- Articolo di:Giulio Migliorini
‘Dite: non foste mai convalescente/ in un aprile un po’ velato? È vero/ che nulla al mondo, nulla è più soave?’ recitava ‘La passeggiata’ di Gabriele d’Annunzio, ed anche me quest’opera singolare ha beneficato. Pelléas et Mélisande, dramma lirico in cinque atti e dodici quadri di Claude Debussy su libretto di Maurice Maeterlinck, rappresentato la prima volta il 30 aprile 1902 all’Opéra-Comique di Parigi, va in scena tra il 22 aprile e il 9 maggio 2026 al Teatro alla Scala di Milano per sei rappresentazioni. Assisto alla seconda, domenica 26 aprile alle ore 14:30. L’Orchestra della Scala è diretta da Maxime Pascal, la regia è di Romeo Castellucci.
Fiocco di neve. La candida storia del gorilla albino
Il tenero Fiocco di Neve, unico gorilla bianco al mondo, arriva da cucciolo allo zoo e diventa subito l’animale più coccolato ed ammirato dai visitatori del parco. Un problema però lo affligge: a causa dell’originale colore della sua pelliccia gli altri gorilla non lo considerano parte del gruppo ed il suo unico vero amico è Ailur, un procione rosso.
Il piccolo gorilla decide così di partire con il fido amico alla ricerca della Strega del Nord, l’unica in grado di poterlo far diventare un gorilla nero come tutti gli altri. L’avventura ha inizio.
Diretto da Andrés G. Schaer il film, uscito esattamente un anno fa in patria, non è stato un gran successo commerciale. Prodotto dalla grafica estremamente interessante, soprattutto per essere un prodotto di stampo europeo (Spagna), Le avventure di Fiocco di Neve è un lungometraggio animato. Il regista porta sullo schermo la storia romanzata e fantastica di un dolcissimo animale realmente esistito, l’unico esemplare di gorilla albino realmente esistito, scoperto in Africa nel 1966 e portato allo zoo di Barcellona.
Peccato che dietro questo prodotto ci sia stata l'idea pedissequa che un prodotto per bambini debba essere facilmente fruibile semplicemente rinunciando a curare l'intreccio narrativo e portando snodi e situazioni in completa libertà. E' bene ricordare che la pellicola trae comunque ispirazione da una storia vera e, seppur con dovute precauzioni, sarebbe stato opportuno introdurre aspetti reali (e poco edificanti) della vicenda, come il fatto che il gorilla sia stato strappato nel 1966 a forza dal suo branco d'origine. Non rivendico affatto l'idea di un cinema realista quando, proprio per il suo statuto ontologico, il realismo non gli appartiene. E' anche vero però che si è obbligati moralmente ad introdurre aspetti realisti se la storia che si rappresenta è tratta da un fatto realmente accaduto.
In ogni caso Fiocco di neve, pur con tutti i suoi limiti, riesce a comunicare quel senso di libertà e di arricchimento dato solamente dalla convinvenza e dal rispetto delle differenze.



