Opera di Roma. Liquidità coreografica in Trittico

Articolo di: 
Livia Bidoli
I Feel the Earth Move

Fortemente voluto da Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, il Trittico che il Teatro dell'Opera di Roma ha portato in scena al Costanzi dal 17 al 22 marzo rappresenta uno dei momenti più ambiziosi della stagione 2025/26: tre coreografie in prima romana, tre linguaggi distinti, tre decenni di danza contemporanea convocati in una sola serata. Il risultato è uno spettacolo di rara varietà, in cui ciascuno dei tre episodi mantiene una propria identità netta, pur nella comune matrice del movimento accademico portato ai suoi limiti espressivi.

Spring and Fall — John Neumeier
Musica di Antonín Dvořák, Serenata per archi — Direttore Daniel Capps

Il balletto che apre la serata porta la firma di John Neumeier (nato nel 1939 a Milwaukee), coreografo statunitense da cinquant'anni alla guida dell'Hamburg Ballett (dal 1973) che ha creato nel 1991 sulla trascinante (in specie il secono movimento) e celebrissima Serenata per archi op. 22 di Dvořák. Il titolo della coreografia gioca sull'ambiguità della lingua inglese: Spring and Fall sono la primavera e l'autunno, ma anche lo slancio (lo "zampillare", anche in senso metaforico) e la caduta, i principi fondamentali del movimento teorizzati da Doris Humphrey. È un'ambiguità che Neumeier abita con eleganza, costruendo un balletto flessuoso, sospeso, in cui le due stagioni si intercalano e si scambiano l'una nell'altra senza mai risolversi in una sintesi definitiva.

Questa sospensione è al tempo stesso il pregio e il limite dell'opera. La coreografia ha una qualità liquida, quasi onirica, ma manca di un centro drammatico che la ancori: si ha l'impressione di assistere ad un'idea bellissima e incompiuta, o deliberatamente aperta, lasciata vibrare senza conclusione. L'orchestra capitolina, diretta da Daniel Capps, restituisce la Serenata di Dvořák con limpidezza, sostenendo una danza che vive soprattutto nei suoi momenti solistici. Sono i protagonisti, infatti, a dare intensità vera alla pièce: nei loro movimenti e nelle loro intenzioni abita qualcosa di necessario che nei gruppi tende a dissolversi. Il corpo di ballo nel suo insieme si distingue per una levità straordinaria, ma è nei pas de deux e nelle figurazioni individuali che Spring and Fall rivela la sua cifra più autentica.

Echoes from a Restless Soul — Jacopo Godani
Musica di Maurice Ravel, Gaspard de la Nuit — Pianoforte Massimo Spada

Con il secondo balletto la serata cambia registro in modo radicale. Echoes from a Restless Soul, creato da Jacopo Godani nel 2016 per la Dresden Frankfurt Dance Company e qui ripensato per i danzatori romani in occasione del suo debutto all'Opera di Roma, è una pièce di atmosfera cupa e visionaria, gotica nel senso più nobile del termine. La fonte musicale è Gaspard de la Nuit di Maurice Ravel, una favola gotica che prende forma nei poemi sinfonici di Ravel. Gaspard de la nuit è scatenato dai poemi oscuri di Aloysius Bertrand (1807-184; la raccolta è stata pubblicata postuma nel 1842), che titolano al diavolo, detto in francese anticamente proprio come il titolo, il custode di gioielli oscuri, dall'etimologia persiana, accentuando il valore allusivo ed esotico del nome.

Eseguita dal vivo dal pianista Massimo Spada con un'intensità delineata con precisione, espone con nitidezza l'apertura brillante della partitura con Ondine, conducendo l'ascolto attraverso la già neritudo di Le gibet fino alla chiosa finale di Scarbo — lo gnomo notturno di Bertrand, ritratto da Ravel con musica di crescente frenesia oscura — dove il suono si fa via via più efferato e macabro, trascinando con sé la danza verso un'esasperazione espressiva di grande effetto.

Godani, che firma anche scene, costumi e luci, costruisce uno spazio scenico volutamente austero, attraversato da un unico occhio di bue che dall'alto a sinistra proietta fasci di luce obliqua sui danzatori. I costumi sfarzosi e scintillanti emergono dal buio con una precisione quasi geometrica, e geometrica è davvero la parola chiave per leggere questa coreografia: i ballerini disegnano sul palco rombi, punte, figure angolari, agitano le mani verso l'alto in gesti che sembrano aspirare a qualcosa di verticale, di assoluto. Le circonvoluzioni d'insieme creano masse compatte, cristalline, quasi grappoli di gemme o frammenti di diamante che si coagulano e si disperdono secondo una logica interna rigorosa.
I pas de deux e i quartetti sono di un'intensità notevolissima: è qui che lo stile Godani — tecnica classica portata oltre se stessa, senza cedimenti narrativi — raggiunge la sua espressione più compiuta. La coreografia trasmette un senso di rigoglio teso verso l'alto, un'energia verticale e appuntita che non lascia indifferenti.

