- Articolo di:Teo Orlando
Era grande l'attesa di pubblico e critica per l'esordio in prima assoluta – nella sua versione italiana al Teatro dell'Opera di Roma – di Inferno di Lucia Ronchetti. Attesa che è stata pienamente soddisfatta, da un'opera che arricchisce il panorama del teatro musicale contemporaneo con un capitolo di straordinaria potenza visiva e acustica: e, potremmo aggiungere, con una fruibilità anche per un pubblico non troppo avvezzo a sperimentalismi sonori e ad accordi dissonanti. Dal 19 febbraio al 7 marzo al Teatro Costanzi con Tito Ceccherini sul podio e David Hermann alla regia.
Modena Teatro Comunale. I preziosi Quatro rusteghi di Wolf-Ferrari
Il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena ha proposto fuori abbonamento I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), ne sono stati interpreti i partecipanti al Corso di alto perfezionamento 2025/2026 per cantanti lirici del Teatro Comunale di Modena. Giuseppe Grazioli ha diretto l’Orchestra Filarmonica Italiana e i cantanti, mentre la regia è stata affidata ad Aldo Tarabella. L’allestimento e le scene sono state quelle dello spettacolo del 2006 del Teatro del Giglio. Nelle due date del 20 e 22 febbraio alcuni i cantanti si sono avvicendati nei ruoli, la recensione si riferisce alla recita del 22 febbraio, che è stata trasmessa in streaming.
Le composizioni sia teatrali che strumentali di Ermanno Wolf-Ferrari sono raramente eseguite e lui stesso poco noto, nonostante il successo riscosso nella prima metà del secolo scorso da alcune opere come I quatro rusteghi. Wolf-Ferrari, nato a Venezia di padre tedesco e madre veneziana, ebbe una solida preparazione musicale, ricevuta prima Venezia e poi a Monaco di Baviera ai corsi all'Accademia musicale di Rheinberger, il celebre contrappuntista. Questa sua competenza gli permise ottenere per merito la direzione del liceo Benedetto Marcello a Venezia dal 1903 al 1909, poi dal 1939 fu professore di composizione al Mozarteum di Salisburgo.
Queste brevi notizie sono per evidenziare la raffinatezza nella scrittura musicale del compositore che si dedicò al genere che preferiva: la commedia, con una visione non graffiante e ironica, ma pervasa di una divertita e vivace levità. Wolf-Ferrari amava Mozart, Rossini e il Falstaff di Verdi. Ebbe come suo modello ideale Mozart, non per imitarlo, ma per ricrearne l’atmosfera di ideale armonia, che sentiva vicina alla sua sensibilità. La Cenerentola, prima opera di Wolf-Ferrari, andò in scena a Venezia e fu un insuccesso, mentre a Brema ebbe un esito positivo, cosa che gli permise di proporre nuove opere. Carlo Goldoni è il drammaturgo che sentì più vicino a cominciare da Le donne curiose (Die neugierigen Frauen 1903) e I quatro rusteghi (Die vier Grobiane 1906) che debuttarono, in tedesco, entrambe con successo a Monaco di Baviera. Solo nel 1914 dopo i successi a Londra, al Metropolitan e a Parigi I quatro rusteghi andarono in scena al Lirico di Milano e poi nel 1923 Tullio Serafin diresse Le donne curiose.
Il libretto de I quatro Rusteghi fu scritto in veneziano da Giuseppe Pizzolato dalla omonima commedia di Goldoni. La vicenda è imperniata sul contrasto tra i Rusteghi, legati alle consuetudini patriarcali nei rapporti con le mogli, ben riassunte dall’adagio veneziano:” Che la piasa, che la tasa e che la staga in casa.” Sono ancora adesso dure a morire, ma già Goldoni le mise in ridicolo creando una formidabile antagonista: Felice. Tutto nasce dall’intenzione di Lunardo e Simon di fare sposare la figlia del primo, Lucieta con Filipeto, figlio del secondo, ma senza farli conoscere prima. Le donne si ribellano all’idea, ma sarà Felice a organizzare una mascherata con l’aiuto del Conte Riccardo, suo cavalier servente, per farli incontrare. I ragazzi si piacciono, ma quando l’intrigo viene scoperto i quattro vorrebbero annullare il matrimonio e chiudere le donne in casa, sarà Felice a metterli in riga, il matrimonio si farà e, mentre i quattro rimangono in casa, il resto della compagnia va finalmente a godersi il Carnevale.
