- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Opera di Roma. Marco Spada, l'altalena dei passi di Lacotte
La sontuosa rarità del balletto Marco Spada, che vide Rudolf Nureyev ballare questa meravigliosamente raffinata coreografia del francese Pierre Lacotte (1932-2023) proprio al Teatro Costanzi, è andata in scena dal 24 al 29 ottobre in questo teatro. A due anni dalla scomparsa del coreografo, il Teatro dell'Opera di Roma chiude la stagione di balletto 2024/25 con un suo allestimento storico del 1981, creato appositamente per il Teatro Costanzi.
Il primo balletto dedicato al brigante romano Marco Spada fu quello del 1857, su musica di Daniel-François-Esprit Auber, libretto di Eugène Scribe e coreografia di Joseph Mazilier (1801-1868), in prima assoluta al Theatre Imperial de l’Opéra di Parigi. Lacotte lo riprese, presentandolo il 15 marzo 1981 con una coreografia nuova e leggera, complessa nei numeri ed ariosa nella sua cinetica espressione danzante.
Nella città che vediamo nelle scene, Roma, torna gloriosamente con una edizione godibilissima ed un triplo cast che si nutre di internazionalità: i russi Igor’ Cvirko (Marco Spada: 24; 25 ore 20; 28; 29) e Dmitrij Vyskubenko (Federici: 26; 28), rispettivamente Principal Dancer e leading soloist del Teatro Bol’šoj ed entrambi al debutto a Roma, insieme alla danzatrice ucraina Iana Salenko (Angela: 24; 25 ore 20; 28), Principal Dancer dello Staatsballett Berlin. Con Salenko si alterna la solista Marta Marigliani (25 ore 15; 26; 29); con Cvirko l’étoile Alessio Rezza (25 ore 15; 26); con Vyskubenko Simone Agrò (24; 25 ore 20) e Mattia Tortora (25 ore 15; 29). L’étoile Alessandra Amato è la Marchesa (26; 28) in alternanza con le prime ballerine Marianna Suriano (24; 25 ore 20) e Federica Maine (25 ore 15; 29); Pepinelli è interpretato dai primi ballerini Claudio Cocino (24; 25 ore 20) e Michele Satriano (26; 28) e dal solista Giacomo Castellana (25; 29). In scena in tutte le sette recite il Corpo di Ballo della Fondazione capitolina. L’Orchestra è diretta dall’esperta bacchetta di David Garforth. Alla produzione partecipano gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Rom Jean-Michel Désiré. Riprende la coreografia Anne Salmona diretta da Eleonora Abbagnato. Le luci sono di Jean-Michel Désiré. Riprende la coreografia Anne Salmon.
Il cast principale che abbiamo seguito è stato quello internazionale, con Igor’ Cvirko ad interpretare il ruolo principale di Marco Spada; Dmitrij Vyskubenko in quello di Federici; la ballerina ucraina Iana Salenko nella parte di Angela; l’étoile Alessandra Amato è la Marchesa; nella parte di Pepinelli Michele Satriano.
La trama ruota intorno al brigantaggio ed all'amore contrastato tra il conte Federici e Angela, figlia illegittima del bandito Marco Spada, che cerca di nascondere la sua identità per sposare l'uomo che ama. Federici è promesso alla Marchesa Sampietri, che è invece amata dal capitano dei dragoni Pepinelli. Alla fine, durante uno scontro tra dragoni e banditi, Marco Spada, in punto di morte, rivela che Angela non è sua figlia, rimuovendo l'ultimo ostacolo al matrimonio tra Federici e Angela e permettendo a Pepinelli di sposare la marchesa.
Auber ha dato vita a Marco Spada con la musica da sue celebri opere precedenti, come Fra Diavolo, La Barcarola, Figliol Prodigo ed altre. Joseph Mazilier ha tradotto in una storia intricata e divertente le vicende romanzate del bandito, creando un movimentato balletto in cui nobili e non si mischiano, insieme ad ufficiali, sempre con costumi disegnati da Lacotte, che sono di una bellezza ipnotica per colori, turchini, rossi in tutti i mélange, dal porpora al fuscia al rosa tea; i bianchi eburnei e d'alabastro; le organze dei tutù; cappelli a punta dei banditi; mantelli di broccato rosso e verde; sete caleidoscopiche; una ricchezza inifnitamente ineguagliabile in cui i ballerini si sono mossi tutti con estremo agio e levità. I passi tutti concordati come su un'altalena di leggerezza; sembra di vedere il raro "I fotunati casi dell'altalena" di Fragonard, un rococò appena accennato nei tessuti limpidissimi e nei balli di gruppo perfetamente sincronizzati con i passi dei solisti.
Spicca su tutti la ballerina ucraina Iana Salenko, interprete di Angela, che conosciamo da anni per la preparazione e la flessuosità precisa dei movimenti; arabesques e pas de bourrée amalianti, sia con l'amato Federici, il russo Dmitrij Vyskubenko sia col padre sulla scena, Marco Spada, interpretato da Igor’ Cvirko. Dmitrij Vyskubenko ha studiato al Bol’šoj diventando primo ballerino nel 2017 allo Bayerische Staatsballet di Monaco di Baviera, ed ha ricoperto il ruolo principale nel film Mio padre Baryshnikov del 2011, diretto in Russia da Dmitrij Povolostky. Vyskubenko ha intrpetretato con molta grazie e circospezione nei movimenti il sensibile Federici. Per Igor’ Cvirko, il ruolo del titolo è d'elezione e ricopre al Bol’šoj il ruolo di primi ballerino dal 2007; il ruolo di Marco Spada è arduo soprattutto per l'interpretazione, che consiste anche in una ironica attorialità (le scene col frate cui ruba la borsa, ad esempio), ed in quest'ultime, come nella compassionevole recitazione con la figlia Angela, è stato particolarmente lanciato. La Marchesa di Alessandra Amato, étoile all'Opera di Roma è stata una gradevolissima scoperta, per la leggiadria dei movimenti; il primo ballerino Michele Satriano è stato un credibilissimo Pepinelli, innamorato e comico nella scena del baule, assolutamente master della parte.
David Garforth, una presenza continua al Costanzi per il balletto, ha assicurato una direzione coerente ed attenta dell'Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, ricevendo appalusi per sé, gli strumentisti ed un affettuoso abbraccio insieme ai ballerini, compresi i deliziosi Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.



