- Articolo di:Livia Bidoli
Di tutto il ciclo del Ring, presentato tre volte per il 150° di Der Ring des Nibelungen ai Bayreuther Festspiele dell'estate 2026, Die Walküre (La Valchiria) è generalmente la più amata dal pubblico, anche perchè, finalmente, si entra nel vivo del tessuto mitico connesso all'Umano. Nella serata del 13 agosto di esattamente 150 anni dopo, possiamo assistere a questa messinscena del primo giorno della Tetralogia wagneriana piuttosto in tumulto, che la direzione di Christian Thielemann, già dal Vorspiel, fa inebriare di immensità per il valore totale di questo Musikdrama.
Lady Nazca. Le linee del destino
La matematica e poi provetta archeologa Maria Reiche troverà per caso la sua strada, e la scoprirà disegnata sulla terra desertica del Perù nel 1936, a Nazca. Il film di Damien Dorsaz con Devrim Lingnau, Guillaume Gallienne e Olivia Ross, si intitola infatti a lei, Lady Nazca, la signora delle linee, ed uscirà nei cinema il 12 marzo prossimo distribuito da Officine UBU.
Questa coproduzione tra Germania, Francia, Svizzera e Perù, è anche sostenuta dal patrocinio di ANA – Associazione Nazionale Archeologi – e segna l’esordio dietro la cinepresa per l'attore svizzero Damien Dorsaz, conosciuto come protagonista di L'instant infini (il momento infinito) di Douglas Beer e di altri film. Il regista ha per la prima volta affrontato il tema di Nazca girando un documentario nel 2006 (Maria Reiche, La dame de Nasca): quello che si presenta ai nostri occhi è un approfondimento narrativo che trascina nei suoi meandri, una "quest" (una ricerca) che appassiona, poichè lo spettatore si identifica subito in questo personaggio libero e sfuggente come Maria Reiche.
L'attrice tedesca Devrim Lingnau (madre tedesca e padre turco) è perfetta per questa parte: sguardo ipnotico e trafelato, come se stesse un pò di qua ed un pò di là della realtà, come le linee di Nazca, un territorio che si riflette nel cielo a testimonnianza di un'antichissima civiltà della mesoamerica nata intorno al I° secolo a.C. e perdutasi intorno al VI° d.C.
Come rileva il regista Damien Dorsaz: "Quando Maria Reiche scopre le linee di Nazca, estese per kilometri, scopre sè stessa. E' la storia di un riconoscimento per sé stessi, la scoperta di un sentiero che avviluppa fuori e dentro, sulla terra come nel cielo." Non a caso le linee, che riproducono animali di vario tipo a livello gigantesco, si trovano nel deserto, nel nulla, come a dire che bisogna fare prima il vuoto dentro di sé per segnare il proprio percorso.
Nazca è Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1994: Maria Reiche, insieme all'archeologo francese Paul d'Harcourt ed al governo peruviano che l'ha reso possibile, ha dimostrato che è possibile rivelare al mondo ciò che ha dettato un'antica civiltà e far sì che tutti possano riconoscerlo.
Prodotto da Matthieu Zeller, Oliver Damian e Mathieu Gondinet, con sceneggiatura dello stesso Dorsaz insieme a Fadette Drouard, fotografia di Gilles Porte, montaggio di Patricia Rommel e musiche di Nascuy Linares, il film è molto curato e godibile per tutti.

