- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
Gianluca Magi. La strada tortuosa per l'Ultimo sogno
Con Ultimo sogno, Gianluca Magi insieme con Franco Battiato hanno dato esito ad un pensiero "aldilà" della temporaneità e della temporalità. Ovvero, in quell'altrove di cui nessuno sa e di shakesperiana memoria: i famosi versi del monologo di Amleto, ove parla di un intento al suicidio da cui si arresta poichè lo condurrebbe a quella "nowhere land" ("nessun dove", potremmo quotare con Neil Gaiman), che nessuno conosce e da cui nessuno è mai tornato. Pubblicato dai tipi delle edizioni indipendenti Piano B, ci fa piacere rifletterne insieme.
Debbo dire che questo è un libro che mi porto appresso da parecchi mesi, fin da quando ho visto, per ben due volte, la mostra al Maxxi di Franco Battiato, che fa scorrere in me quelle immagini di una stanza con un tappeto persiano rutilante, con il video di lui mentre dirige un'orchestra. Giustamente la mostra si chiama Franco Battiato. Un'altra vita, ecco, suona familiare pure in questo caso: difatti il sottotitolo del libro suo e di Magi è "Trasformazione e rinascita". Probabilmente due parole che a chiunque suonano come una prova dell'evoluzione umana, già solo a pensarci.
Ed allora, arrendiamoci a questo sussulto del divenire, ed addentriamoci in questo piccolo gioiello, ricco di striature dorate ed argentee, come le due tinte dei metalli della nobiltà e della purezza. In cerca di questa "realtà tridimensionale della veglia a quella multidimensionale dell'inconscio" (G. Magi, Ultimo sogno, p.17), perchè, come dice Battiato:"Lo sai che il sogno è realtà" (Franco Battiato, Torneremo ancora).
Lo stesso Carl Gustav Jung, cita Magi, asseriva che: "rivelazioni oggettive (sono) visioni metafisiche provenienti da una fonte che trascende noi" ovvero "la capacità di avere sogni veritieri". D'altronde questo lo inseriva anche Edgar Allan Poe nei suoi racconti del terrore, in cui gli unici momenti di "integrazione del sé e di acclaramento del proprio essere" si verificavano nei momenti onirici o con la morte (Livia Bidoli, L'Imagery del maniero in Edgar Allan Poe).
Per poter "estinguere le maschere della propria falsa personalità" (Ivi, p. 42) e rendersi conto che, come sosteneva David Bohm: "la realtà è un tutto indivisibile" (ivi, p. 46), e che "noi continuiamo ad esistere in un luogo immune dall'alterazione del tempo e dello spazio" (ivi, p. 55). In fondo, questo libro, aiuta a liberarti di te stesso, del tuo te stesso superfluo, quello che, nel linguaggio di Magi, non è e non vuole mutare in Eroe (cfr. Gianluca Magi, Il gioco dell'eroe. La porta dell'immaginazione, Lindau, 2022).
"Il nuovo centro", come direbbe Battiato "è il corpo sottile" (ivi, p.57) e che "psiche e materia sono parti di un'unica realtà" (ivi, p. 58). E che la "liberazione non può avere né legami nè attaccamenti" (ivi, p.76). E' chiaro che ognuno di noi ha un percorso, e c'è chi arriva prima a quella strada tortuosa decidendo di incamminarvisi, e chi piu' tardi, è essenziale però che la scegliamo, prima o poi, nel profondo.

