- Articolo di:Teo Orlando
Il concerto che la IUC ha ospitato martedì 31 marzo 2026 nell’Aula Magna della Sapienza, affidato a Veronika Eberle e Dénes Várjon, aveva un disegno programmatico di rara intelligenza: due rapsodie di Bartók, alternate a due sonate di Ludwig van Beethoven e di César Franck, con una disposizione quasi a "canone inverso": ossia, la prima rapsodia di Bartók viene posta all'inizio, a introdurre Beethoven, mentre la seconda a metà, come preludio simbolico a Franck. Simbolicamente, costituiscono, le quattro composizioni, una piccola storia del duo per violino e pianoforte fra Vienna, Budapest e Parigi: dalla Rapsodia n. 2 BB 96a SZ 89 di Bartók si passava alla Sonata op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven; dopo l’intervallo, era il turmo della Rapsodia n. 1 BB 94a SZ 86 e della Sonata in la maggiore di César Franck.
Jeffrey Epstein ed il cinema esoterico
Gianfranco Tomei, Professore di Psicologia all'Università di Roma La Sapienza, ci ha proposto un articolo approfondito suun argomento molto di attualità per quanto riguarda i collegamenti con quanto scoperto e pubblicato sulla spia ebreo-americana, ovvero Jeffrey Epstein, sul cinema esoterico e la massoneria deviata. Argomenti la cui efferatezza intima un trattamento attento e circospetto. Pubblichiamo quindi l'articolo approfondito di questo docente esperto.
Il cinema, anche internazionale, che parla di esoterismo non consta di numerosissimi titoli al suo attivo. Sono temi che non sempre i produttori hanno voglia di finanziare. Troppi punti pericolosi, troppi nervi scoperti. Oggi l’argomento suscita un rinnovato interesse a causa della messa in circolazione dei files legati all’attività scabrosa e oscura dell’ex-finanziere Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019. Si parla di satanismo, traffico di minori, massoneria deviata ed ambienti sionisti. Il cinema riprenderà ad interessarsi di questi argomenti sull’onda lunga mediale e dello scandalo suscitato da questi fatti? Il celebre film di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut trisale al 1999. Ma, con piglio cinefilo, possiamo anche citare il ben più remoto cult di Roman Polanski Rosemary’s Baby, del 1968, in cui una setta di stregoni e satanisti prende di mira il figlio nascituro di una giovane coppia di newyorkesi.
Il cinema italiano dei grandi autori ha affrontato questi temi con almeno un paio di titoli che vanno riportati: Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini, quattro potenti gerarchi fascisti si riuniscono in una villa sul lago di Garda con alcuni miliziani e un gruppo di adolescenti maschi e femmine, e ne fanno scempio nei modi più crudeli e sanguinari. E Todo modo di Elio Petri, alti politici democristiani si incontrano in un convento mentre in tutta Italia infuria un'epidemia, allo scopo di eseguire gli esercizi spirituali del gesuita Sant’Ignazio di Loyola. Finiranno uccisi da un misterioso assassino sotto lo sguardo impietoso di un prete che usa toni piuttosto apocalittici e inquisitori. Sono due film che si assomigliano nello stile e nel contenuto, e segnano la fine di quello che un tempo veniva chiamato “cinema civile all’italiana”, che si spegnerà poco dopo per fare posto ad un cinema più leggero e scanzonato, almeno nel nostro paese.
A livello internazionale possiamo citare anche Society di Brian Yuzna, body horror che mostra una realtà di manipolazione e di esoterismo dietro la facciata perbene della cittadina americana. E anche e soprattutto i sanguinari ma divertentissimi Hostel primo e secondo capitolo, prodotti da Quentin Tarantino e girati dal suo pupillo Eli Roth. In entrambi i film, un gruppo di ragazzi che fa un viaggio in Slovacchia finirà loro malgrado in una specie di lager vacanziero in cui ricchi signorotti di altissimo ceto internazionale pagano per torturare e uccidere turisti ignari e malcapitati, in una vera loggia criminale che ha basi ovunque, con un enorme giro di denaro perverso e senza scrupoli. Viene trattato in modo commerciale e grottesco un fenomeno che, con la diffusione dei file Epstein, non sembra affatto tanto campato per aria. Tanto che il presidente slovacco protestò contro la produzione e il regista, per aver mostrato il loro paese come un terminale di perversione e satanismo, un vero spurgo di tutto il peggior ambiente della massoneria mondiale. Il regista Roth rispose che la sua era una (neanche tanto velata) metafora, e che comunque anche dopo il famoso film Non aprite quella porta (di Tobe Hooper, del 1974), che in originale si intitolava The Texas Chainsaw Massacre e che parla di una famiglia di orridi cannibali texani, la gente non aveva smesso di andare a visitare il Texas.
