- Articolo di:Giulio Migliorini
Al Teatro alla Scala di Milano nel mese di febbraio la stagione d’opera 2025 - 2026 ha raggiunto il suo secondo titolo: Götterdämmerung, terza giornata dell’Anello del Nibelungo in un prologo e tre atti, libretto e musica di Richard Wagner, viene messa in scena per un totale di cinque rappresentazioni tra il 1° e il 17 febbraio, con direzione d’orchestra di Alexander Soddy e Simone Young, regia di David McVicar.
Opera al Nazionale. Offenbach e la sua metamorfosi felina
Il maestro dell'operetta Jacques Offenbach è approdato al Teatro Nazionale in due serate, il 22 ed il 23 gennaio scorsi con Fabbrica Offenbach. La stagione 2025-2026 Doppio Sogno del Teatro dell’Opera di Roma si è ravvivata con due titoli in un nuovo allestimento: Un mari à la porte e La Chatte métamorphosée en femme affidati agli artisti di Fabbrica – Young Artist Program, il percorso sostenuto da Banca del Fucino, che dal 2016 il Teatro dedica alla formazione di cantanti, maestri collaboratori, registi, scenografi, costumisti e lighting designer.
"Meow!", se volessimo riassumere efficacemente l'operetta ludibriosa di Offenbach La Chatte métamorphosée en femme (Il gatto trasformato in donna) tratta da una favola di La Fontaine, a sua volta ispirata a La gatta Afrodite di Esopo, che è dedicata ad un ovvio doppio del femminile in animale, ovvero una gatta, dovremmo proprio adoperare questa onomatopeia, e ripeterla. Poichè è dal momento in cui Minette (la gattina) si trasforma in gatta (perlomeno così viene fatto credere all'ingenuo Guido - interpretato dal giovane cinese Jiacheng Fan - che diventa oltremodo licenziosa l'opera, sempre però con raffinatezza ed educazione. Financo per la povera governante Marianne (Irene Zas Martinez), che quasi perderà il lavoro per la metamorfosi. Il brillante soprano russo-israeliano (classe 1999) Sofia Barbashova, rapisce il pubblico con le sue moine ed i suoi miagolii, intervallati dal canto in francese. La Chatte métamorphosée en femme (1858) riesce anche ad approfondire con qualche battuta sferzante la situazione femminile e fa dire a Minette: "Da gatta ero libera e potevo uscire quando volevo, ora sono rinchiusa qui in casa e sottomessa" (rivolta a Guido).
Tipica "operetta-bouffe", Un mari à la porte (Un marito alla porta, 1859) è un'operetta breve, satirica e basata sull'equivoco e dal ritmo frenetico: Florestan (Guangwei Yao) è un musicista al verde, ed è inseguito da un funzionario; per scappare entra in una casa dove sta preparandosi una sposa per il suo matrimonio insieme alla sua migliore amica. Rosita, l'amica di Suzanne, è impersonata dal soprano Jessica Ricci mentre Maria Elena Pepi (mezzosoprano) recita come Suzanne: lo scambio continuo ed in crescendo di battute attraverso arie spiritose e duetti vivaci rende l'operetta ilare e trascinante; anche per l'apporto del simpatico tenore Guangwei Yao.
Dopo trent'anni, Offenbach torna in una produzione leggera e divertente con voci strepitose ed una messiscena filologica e minimalista della regista polacca Kamila Straszynska, che si è formata all’Accademia “Aleksander Zelwerowicz” di Varsavia, poi ha proseguito al DAMS di Bologna e all’Accademia “Silvio d’Amico” di Roma. Dal 2019 cura spettacoli di prosa in teatri di Roma, Varsavia e Lima, dal 2023 realizza per la Filarmonica Nazionale di Varsavia spettacoli musicali per bambini e collabora con PAV per Fabulamundi.
Ai pianoforti Elettra Aurora Pomponio e Maki Hamada hanno suonato versione musicale per due pianoforti curata da Giorgio Gori; le scene sono state curate da Sofia Sciamanna, i costumi da Virginia Blini e le luci da Zofia Pinkiewicz.
Divertenti e rubiconde, le due operette hanno allietato l'intero pubblico che ha lungamente applaudito.


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