L’opera è caratterizzata da repentini cambiamenti di tonalità e dal ricorso a una impetuosa agogica, i diversi personaggi sono magnificamente descritti dalla musica. I Rusteghi, tre sono bassi e uno è un basso baritono, mentre le quattro donne sono: la giovane Lucietta un soprano leggero, Felice e Marina soprani e Margarita mezzosoprano, Filipeto e il Conte tenori. I diversi timbri sono utilizzati in modo che non ci sia monotonia, ma, al contrario, una vivace varietà nello scorrimento della vicenda. I dialoghi che contrappongono i vari caratteri sono resi da un raffinato declamato, che nell’intervento finale di Felice si trasforma in un vorticoso sillabato di ascendenza rossiniana, nel declamato si incuneano parti melodiche come gli interventi di Lucietta e Marina a sospirare i divertimenti del Carnevale e la Barcarola, tema conduttore che viene variato anche come corale.
La direzione di Giuseppe Grazioli ha agevolato la dimensione teatrale, è stata attenta alla incalzante varietà ritmica e agogica, ha inoltre curato la cantabilità della frase musicale, assecondato pienamente dai musicisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana.
Aldo Tarabella ha dato forma scenica alla situazione di clausura delle donne immaginando una voliera per uccelli, ben realizzata da Luca Antonucci, che ha anche creato i deliziosi costumi dei personaggi che evocano le livree degli uccelli: colorati che ricordano gli uccelli canori per le donne, Filipeto e il Conte, neri come le livree delle cornacchie o dei corvi quelli dei Rusteghi. I Rusteghi, prigionieri delle loro ridicole convinzioni, alla fine rimarranno nella voliera, mentre tutti gli altri usciranno a godersi il Carnevale. Il lavoro sul movimento scenico dei cantanti di Aldo Tarabella è stato notevole e prezioso, alle aggraziate e vivaci mossette che alludevano a quello degli uccellini canori delle donne, si contrapponevano i movimenti dei Rusteghi pesanti e goffi come il loro pensiero, gli interpreti hanno recepito le indicazioni mostrato una notevole disinvoltura sul palcoscenico. Le luci di Andrea Ricci hanno collaborato alla riuscita della messa in scena.
Il cast dei giovani cantanti, che hanno partecipato al Corso di alto perfezionamento, era equilibrato e abbastanza omogeneo, nelle interpreti ricordiamo come Lucieta, il canto elegante e la voce sopranile limpida e cristallina di Annalisa Soli, Lorena Cesaretti, soprano, con la sua voce morbida ed espressiva è stata Marina e Camilla Carol Farias, mezzosoprano, ha interpretato Margarita e dato spessore teatrale al personaggio con il timbro caldo e intenso della voce. Tra gli interpreti maschili Paolo Mascari, che ha una voce limpida, morbida e corposa, si è ben calato nel ruolo del timido Filipeto e tra i bassi per la voce brunita e la presenza scenica si sono notati il Lunardo di Andrei Miclea, il Maurizio di Carlo Lipreri e il Cancian di Gaetano Triscari.
Il pubblico presente ha calorosamente applaudito gli interpreti alla fine ma anche a scena aperta.
I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari è un gioiello musicale e teatrale che meriterebbe di essere rappresentato piu' spesso nelle stagioni dei teatri italiani, il successo e l’apprezzamento che riscosse a Firenze Il campiello, che inaugurò la stagione 2014-2015, dimostra la validità della proposta.


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