Per quanto riguarda Jeffrey Epstein, figura al centro di tutto il caso recente, i suoi legami con la massoneria deviata sono evidenti fin dai suoi inizi, a New York come finanziere. Epstein, cresciuto in una famiglia della classe media a Brooklyn e senza una laurea (abbandonò la Cooper Union e la NYU), iniziò la sua carriera in modo del tutto atipico: insegnando fisica e matematica alla Dalton School, una delle scuole private più esclusive dell'Upper East Side di Manhattan. Fu assunto da Donald Barr (padre di William Barr, futuro Procuratore Generale degli Stati Uniti). Nonostante la mancanza di titoli, Epstein affascinò i genitori degli studenti, molti dei quali erano pesi massimi di Wall Street. Durante un colloquio genitori-insegnanti, impressionò a tal punto Alan "Ace" Greenberg, allora CEO di Bear Stearns, da ottenere un'offerta di lavoro nel settore finanziario. Epstein entrò in Bear Stearns come assistente di basso livello e scalò i ranghi con una rapidità sorprendente, diventando Limited Partner in soli quattro anni. La vera trasformazione di Epstein in un attore globale avvenne grazie al legame con Leslie Wexner, il miliardario dietro Victoria's Secret, il marchio di abbigliamento globale.
Wexner concesse a Epstein la procura generale sul suo intero patrimonio, un livello di fiducia quasi senza precedenti. In questo periodo iniziò anche a fingere di essere un reclutatore di modelle, usando il marchio Victoria’s secret per adescare giovani donne. Con la ricchezza accumulata e la legittimazione fornita da Wexner, Epstein espanse la sua rete a livello internazionale, consolidando legami con figure come Bill Clinton, Donald Trump, il fisico Stephen Hawking e il Principe Andrea, diventando un "broker di relazioni" capace di spostare capitali e influenze tra i vari continenti. L'acquisto dell’isola Little St. James nelle Isole Vergini sancì la sua indipendenza logistica, creando un luogo dove l'élite mondiale poteva incontrarsi lontano da occhi indiscreti. Il cuore dell'attività criminale di Epstein era il reclutamento sistematico di ragazze, molte delle quali minorenni (anche di 14 o 15 anni), destinate ad abusi sessuali. Epstein e i suoi complici (in particolare la sua fidanzata Ghislaine Maxwell) istruivano le vittime affinché reclutassero altre ragazze tra le loro conoscenti in cambio di denaro, creando una catena di sfruttamento continua. Le ragazze venivano portate nelle sue residenze (New York, Palm Beach, l'isola di Little St. James) con il pretesto di effettuare massaggi terapeutici, che sfociavano regolarmente in atti sessuali forzati. Una volta smascherato in Florida, Epstein riuscì a ottenere un patteggiamento estremamente favorevole che gli permise di scontare solo 13 mesi in un carcere della contea con permessi di uscita giornalieri per "lavoro". Questo accordo, oggi considerato uno dei più grandi fallimenti del sistema giudiziario americano, concesse l'immunità anche ai suoi potenziali co-cospiratori non identificati. In ogni caso Epstein fu arrestato nuovamente nel 2019 nel New Jersey con l’accusa di traffico sessuale di minori e associazione a delinquere.
