- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Norimberga. I mostri sono persone normali
Dopo aver diretto film campioni di incassi come The Amazing Spider-Man (2012), Indipendence Day (2016) e Scream (2022): James Vanderbilt, - che ha il cognome della nota famiglia originaria dei Paesi Bassi ed emigrata sulle coste americane fondando un impero fondato sul commercio via mare - ha diretto e scritto Nuremberg, film sui processi di Norimberga, in primis contro Hermann Göring, impersonato da Russell Crowe.
Naturalmente, oltre al Reichmarshall Göring, nel primo dei lunghi processi svoltisi a Norimberga, capitale della Propaganda nazista durante il Terzo Reich, altri notabili furono Rudolf Hess, il medico Robert Ley, Julius Streicher, direttore del periodico antiebraico Sturmer, Martin Bormann (processato in absentia), Karl Dönitz, Hans Frank, Wilhelm Frick, Hans Fritzsche, Walther Funk, Alfred Jodl, Ernst Kaltenbrunner, Wilhelm Keitel, Gustav Krupp von Bohlen und Halbach, Konstantin von Neurath, Franz von Papen, Erich Raeder, Joachim von Ribbentrop, Alfred Rosenberg, Fritz Sauckel, Hjalmar Schacht, Baldur von Schirach, Arthur Seyss-Inquart e Albert Speer. In tutto 24 imputati nel primo processo che inizio il 20 novembre 1945: Göring e Ley si suicidarono dopo la sentenza della pena di morte per impiccagione, gli altri dieci sono in neretto e furono impiccati il 16 ottobre 1946.
Prima però di arrivare al primo processo di Norimberga, in cui vennero rappresentati i quattro stati che vinsero la seconda guerra mondiale - Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Russia - datata 8 maggio 1945 per l'Europa (il 9 per la Russia poichè Stalin volle che si firmasse una seconda resa della Germania), si pose la questione di come condannare i criminali nazisti. Fu deciso di approntare un processo a Norimberga, celebre per le famose parate naziste e per le leggi razziali contro gli ebrei, chiamate comunemente Leggi di Norimberga.
Prima del processo fu deciso di indagare se i gerarchi nazisti fossero in grado di attendere un processo e quindi fossero mentalmente stabili: per questo furono chiamati dei medici competenti, tra cui lo psichiatra Douglas Kelley, impersonato dall'attore Rami Malek. La strana espressione dell'attore, che ha un visto quasi con il labbro leporino e dal "muso un pò alla joker", ha qualcosa di inquietante ed indefinibile nel volto, che denota una certa ambiguità che viene avvalorata dal suo comportamento (dal punto di vista dei suoi commilitoni).
Al processo partecipano in primis i quattro accusatori delle quattro nazioni vincitrici: il primo è Robert H. Jackson (nella parte Michael Shannon), il capo del Consiglio Americano del Tribunale Militare Internazionale (IMT) ed il Generale Sir Hartley Shawcross (impersonato da John M. Slattery jr.); gli altri due, il francese François de Menthon (poi sostituito da Auguste Champetier de Ribes) ed il russo Luogotenente Generale Roman Andreyevich Rudenko non sono rappresentati nel film.
Il film si gioca soprattutto intorno al rapporto tra Hermman Göring (Russell Crowe) ed il medico Douglas Kelley (Rami Malek), e secondariamente sugli altri illustri imputati come Rudolf Hess, Julius Streicher e Robert Ley, che sono gli unici con cui intesse un rapporot minore.
Agli imputati vengono anche somministrati dei questionari basati sulle macchie di Rorschach (inventate nel 1921 dallo psicologo svizzero Hermann Rorschach), dei mezzi psicodiagonistici per stabilire se gli imputati erano sani di mente.
Douglas Kelley esaminò 22 degli imputati nazisti che diedero origine ad un libro pubblicato nel 1946,"22 Cells in Nuremberg" (pubblicato nel 1947; titolo in italiano: 22 celle a Norimberga) dal quale il giornalista Jack El-Hai prende spunto per scrivere il suo The Nazi and the Psychiatrist (pubblicato nel 2013; in italiano: Il nazista e lo psichiatra) fondando la storia principale sulla relazione che intercorse fra il dottor Kelley e il Reichsmarshall Herman Göring.
