- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Forlì il mito di Ulisse in mostra
Fino al 21 giugno i Musei San Domenico di Forlì ospitano una mostra dedicata ad uno degli eroi più interessanti, amati ed eterni di sempre: Ulisse, l'arte e il mito, un tributo al protagonista dell'Odissea, il progenitore di tutte le storie d'avventura fantastiche giunte fino ad oggi.
Il percorso espositivo si snoda attraverso 250 opere dall'antichità al Novecento, suddivise in 16 sezioni, tra quadri, statue, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi e opere grafiche, per ricordare come Ulisse è stato celebrato fino ad oggi. Le opere provengono da Musei come Musée d'Orsay di Parigi, la Royal Academy di Londra, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, il Metropolitan Museum of Art di New York, i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi di Firenze e l’Università di Ginevra.
Tra le opere in mostra ci sono l'Ulisse in marmo di Sperlonga, il Concilio degli dei di Rubens, Penelope di Beccafumi, Circe invidiosa di Waterhouse, Le muse inquietanti di De Chirico, l'Ulisse di Vittorio Martini e il Cavallo statuario di Mimmo Paladino. Si parte con un ritrovamente eccezionale, esposto per la prima volta: la nave greca arcaica di Gela, esposta nella chiesa di San Giacomo, databile tra il VI e il V secolo a.C., uno dei più emblematici ritrovamenti subacquei nel Mediterraneo, un modo per vedere dal vivo una nave simile a quella usata da Ulisse nei suoi viaggi tra ciclopi, sirene, mostri marini, streghe e ninfe.
La mostra è presente sui principali social network ed è vista attraverso una produzione “non convenzionale” basata su una rilettura in chiave anche ironica delle connessioni tra il mito di Ulisse e la cultura Pop, ricordando le canzoni e i film ispirati a questa storia avvincente e senza tempo.