La morte di Jeffrey Epstein in carcere, avvenuta il 10 agosto 2019, rimane uno degli eventi più controversi della cronaca recente. L'autopsia condotta dal medico legale di New York, Barbara Sampson, ha stabilito che la causa della morte è stata il suicidio per impiccagione. Secondo il rapporto del Dipartimento di Giustizia Epstein si sarebbe tolto la vita utilizzando le lenzuola della sua cella nel Metropolitan Correctional Center (MCC) di Manhattan. Il dottor Michael Baden, un rinomato patologo forense assunto dal fratello di Epstein, ha contestato i risultati ufficiali evidenziando tre fratture nell'osso ioide (nel collo). Secondo Baden: “Tali fratture sono estremamente rare nei suicidi per impiccagione e molto più comuni nei casi di strangolamento omicida.” Con la recente pubblicazione di oltre 3 milioni di pagine di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia, sono emersi nuovi dettagli. Pochi giorni prima di morire, gli avvocati di Epstein avevano incontrato i procuratori federali per discutere una possibile collaborazione. Questo ha rafforzato l'idea che Epstein avesse intenzione di "fare i nomi", fornendo un movente a chi avrebbe potuto desiderare la sua morte.
In Italia, la vicenda che intreccia il magistrato Paolo Ferraro, la cittadella militare della Cecchignola e l'omicidio di Melania Rea rappresenta uno dei capitoli più oscuri e controversi della cronaca italiana, dove denunce di "massoneria deviata", riti occulti e apparati dello Stato si fondono. Tutto inizia quando Paolo Ferraro, all'epoca sostituto procuratore a Roma, si trasferisce in un alloggio di servizio all'interno della Cittadella Militare della Cecchignola. Ferraro iniziò a notare comportamenti anomali nella sua compagna di allora (una donna legata ad ambienti militari) e a udire rumori sospetti provenire dagli appartamenti vicini. Decide di piazzare dei registratori nascosti in casa. Ciò che emerse, secondo le sue denunce, furono audio che testimoniavano rituali collettivi, somministrazione di droghe, abusi sessuali e "condizionamenti psicologici" di stampo settario che coinvolgevano alti ranghi militari e civili. Ferraro parlò apertamente di una rete di potere trasversale, una sorta di "setta" interna alle istituzioni (definita spesso massoneria deviata o "Rosa Rossa" in alcuni ambienti complottisti) che utilizzava il sesso e il ricatto come strumenti di coesione e controllo. Il nome di Melania Rea (uccisa nell'aprile 2011 dal marito Salvatore Parolisi) entra in questa storia per via di alcune coincidenze geografiche e professionali. Salvatore Parolisi, il marito di Melania, era un addestratore presso il reggimento di Ascoli Piceno, ma aveva frequentato proprio la Cecchignola.
Il magistrato ipotizzò che Melania fosse stata uccisa perché aveva scoperto "troppo" sulle attività illecite (traffico di droga o riti sessuali) che legavano la caserma di Ascoli a quella della Cecchignola. Secondo questa tesi, Melania non sarebbe stata vittima di un banale delitto passionale, ma di un'esecuzione necessaria a proteggere il segreto della rete deviata. Ferraro sostenne che le modalità del ritrovamento del corpo (con segni simbolici sul cadavere come una svastica incisa nella carne) fossero tipiche di un omicidio rituale o punitivo. Le sue denunce vennero considerate frutto di delirio persecutorio. Fu anche sottoposto a TSO da parte di uno psichiatra di apparato. Successivamente fu rimosso dalla magistratura per "incapacità".
Ferraro ha sempre sostenuto di essere vittima di un complotto volto a screditarlo per impedirgli di rivelare i legami tra servizi segreti, massoneria e criminalità organizzata all'interno dello Stato. Mentre per l'omicidio Rea la giustizia ha condannato Parolisi in via definitiva, le denunce di Ferraro sulla Cecchignola non hanno mai portato a processi penali contro i presunti "settari", rimanendo confinate nell'ambito delle contro-inchieste e del giornalismo d'inchiesta indipendente. Le trame oscure che un certo tipo di cinema aveva rappresentato negli anni sembrano avere un corrispettivo inquietante nelle realtà di fatto su cui si cerca di fare luce anche attraverso la recente diffusione dei file del defunto finanziere ebreo newyorkese Epstein.




