Modena Teatro Comunale. I preziosi Quatro rusteghi di Wolf-Ferrari

Articolo di: 
Daniela Puggioni
I quatro rusteghi. foto di insieme di Rolando Paolo Guerzoni

Il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena ha proposto fuori abbonamento I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), ne sono stati interpreti i partecipanti al Corso di alto perfezionamento 2025/2026 per cantanti lirici del Teatro Comunale di Modena. Giuseppe Grazioli ha diretto l’Orchestra Filarmonica Italiana e i cantanti, mentre la regia è stata affidata ad Aldo Tarabella. L’allestimento e le scene sono state quelle dello spettacolo del 2006 del Teatro del Giglio. Nelle due date del 20 e 22 febbraio alcuni i cantanti si sono avvicendati nei ruoli, la recensione si riferisce alla recita del 22 febbraio, che è stata trasmessa in streaming.

Le composizioni sia teatrali che strumentali di Ermanno Wolf-Ferrari sono raramente eseguite e lui stesso poco noto, nonostante il successo riscosso nella prima metà del secolo scorso da alcune opere come I quatro rusteghi. Wolf-Ferrari, nato a Venezia di padre tedesco e madre veneziana, ebbe una solida preparazione musicale, ricevuta prima Venezia e poi a Monaco di Baviera ai corsi all'Accademia musicale di Rheinberger, il celebre contrappuntista. Questa sua competenza gli permise ottenere per merito la direzione del liceo Benedetto Marcello a Venezia dal 1903 al 1909, poi dal 1939 fu professore di composizione al Mozarteum di Salisburgo.

Queste brevi notizie sono per evidenziare la raffinatezza nella scrittura musicale del compositore che si dedicò al genere che preferiva: la commedia, con una visione non graffiante e ironica, ma pervasa di una divertita e vivace levità. Wolf-Ferrari amava Mozart, Rossini e il Falstaff di Verdi. Ebbe come suo modello ideale Mozart, non per imitarlo, ma per ricrearne l’atmosfera di ideale armonia, che sentiva vicina alla sua sensibilità. La Cenerentola, prima opera di Wolf-Ferrari, andò in scena a Venezia e fu un insuccesso, mentre a Brema ebbe un esito positivo, cosa che gli permise di proporre nuove opere. Carlo Goldoni è il drammaturgo che sentì più vicino a cominciare da Le donne curiose (Die neugierigen Frauen 1903) e I quatro rusteghi (Die vier Grobiane 1906) che debuttarono, in tedesco, entrambe con successo a Monaco di Baviera. Solo nel 1914 dopo i successi a Londra, al Metropolitan e a Parigi I quatro rusteghi andarono in scena al Lirico di Milano e poi nel 1923 Tullio Serafin diresse Le donne curiose.

Il libretto de I quatro Rusteghi fu scritto in veneziano da Giuseppe Pizzolato dalla omonima commedia di Goldoni. La vicenda è imperniata sul contrasto tra i Rusteghi, legati alle consuetudini patriarcali nei rapporti con le mogli, ben riassunte dall’adagio veneziano:” Che la piasa, che la tasa e che la staga in casa.” Sono ancora adesso dure a morire, ma già Goldoni le mise in ridicolo creando una formidabile antagonista: Felice. Tutto nasce dall’intenzione di Lunardo e Simon di fare sposare la figlia del primo, Lucieta con Filipeto, figlio del secondo, ma senza farli conoscere prima. Le donne si ribellano all’idea, ma sarà Felice a organizzare una mascherata con l’aiuto del Conte Riccardo, suo cavalier servente, per farli incontrare. I ragazzi si piacciono, ma quando l’intrigo viene scoperto i quattro vorrebbero annullare il matrimonio e chiudere le donne in casa, sarà Felice a metterli in riga, il matrimonio si farà e, mentre i quattro rimangono in casa, il resto della compagnia va finalmente a godersi il Carnevale.

L’opera è caratterizzata da repentini cambiamenti di tonalità e dal ricorso a una impetuosa agogica, i diversi personaggi sono magnificamente descritti dalla musica. I Rusteghi, tre sono bassi e uno è un basso baritono, mentre le quattro donne sono: la giovane Lucietta un soprano leggero, Felice e Marina soprani e Margarita mezzosoprano, Filipeto e il Conte tenori. I diversi timbri sono utilizzati in modo che non ci sia monotonia, ma, al contrario, una vivace varietà nello scorrimento della vicenda. I dialoghi che contrappongono i vari caratteri sono resi da un raffinato declamato, che nell’intervento finale di Felice si trasforma in un vorticoso sillabato di ascendenza rossiniana, nel declamato si incuneano parti melodiche come gli interventi di Lucietta e Marina a sospirare i divertimenti del Carnevale e la Barcarola, tema conduttore che viene variato anche come corale.

