Montevideo. Sagi valorizza Carmen nella sua essenzialità

Articolo di: 
Roberto Begnini
Carmen

Nel marzo 2026 il pubblico di Montevideo ha accolto al Sodre una nuova produzione della Carmen di Georges Bizet, uno dei titoli più popolari del repertorio operistico, capace di coniugare dramma, sensualità e grande efficacia teatrale. L’allestimento, firmato per la regia da Emilio Sagi, ha scelto una linea scenica estremamente essenziale, affidando soprattutto alla dinamica degli interpreti e alla costruzione drammaturgica il compito di sostenere lo spettacolo.

L’ouverture sembrava preannunciare un impianto visivo di forte suggestione: una costellazione di lampadine sospese che lentamente si solleva verso l’alto, stagliandosi su un fondo rosso proiettato che evoca simbolicamente il sangue destinato a scorrere sulla scena. Un’immagine poetica e potente, capace di creare attesa per uno sviluppo scenografico di pari intensità. Nel corso della rappresentazione, tuttavia, questa promessa iniziale lascia spazio a un allestimento visivamente molto contenuto, con scenografie e costumi improntati a una sobrietà che appare più funzionale che realmente minimalista.

A dare solidità all’insieme è però la mano esperta di Emilio Sagi, tra i registi più autorevoli del panorama lirico internazionale. La sua regia costruisce con chiarezza i rapporti tra i personaggi e mantiene viva la tensione teatrale, valorizzando la presenza scenica degli interpreti anche in un contesto visivo ridotto. L’azione procede con naturalezza e ritmo, dimostrando come una guida registica sicura possa compensare la semplicità dell’impianto scenico.

Sul podio l’italiana Beatrice Venezi, direttrice musicale della produzione e recentemente confermata direttrice musicale designata del Gran Teatro La Fenice di Venezia a partire dalla stagione 2026/2027. La sua lettura della partitura di Bizet si distingue per chiarezza ed equilibrio, accompagnando con attenzione il lavoro dei cantanti e mantenendo un dialogo costante tra orchestra e palcoscenico.

Protagonista della serata il mezzosoprano Nancy Fabiola Herrera, artista di grande esperienza internazionale. La sua Carmen convince soprattutto per la forte presenza teatrale e per l’intensità interpretativa, elementi che restituiscono con efficacia la complessità del personaggio. La vocalità, pur solida, sembra oggi orientarsi con maggiore naturalezza verso altri ruoli del repertorio.

Molto apprezzato dal pubblico il Don José del tenore argentino Marcelo Álvarez, interprete di lunga carriera nei principali teatri del mondo, che conferisce al personaggio slancio lirico e intensità drammatica. Accanto ai protagonisti si distingue anche la Micaëla del soprano argentino Verónica Cangemi, apprezzata per eleganza musicale e sensibilità interpretativa.

Nel complesso, una Carmen che trova la propria forza soprattutto nella qualità degli interpreti e nella regia di Emilio Sagi: elementi che riescono a dare coesione e vitalità a una produzione scenicamente sobria, ma capace comunque di restituire la tensione teatrale dell’opera di Bizet.

Pubblicato in: 
GN22 Anno XVIII 30 marzo 2026
Scheda
Titolo completo: 

Montevideo, Teatro Sodre
Carmen
Opéra-comique in quattro atti
Musica    Georges Bizet
Libretto    Henri Meilhac e Ludovic Halévy
Fonti letterarie    Prosper Mérimée, Carmen (1845)
9-15 marzo 2026
Regia: Emilio Sagi
Direzione musicale: Beatrice Venezi
Scenografia: Daniel Bianco
Coreografie: Nuria Castejón
Luci: Eduardo Bravo

Cast principale:
Carmen: Nancy Fabiola Herrera
Don José: Marcelo Álvarez (7, 9, 13 e 15 marzo), Rafael Dávila (11 marzo)
Micaela: Verónica Cangemi
Escamillo: César Méndez Silvagnoli

Insieme all'Orchestra Sinfonica Nazionale, al Coro Nazionale e al Coro di Bambini di Sodre.

Ballerini ospiti: selezione speciale diretta da Nuria Castejón