- Articolo di:Livia Bidoli
Una delle rare direttrici d'orchestra è arrrivata all'Accademia di Santa Cecilia per il suo debutto: la tedesca Joana Mallwitz, nata a Hildesheim in Germania, ha diretto la Sinfonia n. 5 di Beethoven, le Danze di Galánta di Kodály e il Concerto per violino di Čajkovskij, con il solista virtuoso Augustin Hadelich, nelle tre serate di giovedì 30 aprile alle ore 20, sabato 2 e domenica 3 maggio alle ore 18, la Sala Santa Cecilia.
Innsbrucker Festwochen 2025. Vox Luminis e la gioia secondo Bach
La 49° edizione delle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik si è svolta dal 25 luglio al 31 agosto 2025. Il concerto che abbiamo seguito il 26 agosto di quest'anno ha aviuto una cornice straordinaria: il magnifico Duomo di Innsbruck dedicato a San Giacobbe (St. Jakob; spesso tradotto in Giacomo) con un ensemble specializzato in musica antica come quello dei Vox Luminis, diretto dal basso Lionel Meunier che debutta alle Innsbrucker Festwochen quest'anno con un programma interamente dedicato ai mottetti della famiglia Bach.
Già prima di entrare nel Duomo di Innsbruck, nella grande piazza antistante, si comincia a respirare un'aria liturgicamente sana, ma non di quelle retrive, piuttosto un respiro del nuovo codice cristico che spunta dal colonnato della cattedrale, in primis da Maria Hilfe, ovvero Maria Ausiliatrice, che proviene dall'Abbazia di Wilten, sempre ad Innsbruck, da cui conquistò l'indipendenza. Il quadro è stato dipinto nel 1520 da Lucas Cranach Il Vecchio, e è situata in un florilegio massivo di angeli in tripudio nell'altare maggiore. Una Madonna bionda e pensiva, su fondo nero, con abito azzurro e mantello rutilante. La cattedrale barocca fu eretta fra il 1717 e il 1724 su progetto degli architetti Johann Jakob Herkomer e Johann Georg Fischer e si configura come l'esempio più significativo dell'Architettura barocca in Tirolo. Annotiamo poi i meravigliosi affreschi illusionistici di Cosmas Damian Asam (1722-24) e l'organo a canne del '700, che è stato ricostruito nel 1998, con all'interno della cassa settecentesca un nuovo organo della ditta organaria Pirchner Orgelbau di Steinach am Brenner con il restauro della cassa alla ditta Wehinger/Heel. L'organo, completato in tutte le sue parti, è stato inaugurato il 1º luglio 2000. L'organo si presenta come opera a canne trompe l'oeil, con la prospettiva del Borromini (quella di Palazzo Spada a Roma) ricostruita con le canne dell'organo: una magnificenza incredbile.
Ultima annotazione il monumento a Massimiliano III d'Asburgo (detto "il Maestro di Germania") nel braccio di sinistra del transetto, egli era Gran Maestro dell'Ordine Teutonico dal 1590, Conte del Tirolo nel 1602-1618 e grande sostenitore della Controriforma. Il monumento venne progettato dallo scultore Caspar Gras nel 1620 e terminato da Heinrich Reinhart nel 1629. Si compone di quattro colonne tortili bronzee fastosamente decorate da tralci di viti, lumache, uccelli e cavallette. Sopra è la statua genuflessa dell'arciduca con il gruppo di San Giorgio e il drago.
In giro per concerti per tutto l'anno, giorno dopo giorno, i Vox Luminis sono accolti in Germania, all'Elbphilarmonie come alla Philarmonie di Parigi, come nella Cattedrale di San Bavone a Ghent, ove il magnifico trittico dell'Agnello mistico dei fratelli Van Eyck (1432) cui hanno dedicato un film, li protegge; e poi Anversa, Bruxelles, le Fiandre, l'Olanda, l'Europa fino a Madrid, l'ensemble di musica antica Vox Luminis, diretta dal basso Lionel Meunier, è riconosciuta a livello internazionale sin dalla sua fondazione nel 2004 per il suo timbro particolare, sia nelle produzioni con solisti che in quelle più estese.
Raffinati interpreti del repertorio inglese, italiano e tedesco dal XVI all'inizio del XVIII secolo, presentano un centinaio di concerti all'anno, registrano con due etichette specializzate anche loro su questo settore musicale, ovvero Ricercar e Alpha Classics.
L'ensemble è costituito di solisti accompagnati da un basso continuo e da strumentisti che possono variare
necessità: nella serata del 26 agosto per le Innsbrucker Festwochen, l'ensemble era costituito da dieci voci, Bart Jacobs all'organo e James Munro al violone.
