- Articolo di:Livia Bidoli
Nella piazza romana della Basilica di Massenzio a Roma c'è stato un concerto memorabile lo scorso 9 luglio: il Parco Archeologico del Colosseo con vista sui Fori Imperiali ha accolto un incontro tra musica e cinema all’interno della rassegna estiva Santa Cecilia Classica Estate. Per il suo debutto sul podio dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il compositore francese Alexandre Desplat ha diretto per oltre due ore i suoi maggiori successi, tra cui le colonne sonore di film come The Tree of Life di Terrence Malick, e la musica di due dei suoi premi Oscar: The Grand Budapest Hotel e La forma dell'acqua.
Crazy Heart. Bourbon di vera torba in prova attoriale
Crazy Heart è un film melanconicamente aranciato, su cui Jeff Bridges si muove lentamente e generosamente insieme a Maggie Gyllenhall guidato dal regista Scott Cooper. La voce di Jeff Bridges – anche quando canta - è calda e scura, un po’ come il film, gradatamente, densamente mesto e vero, quanto la sua recitazione che meriterebbe tutti i premi cui è candidato ed i due Golden Globe già vinti.
Si sciolgono le rime su un riff country che Jeff Bridges intona Fallin’ and Flyin’, dice la sua canzone fortunata che gli ha portato tanta grana, come si direbbe nel vecchio west, sopravvissuto nel cuore country degli americani old style. Una canzone, Fallin’ and Flyin’, che Tommy Lee/Colin Farrell, intona con lui nel concerto della rentrée al pubblico del vecchio Bad Blake, un tempo suo maestro, ora meno fortunato ed alcolizzato.
A 57 anni suonati, come ripete svariate volte nel film, non si può più permettere la vita accanto alla bottiglia di bourbon che lo sotterra sotto onde di alcool, nei quali dimentica anche il figlio della giovane fidanzata, Buddy. Però continua, e nel suo viaggio riscopre i vecchi amici come anche di avere un figlio mai conosciuto, una vita forse sconosciuta a lui stesso.
Di certo non basta, come nemmeno la sua disintossicazione, a riconquistare la sfiduciata Jean Craddock alias Maggie Gyllenhaal, già provata da uomini del tutto incapaci di guardare aldilà di sé stessi e del proprio naso. Jeff in ogni caso dà una buona prova di sé anche nel personaggio, che si riscatta e diventa quasi didattivo, un film per tutti quindi, sebbene le atmosfere texane lo additerebbero soprattutto ad i fan della country music, qui godibile perché di atmosfere intimistiche e salubri, non troppo sventagliate sugli stereotipi dei toreri e della bevuta facile (a parte il nostro, connaturato al bourbon di vera torba).
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