I Feel the Earth Move — Benjamin Millepied
Musica di Philip Glass (da Liquid Days ed Einstein on the Beach, su base registrata)

Il trittico si chiude con il balletto più compiuto della serata, quello in cui forma, intenzione e emozione trovano la loro sintesi più piena. I Feel the Earth Move, creato da Benjamin Millepied nel 2017 per l'American Ballet Theatre di New York, porta in scena i danzatori su un palcoscenico completamente libero da scene e sipari — una scelta deliberata del coreografo francese per restituire alla danza la sua immediatezza, sottrarla al velo della finzione scenografica. Il gesto funziona: la nudità dello spazio amplifica ogni movimento, ogni incontro tra i corpi.

La musica di Philip Glass — attinta da Liquid Days e da Einstein on the Beach — è il tappeto su cui Millepied costruisce una coreografia quasi atletica, fatta di assoli, duetti ed ensemble che si susseguono senza respiro. Il minimalismo di Glass, con le sue pulsazioni ritmiche e le sue espansioni melodiche, trova nella danza un corrispettivo perfetto: il movimento è un crescendo continuo, una tensione che si accumula fino a un finale improvviso, lapidario, che lascia il segno.

La scena più bella della serata è probabilmente quella che vede una coppia di danzatori soli — lei minuta, lui dalla presenza fisica imponente: Giorgia Calenda e Claudio Cocino — su uno sfondo nero attraversato da una luna centrale, in un quadro che è insieme romantico e gotico, tenerissimo e inquietante. Intorno a questo nucleo, il resto della coreografia si afferma attraverso sequenze corali di grande forza visiva: i corpi si allacciano e si separano secondo una ritmica precisa, formando configurazioni che ricordano le geometrie di Godani ma con una lirica interiore del tutto diversa, più calda, più umana.

I costumi firmati da Ferrari Style disegnati da Rocco Iannone — portano in scena un'eleganza sobria e contemporanea, perfettamente integrata nella visione coreografica.

Le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, i primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano,  Claudio Cocino, Michele Satriano ed i solisti Simone Agrò, Mattia Tortora danno prova di una tecnica eccelsa e di una presenza scenica che eleva l'intera serata.

Il Trittico Neumeier / Godani / Millepied è uno spettacolo che convince nel suo insieme e in modo crescente: dalla bella incompiutezza di Neumeier, attraverso il rigore oscuro di Godani, fino alla pienezza emozionale di Millepied. Tre linguaggi, una sola compagnia capace di abitarli tutti con autorevolezza. Un'occasione rara per il pubblico romano, e una conferma della direzione artistica di Abbagnato verso un repertorio contemporaneo di qualità.

Il pubblico intervenuto ha applaudito a lungo e gradito tutte e tre le coreografie, applaudendo anche i pas de deux piu' notevoli.

Pubblicato in: 
GN21 Anno XVIII 23 marzo 2026
Scheda
Titolo completo: 

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

DOPPIO SOGNO – STAGIONE 2025/2026

Neumeier / Godani / Millepied

SPRING AND FALL
Musica di Antonín Dvořák
Direttore Daniel Capps
Coreografia e costumi John Neumeier
Assistente alla coreografia Sasha Riabko

ECHOES FROM A RESTLESS SOUL

Musica di Maurice Ravel
Pianoforte Massimo Spada

Coreografia, scene, costumi e luci Jacopo Godani
Assistenti alla coreografia Zoe Lenzi e Vincenzo De Rosa, Nicolas Le Riche

I FEEL THE EARTH MOVE Musica di Philip Glass (su base registrata)
Coreografia Benjamin Millepied
Assistente alla coreografia Daisy Jacobson, Allister Madin
Costumi Ferrari Style by Rocco Iannone
Luci Brad Fields

INTERPRETI PRINCIPALI

Alessandra Amato, Susanna Salvi
Federica Maine, Marianna Suriano, Simone Agrò, Claudio Cocino, Michele Satriano

Orchestra, Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

TEATRO COSTANZI
Anteprima Giovani domenica 15 marzo, ore 16.30

Prima rappresentazione martedì 17 marzo, ore 20

Repliche
mercoledì 18 marzo, ore 20
giovedì 19 marzo, ore 20
venerdì 20 marzo, ore 20
sabato 21 marzo, ore 15 e ore 20
domenica 22 marzo, ore 16.30