- Articolo di:Livia Bidoli
Nella piazza romana della Basilica di Massenzio a Roma c'è stato un concerto memorabile lo scorso 9 luglio: il Parco Archeologico del Colosseo con vista sui Fori Imperiali ha accolto un incontro tra musica e cinema all’interno della rassegna estiva Santa Cecilia Classica Estate. Per il suo debutto sul podio dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il compositore francese Alexandre Desplat ha diretto per oltre due ore i suoi maggiori successi, tra cui le colonne sonore di film come The Tree of Life di Terrence Malick, e la musica di due dei suoi premi Oscar: The Grand Budapest Hotel e La forma dell'acqua.
Kontinental 25. Orso d'Argento a Berlino per Cluj
Per la gioia de cinefili arriva in sala il 25 giugno, in versione originale sottotitolata, il film di Radu Jude “KONTINENTAL ‘25”. Orsolya, una signora di mezz'età che di lavoro fa l’ufficiale giudiziario, è incaricata di sfrattare un senzatetto che abbiamo seguito girovagare per la città all’inizio del film. L’uomo, di cui verremo a sapere anche un pezzo di non banale passato, si è stabilito in un palazzo abbandonato che dovrà essere demolito per costruirvi un hotel, appunto il “Kontinental”.
L'ufficiale giudiziario, che lo ha già aiutato in passato differendo il più possibile la data, gli lascia una ventina di minuti per raccogliere le sue cose, quando torna però lo trova impiccato. Nonostante tutti l'assicurino del contrario, Orsolya si incolpa della sua morte e si consulta a riguardo con diverse persone: la madre, una vecchia amica, un prete ortodosso e un laureato di giurisprudenza che lavora come rider, senza ottenere risultati per lei consolatori da parte di nessuno, ma divertenti per il pubblico: le diverse reazioni sono sempre interessanti.
La scena col prete, che dovrebbe, in teoria, essere la persona più illuminante, è di un’ironia sottile: certo non ci si può sganasciare dalle risate, ma gli spettatori hanno visto cosa è stata capace di fare tutto il giorno, lei che continua a ritenersi colpevole per un fatto che non ha commesso.
La storia si svolge in Romania, in una città non scelta a caso dal regista, si tratta di Cluj, in latino Castrum Clus, Claudiopolis, o Napoca per l’antica città romana; in italiano storico Clausemburgo è un municipio del nord-ovest della Romania, a 440 chilometri da Bucarest. Cluj-Napoca, essendo capoluogo del distretto di Cluj e capitale della regione economica nord-ovest, ha un ricco patrimonio architettonico lasciato dalla sua vivace storia. Oggi la città di Cluj è uno dei più importanti centri culturali del Paese e al tempo stesso il più grande centro culturale della comunità ungherese di Romania, questo è importante sapere per seguire la storia, che si basa anche sulle differenze culturali dei due popoli.
Come polo universitario Cluj-Napoca è inoltre il più grande della Transilvania; le varie università e scuole della città assicurano un'istruzione di alto livello tanto nelle tre lingue storiche della Transilvania - rumeno, tedesco e ungherese - quanto in francese e in inglese. Ovviamente queste condizioni favoriscono l'aumento del numero degli studenti non rumeni, europei e non. La città è uno dei più importanti centri accademici, culturali, industriali e commerciali della Romania, conviene tenerlo presente quando si seguono i commenti delle varie persone che la protagonista incontra.
Ricordiamo che Radu Jude, dal folle genio, ha già partorito film come: “Bad Luck Banging or Loony Porn”, “Do Not Expect Too Much From the End of the World”; questa opera è più composta rispetto ai suoi film precedenti, ma altrettanto sorprendente per la sua sottile ironia e i sapienti dialoghi affilati. Il regista affronta, con una disinvoltura che penetra sottopelle, temi come la crisi abitativa, l’economia post-socialista e i nazionalismi europei. L’opera ha ottenuto un meritato Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura alla 75ª Berlinale.
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