- Articolo di:Livia Bidoli
Di tutto il ciclo del Ring, presentato tre volte per il 150° di Der Ring des Nibelungen ai Bayreuther Festspiele dell'estate 2026, Die Walküre (La Valchiria) è generalmente la più amata dal pubblico, anche perchè, finalmente, si entra nel vivo del tessuto mitico connesso all'Umano. Nella serata del 13 agosto di esattamente 150 anni dopo, possiamo assistere a questa messinscena del primo giorno della Tetralogia wagneriana piuttosto in tumulto, che la direzione di Christian Thielemann, già dal Vorspiel, fa inebriare di immensità per il valore totale di questo Musikdrama.
Un libro ed un cd. Due napoletani all'"estero": Scarlatti e D'Alessandro
Proponiamo una coppia di compositori napoletani di nascita per la rubrica "Un libro ed un cd" a cura di Lorenzo Tozzi, musicologo, Professore emerito del Conservatorio di Musica di Santa Cecilia e giornalista per noi ed altre notorie testate giornalistiche occupandosi dell'aspetto musicale della cultura, come Il Tempo.
Il libro
Se si esclude il basilare volume dell’illustre cembalista americano Ralph Kirkpatrick, (1953, ma in traduzione italiana 1984), non molte sono le monografie dedicate al più illustre dei figli di Alessandro Scarlatti. Il coetaneo di Bach e Haendel, Domenico, dopo i primi saggi romani di opere e cantate al servizio della regina esule Casimira di Polonia, si dedicò – forse proprio per prendere le distanze dall’ingombrante grande padre – alla musica clavicembalistica, componendo soprattutto, durante il periodo spagnolo, centinata di Sonate che restano un monumento della letteratura cembalistica.
Ne torna ora a delinearne la figura e l’opera il pianista Sandro Ivo Bartoli in un documentato volume, il cui pregio maggiore è non solo la biografia aggiornata alle conoscenze documentarie attuali, ma anche l’esame dettagliato di tutte le 555 sonate per clavicembalo. Dunque, un saggio prezioso non solo per gli storici della musica, ma anche per i cembalisti/pianisti interessati alle esecuzioni scarlattiane.
Il cd
Il napoletano Gennaro D’Alessandro ( 1717? – dopo il 1778), compositore, cembalista, maestro di canto, fu attivo a Venezia come maestro di coro all’Ospedaletto della Pietà, poi a Parigi riscuotendo le lodi di De Brosses e qualche gelosia da parte di Rameau.
Scrisse opere come l’Ottone (Venezia 1739) e l’Adelaide, in cui il testo di Salvi (1723) fu rimaneggiato da Goldoni. Fu l’impresario Pietro Mingozzi a portare arie della Adelaide a Lipsia, Praga ed Amburgo (1744). Quel che rimane della partitura, studiata a fondo, riscoperta ed edita dal musicologo e instancabile ricercatore Giovanni Tribuzio, lo si può ascoltare in questo cd della Tactus in cui l’ensemble Benedetto Marcello fa da apprezzabile corona al virtuoso sopranista Francesco Divito.
Oltre alle arie virtuosistiche di D’Alessandro se ne ascoltano altre di Pietro Chiarini e Santo Lapis inserite nelle riprese tedesche di Mingotti. La voce chiara, intensa e duttile di Francesco Divito ( un piacere per l’ascolto) al servizio di arie patetiche o virtuosistiche, rende loro pienamente merito come anche conferma la consolidata koinè linguistica che attraversa il primo Settecento.