La direzione di Giuseppe Grazioli ha agevolato la dimensione teatrale, è stata attenta alla incalzante varietà ritmica e agogica, ha inoltre curato la cantabilità della frase musicale, assecondato pienamente dai musicisti dell’Orchestra Filarmonica Italiana.
Aldo Tarabella ha dato forma scenica alla situazione di clausura delle donne immaginando una voliera per uccelli, ben realizzata da Luca Antonucci, che ha anche creato i deliziosi costumi dei personaggi che evocano le livree degli uccelli: colorati che ricordano gli uccelli canori per le donne, Filipeto e il Conte, neri come le livree delle cornacchie o dei corvi quelli dei Rusteghi. I Rusteghi, prigionieri delle loro ridicole convinzioni, alla fine rimarranno nella voliera, mentre tutti gli altri usciranno a godersi il Carnevale. Il lavoro sul movimento scenico dei cantanti di Aldo Tarabella è stato notevole e prezioso, alle aggraziate e vivaci mossette che alludevano a quello degli uccellini canori delle donne, si contrapponevano i movimenti dei Rusteghi pesanti e goffi come il loro pensiero, gli interpreti hanno recepito le indicazioni mostrato una notevole disinvoltura sul palcoscenico. Le luci di Andrea Ricci hanno collaborato alla riuscita della messa in scena.

Il cast dei giovani cantanti, che hanno partecipato al Corso di alto perfezionamento, era equilibrato e abbastanza omogeneo, nelle interpreti ricordiamo come Lucieta, il canto elegante e la voce sopranile limpida e cristallina di Annalisa Soli, Lorena Cesaretti, soprano, con la sua voce morbida ed espressiva è stata Marina e Camilla Carol Farias, mezzosoprano, ha interpretato Margarita e dato spessore teatrale al personaggio con il timbro caldo e intenso della voce. Tra gli interpreti maschili Paolo Mascari, che ha una voce limpida, morbida e corposa, si è ben calato nel ruolo del timido Filipeto e tra i bassi per la voce brunita e la presenza scenica si sono notati il Lunardo di Andrei Miclea, il Maurizio di Carlo Lipreri e il Cancian di Gaetano Triscari.

Il pubblico presente ha calorosamente applaudito gli interpreti alla fine ma anche a scena aperta.

I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari è un gioiello musicale e teatrale che meriterebbe di essere rappresentato piu' spesso nelle stagioni dei teatri italiani, il successo e l’apprezzamento che riscosse a Firenze Il campiello, che inaugurò la stagione 2014-2015, dimostra la validità della proposta.

Pubblicato in: 
GN18 Anno XVIII 2 marzo 2026
Scheda
Titolo completo: 

Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena
venerdì 20 Febbraio 2026 - 20:00
domenica 22 Febbraio 2026 - 15:30

Ermanno Wolf-Ferrari
I QUATRO RUSTEGHI
Libretto Giuseppe Pizzolato

Interpreti del Corso di alto perfezionamento 2025/2026 per cantanti lirici del Teatro Comunale di Modena
Lunardo Andrei Miclea
Margarita Camilla Carol Farias
Lucieta Annalisa Soli
Maurizio Carlo Lipreri*
Filipeto Paolo Mascari 
Marina Lorena Cesaretti 
Simon Enzo Ying Zhihao 
Cancian Gaetano Triscari*
Felice Seonjin Ko
Conte Riccardo Yinxuan Dan 
Giovane serva Baia Saganelidze
* interprete esterno al Corso

Direttore Giuseppe Grazioli
Regia Aldo Tarabella
Assistente alla regia Camilla Digito
Scene e costumi Luca Antonucci
Luci Andrea Ricci

Orchestra Filarmonica Italiana
Violini primi Tommaso Belli**, Francesco Bonacini, Eleonora Liuzzi,
Lucia Lago, Lorenzo Fallica, Emanuele Trivioli, Alessandro Barcelli,
Leonardo Rossi, Emanuele Mazzarella, Emanuela Russo
Violini secondi Costanza Scanavini*, Michaela Bilikova, Elisabetta Nicolosi,
Andrea Ricciardi, Martina Verna, Chiara Di Maggio, Elisa Zannoni, Sara Setzu
Viole Giulia Arnaboldi*, Matteo Benassi, Laura Domenis, Carolina Paolini,
Lorenzo Novelli, Benedetta Bisanti
Violoncelli Nicolò Nigrelli*, Luca Stazzone, Ludovica Cordova, Giacomo Fossa,
Paolo Tedde
Contrabbassi Giovenzana Vieri*, Leonardo Bozzi, Matteo Mirri
Flauti/ottavini Serena Bonazzi*, Silvia Marini
Oboi/corno inglese Fabrizio Oriani*, Linda Sarcuni
Clarinetti/clarinetto basso Stefano Franceschini*, Andrea Medici
Fagotti/controfagotti Andrea Giovannini*, Matteo Lucchetti
Corni Vittorio Ferrari*, Dimer Maccaferri, Elia Venturini, Benedetto Dallaglio
Trombe Valerio Panzolato*, Alessio Dal Piva, Francesco Benzoni
Tromboni Davide Biglieni*, Matteo Del Miglio, Federico Coatti
Tuba Oscar De Caro*
Timpani Paolo Grillenzoni*
Percussioni Tommaso Scopsi, Jacopo Melone, Tommaso Lattanzi
Arpa Alice Caradente*
** spalla *prima parte

Ispettore dell’orchestra Arianna Azzolini
Direttore di scena Luigi Maria Barilone
Maestri collaboratori Riccardo Mascia, Carolina Benedettini
Maestro alle luci Weixiang Wang

Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena
Allestimento Azienda Teatro del Giglio di Lucca
Scene Teatro del Giglio in collaborazione con la Fondazione Teatro di Pisa

Attrezzeria Attrezzeria del Teatro del Giglio
Costumi Sartoria teatrale Monaco, Agliana (Pistoia)
Calzature Epoca - Milano
Parrucche Audello - Torino
Sopratitoli Enrica Apparuti