- Articolo di:Giulio Migliorini
‘Dite: non foste mai convalescente/ in un aprile un po’ velato? È vero/ che nulla al mondo, nulla è più soave?’ recitava ‘La passeggiata’ di Gabriele d’Annunzio, ed anche me quest’opera singolare ha beneficato. Pelléas et Mélisande, dramma lirico in cinque atti e dodici quadri di Claude Debussy su libretto di Maurice Maeterlinck, rappresentato la prima volta il 30 aprile 1902 all’Opéra-Comique di Parigi, va in scena tra il 22 aprile e il 9 maggio 2026 al Teatro alla Scala di Milano per sei rappresentazioni. Assisto alla seconda, domenica 26 aprile alle ore 14:30. L’Orchestra della Scala è diretta da Maxime Pascal, la regia è di Romeo Castellucci.
Innsbrucker Festwochen al Cinquantenario con Il Pomo d'Oro
Le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik celebrano nel 2026 il loro cinquantesimo anniversario con un'edizione straordinaria, all'altezza di una storia che ha trasformato un piccolo festival tirolese nel più importante appuntamento austriaco dedicato alla musica antica e barocca. Fondato nel 1976 con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio italiano ed europeo del Seicento, il festival ha accompagnato per cinque decenni l'affermarsi della musica antica sulla scena internazionale, diventando punto di riferimento imprescindibile per interpreti e pubblico di tutto il mondo. I numeri parlano da soli: nell'edizione scorsa il tasso di riempimento ha sfiorato il 98%, con oltre 20.000 spettatori.
Per il cinquantenario, la direzione artistica di Eva-Maria Sens & Ottavio Dantone ha scelto di puntare tutto su un'impresa senza precedenti: la messa in scena integrale de Il pomo d'oro di Pietro Antonio Cesti, opera in cinque atti della durata complessiva di circa sette ore, distribuita su due serate nei giorni 7-8, 11-12 e 15-16 agosto. Gli organizzatori la definiscono un «mammut» produttivo e una «sensazione»: concepita originariamente per 47 solisti, coro e grande orchestra, la produzione prevede un cast ridotto a venti cantanti senza nulla cedere all'ambizione dello spettacolo.
Cesti — compositore aretino e figura centrale della scuola barocca italiana, attivo proprio a Innsbruck nel XVII secolo — trova così nella città che lo ospitò in vita la sua restituzione scenica più completa. La direzione musicale è affidata a Ottavio Dantone, che esalta della partitura «la ricchezza emozionale fuori dal comune»; la regia è firmata da Fabio Ceresa, che promette uno spettacolo «serio ma con un sorriso, con una componente giocosa ed erotica». Per concentrare le risorse su questa produzione colossale, la direzione ha rinunciato alla seconda grande opera solitamente programmata al Landestheater, mantenendo tuttavia un secondo titolo operistico come da tradizione: Atalanta di Georg Friedrich Händel, affidata alla sezione dedicata ai giovani interpreti.
Il festival si tiene ogni estate a Innsbruck, capoluogo del Tirolo austriaco: città alpina di rara bellezza, già sede di due Olimpiadi invernali, ricca di luoghi storici in cui la musica antica risuona secondo la prassi esecutiva originale con straordinaria naturalezza. Ad aprire ogni edizione sono i concerti allo Schloss Ambras, il castello rinascimentale che domina la città dall'alto. Il programma del cinquantenario comprende inoltre un grande evento gratuito con musica barocca nell'Hofgarten, la rassegna da camera «Ottavio Plus», i concerti itineranti «Concerto Mobile» nei luoghi storici della città e il Concorso Cesti, storico trampolino per giovani cantanti specializzati nel repertorio secentesco.
Da sottolineare il ritorno del Maestro Alessandro De Marchi con Gioseffo, oratorio di Antonio Caldara, e René Jacobs, già direttori artistici del Festival, mentre un omaggio speciale va alla figura del grande maestro Alan Curtis.
Un festival che, come ricordano Eva-Maria Sens & Ottavio Dantone «dal 1976 porta nel mondo l'immagine culturale del Tirolo» — e che nell'estate del 2026 si appresta a scrivere uno dei capitoli più ambiziosi della propria storia.



