- Articolo di:Livia Bidoli
Un'opera di Gioachino Rossini molto particolare, con vari finali, che torna con grande verve al Teatro dell’Opera di Roma dopo ventidue anni: la regia della palermitana, ora di stanza a Roma, Emma Dante, ed il Direttore musicale del Costanzi Michele Mariotti sul podio, al suo debutto per questo melodramma eroico rossiniano. Tancredi è stato accolto con un tutto esaurito in tutte le serate, dal 19 al 29 maggio scorsi.
Opera di Roma. La Cuba di Henze al Teatro Nazionale
Nel centenario della nascita di Hans Werner Henze (1926–2026), il Teatro dell'Opera di Roma ha reso omaggio al grande compositore tedesco con due titoli profondamente legati a Cuba e alla letteratura di Miguel Barnet: La piccola cubana ed El Cimarrón, in scena al Teatro Nazionale dal 15 al 21 maggio 2026.
Henze — tra i maggiori compositori del secondo Novecento e fondatore del Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, laboratorio estivo che da decenni mette in dialogo musicisti, direttori d'orchestra, scenografi e librettisti a cavallo della Val d'Orcia e della Val di Chiana — ha fatto del teatro musicale uno spazio di impegno civile e di contaminazione culturale. L'Opera di Roma ha dedicato negli anni particolare attenzione alla sua produzione, e questo doppio appuntamento ne conferma la fedeltà a un universo artistico che intreccia ricerca musicale, letteratura e responsabilità sociale.
Entrambi gli spettacoli sono stati firmati dal drammaturgo e regista Michael Kerstan — presidente della Fondazione Hans Werner Henze e già suo assistente personale — che ne ha curato regia, luci e scenografie. Per La piccola cubana la direzione musicale è stata affidata a Roland Böer, direttore tedesco di lungo corso internazionale e già direttore musicale del Cantiere di Montepulciano dal 2009 al 2020; El Cimarrón, invece, è stato eseguito senza direttore d'orchestra, secondo la tradizione del recital cameristico.
La piccola cubana è un vaudeville in cinque scene tratto dal romanzo-testimonianza Canción de Rachel (1969) di Miguel Barnet, con libretto di Hans Magnus Enzensberger. Presentata in prima italiana in questo allestimento, l'opera racconta la vita romanzata di Elsa Borges, in arte "Rachel", attraverso una messa in scena che alterna cantanti e attori. Protagonista indiscussa della serata è stata l'attrice Jeannine Hirzel nei panni della Rachel anziana, affiancata dal soprano Flávia Stricker nella parte della Rachel giovane — una presenza scenica che ha mantenuto vivo il palcoscenico per l'intera durata di circa due ore e mezza. Completano il cast Johanne Dähler (Ofelia), il mezzosoprano Julia Deit-Ferrand e il tenore Stuart Patterson, con i costumi di Christine Knoll e il sound design di André Lammert.
El Cimarrón è invece una biografia in forma di recital basata sulla vita di Esteban Montejo, schiavo fuggitivo (cimarrón, in spagnolo) nato nel 1860 a Cuba, che visse la schiavitù, la Guerra d'Indipendenza e poi la Repubblica. La sua testimonianza diretta, raccolta da Barnet in Biografia de un cimarrón (1966) e adattata musicalmente da Enzensberger, è considerata un classico della letteratura cubana del Novecento. Il recital, presentato per la prima volta nel 1970 all'Aldeburgh Festival, è affidato alla voce baritonale di Robert Koller — che partecipa anche a La piccola cubana — con Christina Schorn-Mancinelli alla chitarra, Ivan Mancinelli alle percussioni e Camilla Hoitenga al flauto. I quattro formano l'El Cimarrón-Ensemble, che porta in tournée questo spettacolo da venticinque anni in Europa e negli Stati Uniti.
Nonostante La piccola cubana offra una messa in scena più elaborata, è El Cimarrón a risultare lo spettacolo più incisivo dei due. La storia di Montejo porta con sé una forza narrativa immediata e bruciante: la schiavitù, la fuga, la solitudine nella foresta. Temi che non appartengono solo alla storia, ma che risuonano con inquietante attualità in un presente in cui lo sfruttamento dell'essere umano sopravvive attraverso i meccanismi del lavoro neoliberista e della guerra — strumento del potere per dividere gli uomini anziché unirli. Se c'è un elemento consolatorio in questo racconto, è la natura: la foresta che accoglie e protegge il fuggitivo dai padroni violenti. Ieri come oggi.
In ultimo riportiamo quello che ha detto Barnet a fine serata della prima dello spettacolo, il 17 maggio, a proposito dell'embargo disumano posto a Cuba, che sta sterminando la popolazione, già stremata da anni: "Cuba vivrà, e resterà libera, Viva Cuba, Viva la Revolution!".



