El Jockey. Il gioco senza limite

Articolo di: 
Livia Bidoli
El Jockey

Prima ci fu L'Angelo del crimine per Luis Ortega, ed ora El Jockey: un'altra entità fuori dei limiti del pensabile, e dell'umano. Presentato alla Biennale di Venezia 81° l'anno scorso, è distribuito ora da Lucky Red in uscita il 17 luglio prossimo.

Lo stesso fascino, un ipnotismo che traspare dalle immagini dettagliate, i primi piani sugli occhi del protagonista argentino Nahuel Pérez Biscayart con un occhio fisso a spillo; su un fondale sonico che va da Piazzolla a Gardel fino al Lacrimosa del Requiem di Mozart. Il tutto è a cura di Sune Wagner, compositore e produttore danese di gruppi come Raveonettes.

El Jockey è un fantino di nome Remo Manfredini che vince tutto quando non ha incidenti mortali: fidanzato con la fantina Abril, la seducente attrice spagnola Úrsula Corberó, da cui attende un figlio, Remo è dipendente financo dal ketanolo che danno ai cavalli, oltreché dall'alcool e dalle droghe correnti. 

Con un berretto bianco ed una stella nera in centro, simbolo massonico dell'uomo nel suo percorso di elevazione, è destinato a "morire per rinascere", come gli predice Abril, senza sapere che cosa veramente significhi. 

I dettagli, nel film, sono il vero percorso per riuscire a dare una spiegazione a questa pellicola così particolare: dall'asso di bastoni del nuovo inizio della tradizione napoletana al nome del cavallo giapponese Mishima.

Un film che si può agevolmente dividere in una prima e in una seconda parte: la seconda è quasi soprannaturale, labirintica, ci mostra una città in delirio quanto il nostro protagonista, un Biscayart in stato di grazia, irriconoscibile rispetto ad altri film e che ci auguriamo di rivedere presto in altre pellicole. 

L'unica pecca ci è sembrata un calcare il dito su uno dei temi in voga, che forse poteva essere spiegato in maniera più efficace e meno ovvia. Per il resto, un capolavoro, come il primo film di Ortega.

PS: Riassumendo il film in una doppia battuta, quella che si ripete, come refrain è: "No sé", il "non so" dell'omertà delle dittature sudamericane dell'epoca; l'altro è quello che dice una ragazza down mentre attende di abortire: "La vida es perfecta". Crediamo che debba fare come Abril (nel nome un sunto di primavera): scappare e crederci.

Pubblicato in: 
GN36 Anno XVII 23 luglio 2025
Scheda
Titolo completo: 

El jockey
Lingua originale spagnolo
Paese di produzione: Argentina, Messico, Spagna, Danimarca, Stati Uniti d'America
Anno  2024
Durata    96 min
Rapporto    1,85:1
Genere    commedia, gangster
Regia    Luis Ortega
Sceneggiatura: Luis Ortega, Rodolfo Palacios, Fabián Casas
Produttore:    Benjamín Domenech, Santiago Gallelli, Matías Roveda, Luis Ortega, Esteban Perroud, Axel Kuschevatzky, Cindy Teperman, Charlie Cohen, Paz Lázaro, Nando Vila
Produttore esecutivo    Benicio Del Toro, Isaac Lee, Ron Broitman, Federico Frágola, Phin Glynn, Delfina Montecchia, Martín Fisner
Casa di produzione    Rei Pictures, El Despacho, Infinity Hill, Warner Music Entertainment, Exile, Piano, El Estudio, Snowglobe, Jacinto Films, Barraca Producciones
Distribuzione in italiano    Lucky Red
Fotografia    Timo Salminen
Montaggio    Rosario Suárez, Yibrán Asuad
Effetti speciali    Esben Syberg, Lega Pugliese
Musiche    Sune Rose Wagner
Scenografia    Julia Freid, Germán Naglieri
Costumi    Beatriz Di Benedetto
Trucco    Ángela Garancija

Interpreti e personaggi
Nahuel Pérez Biscayart: Remo Manfredini
Úrsula Corberó: Abril
Daniel Giménez Cacho: Sirena

Uscita al cinema 17 luglio 2025