Naturalmente questo è il primo dei processi di Norimberga, ne seguirono altri fino al 1949 che imputarono reati ai medici, ai guidici, agli industriali, uno per tutti il caso Krupp, e quello alla IG Farben, che produceva il veleno Zyklon B usato per le "docce mortali" nei campi di concentramento per la Soluzione Finale (lo sterminio degli ebrei, degli omosessuali, di chi non era "geneticamente valido", e di tutti i "dissenzienti" o reputati tali dal regime nazista).
La questione del coinvolgimento di un americano come Ivy Lee (che difese John D. Rockfeller e gli ripulì l'immagine dopo il massacro dei suoi operai per uno sciopero a Ludlow nel 1914) nella propaganda nazista, citato in molti documenti riguardanti i processi di Norimberga, attende di essere esaminato approfonditamente in un film, insieme alla questione della IG Farben (oggi Bayer) e al programma Aktion T4, sull'eutanasia che coinvolse migliaia di medici tedeschi, che stilarono decreti di morte per i loro pazienti: uno dei film che ne parla di mia conoscenza è Werk Ohne Autor (Opera senza autore, del 2018, di Florian Henckel von Donnersmark). In proposito consiglio la lettura del libro, molto ben documentato, di Enzo Pennetta, Il punto Omega.
La questione che pone alla fine il dottor Kelley con il suo comportamento presentato come "ambiguo" è alla base della vita umana poiché essere umani significa comportarsi con umanità quindi con coscienza e morale che sono i presupposti dell'etica: se ci si rifiuta di essere umani con coloro che sono stati disumani si va contro il principio dell'etica in assoluto, poichè quest'ultimo è propedeutico alla vita umana e al proseguimento della vita umana. Il perdono di matrice Cristiana - lontano da certi principi protestanti e ancor di piu' da altre religioni "vendicative" - ha come scopo il proseguimento della vita quindi la compassione; il compatire è squisitamente umano è proprio ciò che ci distanzia dall'essere disumani e dal comportamento di massacratori che oggi hanno un altro nome.
Quindi ha ragione il dottor Kelley quando termina la sua presentazione alla radio del suo libro "22 Cells in Nuremberg" (pubblicato nel 1947; titolo in italiano: 22 celle a Norimberga) ovvero ciò che rende un essere umano un criminale è la sua disumanità, e la mancanza di consapevolezza di esserlo è in primis ciò che impedisce di muoversi a compassione per chiunque: ed è per questo che lui compatisce anche il criminale che ha di fronte, per non diventare come lui. Richard Wagner nel Parsifal (1882), ultima sua opera fondata sui principi cristiani, asserisce: "Durch Mitleid wissend", "conoscere attraverso la compassione", e la parola stessa significa "patire con", la stessa passione di un altro.
"I mostri sono le persone normali" come c'erano i cecchini italiani, ovvero persone comuni, che hanno pagato per andare a sparare sui civili nella Sarajevo bombardata (l'assedio della città è durato 4 anni) su cui la Procura di Milano sta indagando; "allora come oggi", come dichiara nel finale lo psichiatra Douglas McGlashan Kelley (1912-1958) "dobbiamo renderci conto che chi ha perpretrato queste atrocità sono persone comuni e che queste possono accadere anche in un paese democratico come il nostro, gli Stati Uniti d'America".
Nel 1958 il Dottor Kelley si suicida ingerendo una pillola di cianuro, come Hermman Göring prima di essere giustiziato.
Aggiungo che oggi è veramente arduo credere ai propri occhi e vedere che in Palestina, contro i civili palestinesi, siano essi donne o bambini, vecchi oppure infermieri e medici, si adoperino gli stessi metodi di marca nazista da parte di un popolo, quello israeliano, che ha subito il genocidio del proprio durante la seconda guerra mondiale.