Con due Gramophone Award nel 2012 per l'esecuzione delle Schütz’s Musikalische Exequien (Baroque Vocal and Gramophone of the Year), e nel 2019 per le Buxtehude’s Abendmusiken (Corali); nonchè per il premio belga Klara come “Ensemble of the Year 2018”: il premio del BBC Music Magazine award “Choral Award Winner 2018”; tre Diapasons d’Or; svariate volte il premio Deutschen Schalplattenkritik. L'ensemble is residente alla Concertgebouw Brugge e l'Abbaye Musicale de Malonne (Namur).
Per quanto riguarda la nostra serata affollata di pubblico, il programma in esecuzione vedeva come mottetto principe lo “Jesu, meine Freude”, il piu' rilevante, conosciuto e struggente contributo del capostipite della famiglia Bach, ovvero Johann Sebastian Bach, alla musica corale senza accompagnamento. Il restante programma proviene dalle opere dell'“Archivio Altbach”, composto da circa 20 mottetti ed una serie di cantate risalenti a diverse generazioni della famiglia Bach.
Innalzate verso la trascendenza, le dieci voci dei Vox Luminis, dai quattro soprano, ai due contralto, ai tre tenori ed al basso profondo di Sebastian Myrus, hanno avvolto da principio con il mottetto Unser Leben ist ein Schatten di Johann Bach (1604-1673), detto "Johann Bach di Erfurt" (zio di Johann Sebastian Bach). Johann Bach fu un compositore tedesco del primo Barocco, appartenente alla celebre famiglia Bach, e operò soprattutto come organista e cantore a Erfurt. Scritto per coro a cappella (o con basso continuo), questo mottetto, è un esempio eccellente di musica sacra tedesca del XVII secolo, con uno stile contrappuntistico influenzato da Schütz e dai maestri nord-tedeschi. Il testo, che è stato alla fine del concerto eseguito di nuovo come bis dopo gli applausi del pubblico, riflette sul tema della transitorietà della vita (tipico della poetica barocca), ne citiamo i versi clou:
Testo originale (tedesco):
Unser Leben ist ein Schatten,
doch die Stunde schlägt herbei,
die uns führt aus dieser Zeit
in die Ewigkeit.
Traduzione italiana:
La nostra vita è un'ombra,
ma l'ora sta per scoccare
che ci condurrà da questo tempo
all'eternità.
L'altro mottetto di cui abbiamo scelto di parlare, tra i vari intonati superbamente dall'ensemble, è il mottetto regina Jesu, meine Freude, che è un corale mistico di Johann Franck tra le quali Bach, con arte sapiente, ha intercalato alcuni versetti dell'VIII capitolo dell'Epistola ai Romani di San Paolo. Il mottetto è stato eseguito e cantato alla conclusione del concerto, come un arrivederci, di cui, annotiamo alcune parole (in traduzione dall'originale tedesco) innalzate dalle voci radiose di Vox Luminis.
Gesù mia gioia,
diletto del mio cuore,
Gesù mia gloria.
Ah da quanto tempo, quanto tempo
il mio cuore è inquieto
e aspira a te.
Agnello di Dio, mio promesso sposo,
al di fuori di te sulla terra
nulla potrà essermi più caro.
(Orig. tedesco: Jesu, meine Freude,meines Herzens, Weide, Jesu meine Zier. Ach wie lang, ach lange ist dem Herzen bange und verlangt nach dir. Gottes Lamm, mein Bräutigam, ausser dir soll mir auf Erden nichts sonst Liebers werden.).
La spiritualità barocca tedesca, ed in questo caso quella che ritroviamo nei mottetti della famiglia Bach è conservata nell'Archivio Altbach, trasmesso da Johann Sebastian a suo figlio Carl Philipp Emanuel, che lo chiamava con affetto “il mio vecchio archivio Bach”. Dalla tenuta dei Bach fu trasferito alla Sing-Akademie zu Berlin dove viene conservato oggi.
I mottetti della famiglia Bach presentati dai Vox Luminis si avvalgono sul palco anche di un cosiddetto organo positivo, un organo a canne di piccole dimensioni, e di un violone, antenato del contrabbasso moderno, appartenente alla famiglia delle viole da gamba. Il ruolo del violone nei mottetti barocchi ha quello del basso continuo: suona la linea del basso insieme all'organo (o al clavicembalo/positivo), rafforzandone il suono.
In "Jesu, meine Freude"), il violone raddoppia le voci basse del coro e suona anche parti indipendenti. Estremamente attento a questa doppia funzione, il Maestro James Munro si è coadiuvato perfettamente con le voci e la direzione di Meunier, nonchè con l'organo di Bart Jacobs.
Il titolo della serata, ovvero Choral & Kontrapunkt, che consente di dare rilievo alla funzione del contrappunto delle voci, che gioca un ruolo fondamentale nei mottetti, fa il paio con il timbro profondo e vibrante degli strumenti, bilanciando la tessitura corale.
Il pubblico accorso, che ha affollato la chiesa con enorme gioia e condivisione, ha lungamente applaudito questo Corale la cui dimensione andava aldilà del concerto nella sua esecuzione, in un abbraccio omnicomprensivo verso tutti gli artisti.



