L'uovo dell'angelo. L'ipnotica rivelazione di un sogno

Articolo di: 
Livia Bidoli
L'uovo dell'angelo

Se dovessimo scegliere un elemento con cui identificare questa pellicola di Mamoru Oshii, sicuramente sarebbe un liquido: tutto scorre in questo film, dalla musica melanconica alle carpe giganti proiettate sui palazzi di un Brabante immaginariamante abbandonato dai suoi abitanti. L'uovo dell'angelo, realizzato nel 1985 e restaurato quarant'anni dopo, è un anime che ha la sua cifra nel rendere tutto fluido, ipnotico, onirico.

Una minuscola bimba dai capelli lunghissimi ed eburnei, ci conduce in un paesaggio disertato dagli umani, con case vuote, palazzi che sembrano usciti da un remixage tra le città piu' rappresentative del gotico fiammenggiante, tra Anversa nel Brabante e Gand (Ghent in fiammingo) nella Fiandre, percorrendo Bruges (o Brugge in fiammingo), come nell'omonimo thriller In Bruges diretto da Martin McDonagh nel 2008, affascinante e avviluppante. In questo caso consiglio anche di vedere (possibilmente a teatro) l'opera di Korngold Die Tote Stadt (La città morta, 1920) dedicata a Bruges e con il soggetto ripreso dal romanzo simbolista di Georges Rodenbach, Bruges-la-Morte (1892), di cui suggerisco la lettura per gli ambienti, architettonici e costruiti dalle percezioni, macabre, che riflettono in pieno l'atmosfera del film.

Le scenografie di Yoshitaka Amano -  futuro character designer di Final Fantasy  - hanno un ruolo determinante nel dipingere i paesaggi immaginari che si proiettano davanti ai nostri occhi, ipnotizzati dalle espressioni mutevoli delle iridi leggerissimamente cerulee dell'angioletta gravida di un uovo esterno che protegge sotto le sue vesti a strisce rosa lilla e magenta spento. 

Specie di Dolmen abbozzati in un deserto apocalittico, descrivono l'andirivieni della bambina tra una sorta di tempio ed un villaggio spettrale dove incontra un militare di una legione sconosciuta, anche lui dagli strali eburnei. Con una spada meccanica a forma di croce, con al suo centro una pietra rossa fiammeggiante, il secondo protagonista senza nome la segue raccontandole la storia di Noé, profilando una lettura religiosa alle soglie di un'ennesima apocalisse, ovvero una Rivelazione, come intende il significato del termine. 

La linearità drammaturgica che scioglie il racconto è quasi ferma, procede lentissima, con dei pianissimo e degli adagio quasi still, della nature morte che prendono vita da piccoli sussulti e variazioni nel tono dei colori, ovunque bianchi, grigi, neri, viola, ottanio e petrolio. 

La musica di Yoshihiro Kanno, con il suo tema principale espone un coro femminile che intona una nenia consolatoria e triste, che ci riporta alla bimba ed al suo tesoro nell'uovo, forse un uccello scomparso nelle età preistoriche, la cui impronta fossile ci appare con con parti antropomorfe.

La carpa, Koi in giapponese (importata dalla Cina in epoca antica), che si vede proiettata in ombre, e poi se ne ammira un intarsio in vetro colorato in un teatro (o chiesa?) è il simbolo della perseveranza, che leghiamo alle fede che nell'uovo ha la bambina. Nell'ermetico racconto di Oshii tutto ci pare come un'allegoria di un immaginario simile a quello rutilante di Solaris di Andrej Tarkowskij (tratto dal romanzo di Stanislav Lem del 1961), dove due soli, uno azzurro ed uno rosso, si alternano intorno all'astronave. Qui un sole meccanico, come nel titolo scelto dal compositore Yoshihiro Kanno, viene scelto per sonorizzare un'astronave sferica con un gigantesco occhio che veleggia su un pavimento a scacchi, a rivelare un ulteriore enigma.

Dieci anni dopo, nel 1995, Oshii diresse il suo anime ispiratore di Matrix, Ghost in the Shell, (in versione americana diretta da Rupert Sanders e con Scarlett Johansson), dove l'universo è tutto mecattronico. Qui invece ancora degli umani e dei semidei si avventurano in un mondo antico ed europeo, tra uomini pescatori di ombre. L'ipnotico viaggio svela il suo fascino attraverso il tempo sospeso di un tragitto le cui direzioni e la cui essenza si percepiscono sensorialmente e si intuiscono, in un'ibridazione che dà forma a ciò che Jung sincronicità, una promenade interna all'individuo; ed aggiungo, è questa l'unica ragione valida per incamminarvisi.

Pubblicato in: 
GN5 Anno XVIII Speciale 3 dicembre 2025
Scheda
Titolo completo: 

L'uovo dell'angelo
diretto da
Mamoru Oshii
Titolo originale: Tenshi no Tamago
Voci: Keiichi Noda, Mako Hyodo, Jinpachi Nezu
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 71′
Origine: Giappone, 1985
 
direzione artistica e character design
Yoshitaka Amano

PER LA PRIMA VOLTA AL CINEMA
Il capolavoro visionario del 1985 scritto e diretto da Mamoru Oshii
evento speciale

DAL 4 AL 10 DICEMBRE

nella versione restaurata 4k