- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Nexus. Il Giubileo secondo Caravaggio
Previsto come evento speciale nelle sale i prossimi 1, 2, 3 dicembre, il film documentario Caravaggio a Roma, Il viaggio del Giubileo, è un excursus proprio a cavallo del Giubileo che visse il pittore di Roma, nel 1600. Nelle immagini degli affreschi del lombardo riconosceremo le chiese e le basiliche affrescate dal Merisi, riscoprendo quelli che sono dipinti come i Luoghi dell'infinito, pre riprender eil nome della rivista iconografica e pregiata che attraverso i suoi autori, come lo storico Prof. Franco Cardini e lo Storico dell’arte Prof. Claudio Strinati, ci raccontano nel film.
Il film è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios in partecipazione con SKY e in collaborazione con Avvenire e con Gallerie d’Italia-Intesa Sanpaolo ed è diretto da Giovanni Piscaglia su soggetto di Didi Gnocchi, con la sceneggiatura di Eleonora Angius e la voce narrante di Mario Cordova. E' inoltre realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del MIC.
Si parte dall’Anno Santo del 1600 che per Michelangelo Merisi (1571-1610) segnò la svolta per la sua carriera di pittore: fu incaricato di dipingere due tele che furono la Vocazione e il Martirio di San Matteo.
Quel che colpisce di questo pittore popolano, rustico nella vita e che ritrae la gente umile, - ci viene in mente il romanzo Povera gente di Fjodor Dostoevskij del 1846, che li racconta, i poveri - financo rappresentando con essa i propri committenti, come nel quadro della Madonna dei Pellegrini o di Loreto nella Chiesa di Sant'Agostino in Campo Marzio: come scrive Gian Pietro Bellori, "In Santo Agostino si offeriscono le sozzure de'piedi del Pellegrino" (in Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni, Roma 1672, pp. 202-15, ed. 1976 di E. Borea, pp. 211-33). Poichè i pellegrini si sporcavano i piedi nel camminare da casa fino alla Porta e poi alla Scala Santa a Roma, chiaramente non possono averli lindi, come coloro che non si stancano nel procedere e magari viaggiano in carrozza.
Ecco, Caravaggio, nato nel giorno di San Michele Arcangelo, il 29 settembre 1571, e così appellato Michelangelo, è colui che meglio rappresenta nelle tele il conflitto interiore che lo ha dilaniato: questa oscurità, tutta proveniente dall'interno, che scava rughe financo nel giovane Bacco malato che ritrae sé stesso; negli occhi di Golia, la cui testa Davide mostra triste e pensieroso, è un pittore che ha varcato le soglie del "suo" Giubileo per giungere al nostro, per insegnare che prima di tutto bisogna commiserare la "povera gente", averne compassione, stemperando quella violenza frutto soprattutto della necessità, della penuria, della pena.
Ecco, allora, fate i pellegrini e seguitelo almeno in queste due chiese - dopo aver visitato la Chiesa di Sant'Agostino sovracitata - dove potrete ammirare le sue opere come dei "pellegrini": cominciate da Largo Toniolo, dietro Piazza Navona e dopo il Pantheon, dove nella Chiesa di San Luigi dei Francesi troverete la Cappella Contarelli con tre capolavori: Vocazione di San Matteo, Martirio di San Matteo e San Matteo e l'Angelo, tutte dipinte a cavallo del Giubileo caravaggesco, tra 1599-1600.
A Piazza del Popolo, di fronte all'alto obelisco, entrate nella Basilica di Santa Maria del Popolo: nella Cappella Cerasi si trovano la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo, entrambi opere del Giubileo, tra 1600 e 1601.
Abbiamo apprezzato moltissimo le parole dei Prof. Cardini e Strinati che conosciamo bene quanto apprezziamo, e vogliamo aggiungere le parole limpide di Suor Maria Gloria Riva, Fondatrice del monastero delle Adoratrici Perpetue del SS Sacramento di Pietrarubbia, che hanno volto ad avvinare uqi "pellegrini" di allora ai "pellegrini" di oggi, per una catarsi diacronica.



