- Articolo di:Monica Ferri
La musica del giovane Leonard Bernstein con il musical On the town risplende in Austria, al Teatro dell’Opera di Graz, dove resterà in scena sino al 12 febbraio prossimo e dove ha registrato il tutto esaurito. Il Maestro Stefan Birnhuber ha diretto l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Graz, mentre la direzione del Coro è stata del Maestro Johannes Köhler. L'allestimento è stato curato da Felix Seiler.
Don Pasquale al Bellini di Catania. La coerenza della tradizione
Ritrovare Don Pasquale sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania è stato come assistere al ritorno di un vecchio amico: spiritoso, tenero, capace di far sorridere e commuovere con la stessa naturalezza. L’allestimento, firmato dal Teatro Regio di Torino, risale al 1988 e porta la firma storica di Ugo Gregoretti, ripresa per l’occasione da Eugenio Guglielmetti. Dal 17 al 25 ottobre, l'opera è stata completamente sold out.
Una regia, quella di Gregoretti che, pur affondando le radici nella tradizione, conserva una vitalità sorprendente. Sullo sfondo si intrecciano scene di vita popolare, piccoli quadri quotidiani che restituiscono all’opera il suo respiro più autentico, quello di una commedia umana fatta di ironia, affetto e malinconia.
Sul podio, il giovanissimo maestro Riccardo Bisatti ha offerto una lettura vivace e limpida, improntata alla chiarezza timbrica e a un dialogo costante tra buca e palcoscenico. La sua direzione, precisa ma mai rigida, ha restituito alla partitura quella freschezza teatrale che è l’anima più autentica di Gaetano Donizetti.
L’orchestra del Bellini ha suonato con brillantezza e coesione, seguendo con sensibilità il gesto elegante e deciso del direttore. Il risultato è stato un equilibrio sonoro di grande finezza, capace di valorizzare tanto i momenti comici quanto quelli più lirici e introspettivi.
A conquistare la scena è stata Marina Monzó, una Norina di grazia luminosa, vocalmente impeccabile e scenicamente irresistibile. La voce, duttile e seducente, si è piegata con naturalezza alle mille sfumature del personaggio: civetta e arguta, ma mai caricaturale. Ogni frase, ogni gesto, sembrava fiorire da una naturale intelligenza musicale e teatrale, e la sala le ha tributato applausi convinti e meritati.
Tra i momenti più piacevoli, un fuoriscena delizioso nel duetto finale tra Don Pasquale e Malatesta, che ha coinvolto il pubblico con spontanea simpatia, rompendo la quarta parete senza mai tradire l’eleganza dell’insieme. Un tocco leggero, pieno di ironia, che ha sigillato con calore la conclusione dello spettacolo e ha regalato un bis.
L’intera produzione si è distinta per equilibrio, ritmo e coerenza, tutto è apparso misurato, naturale, costruito con gusto e intelligenza.
Questo Don Pasquale è stato dunque un piccolo trionfo di stile e misura, un esempio raro di come la tradizione possa dialogare con la freschezza del presente. Un teatro che sorride, si emoziona e respira, ricordandoci che la vera eleganza — come la vera musica — non ha età.


