiche e rappresentative di specifici artisti, è perché con questi ultimi si è guadagnato l’accesso al loro inner sanctum, ed essi gli si sono rivelati. Non sono le foto più patinate in esistenza di questi artisti, ma sono probabilmente le più rivelatrici.
 
L’ultima sala della mostra è un cinema dove sono in rotazione alcuni esempi della sua videografia (Corbijn ha diretto un centinaio di video musicali), con clip da lui realizzate per Depeche Mode, Coldplay, Roxette, David Sylvian, Metallica, U2, Nirvana e altri nomi notevoli. Una sala ovviamente affollata, immersa in una suggestiva esplosione di musica e nostalgia.

Pubblicato in: 
GN31 Anno XVIII 1° giugno 2026
Scheda
Titolo completo: 

Fotografiska, Berlino

Anton Corbijn
Corbijn, Anton

A cura di Johan Vikner (Global Director of Exhibitions di Fotografiska) in strretta collaborazione con l'artista. Co-curatela di Claire Ducresson-Boët (Exhibitions Manager di Fotografiska Berlin).

Dal 9 maggio al 20 settembre 2026

Oranienburger Str. 54
10117 Berlin - Mitte