- Articolo di:Teo Orlando
Giovanni Bellucci ha inaugurato a Roma la sua stagione concertistica il 9 gennaio 2026. La venue è stata, anche questa volta, la Sala Riario dell’Episcopio di Ostia Antica (che appartiene, non dimentichiamolo, al comune di Roma, checché ne dicano alcuni velleitari secessionisti). Ad attenderlo un vasto pubblico, con alcuni aficionados che seguono il Maestro da anni.
Opera di Roma. Schiaccianoci, il Sogno di Natale
Lo Schiaccianoci è un'incantevole favola coniata dallo scrittore e compositore tedesco E.T.A. Hoffmann, tratto dal racconto Lo schiaccianoci e il re dei topi (Nussknacker und Mausekönig, 1816) ed in parte dalla versione già edulcorata di Alexandre Dumas (Histoire d'un casse-noisetteStoria di uno schiaccianoci). Questa volta sarà sulla scena con la coreografia di Paul Chalmer, coreografo canadese classe 1962, ispirata alle meravigliose coreografie russe del capolavoro per balletto di di Pëtr Il’ič Čajkovskij datato 1892. Dal 17 dicembre fino all'ultima sera dell'anno, il 31 dicembre, sarà sul palcoscenico del Teatro dell'Opera di Roma.
Paul Chalmer è tornato all’Opera di Roma per la sua nona produzione dopo quelle firmate tra il 2000 e il 2019, tra cui La Bella addormentata, sempre sulle musiche del Maestro russo per antonomasia del balletto. Per la direzione di questa edizione, troviamo un grande conoscitore del balletto, di casa al Costanzi, Nir Kabaretti - Carlo Donadio il 27, 28, 30, 31-, che ha diretto con sicurezza l’Orchestra capitolina, che lo conosce e lo segue a sua volta. Ben 14 le levate di sipario per questo Schiaccianoci che accoglie due stelle internazionali come Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre al debutto al Costanzi, e Jacopo Tissi, già apprezzato su questo palcoscenico in Giselle, Il Corsaro e La Bayadère. I due ballerini ospiti interpretano la Fata Confetto e il suo Cavaliere.
Alla base del balletto c'è la musica di Čajkovskij che, come negli altri noti balletti Il lago dei cigni e La bella addormentata, è chiaramente ispirata e istrionata dalla passione russa per gli incantevoli balletti di Delibes e Adam e che, con il più “occidentale” dei compositori russi del periodo, giunge ad elevarsi alle alture sinfoniche che delle sue danze sono intessute: pensiamo alla Quarta Sinfonia con il pizzicato-polka, alla Quinta con il valzer e alla Sesta, la Patetica del suo gran finale, con una veloce marcetta, senza mancare l'Onegin con una marcia e una polacca. Il balletto si annovera nella storia della musica come la prima volta che viene adoperata la celesta, strumento appena inventato e dal suono ovattato, e per cui Čajkovskij scrisse il numero della Danza della fata confetto.
Per il balletto Lo Schiaccianoci, Il racconto originale è tratto da una raccolta piuttosto inquietante dal titolo I fratelli di San Serapione di E.T.A. Hoffmann, pubblicata nel 1819. Tra questi il freudiano L’uomo della sabbia. Echi di questa narrazione si ritrovano nella storia di questo soldatino di legno a forma di schiaccianoci, che si trasforma in principe aiutando la piccola Clara a sconfiggere il Re dei Topi e adoperandosi per perpetuare il mondo dei sogni.
Questa tipica fiaba natalizia ha conservato nel balletto sia la parte minacciosa, relativa alla battaglia tra lo schiaccianoci, Masha e il Re dei Topi, sia la parte squisitamente natalizia importata dalla versione di Alexandre Dumas, ricca di trovate meravigliose e straordinarie.
Altrettanto oniricamente brillante è la scenografia curata da Andrea Miglio, Gianluca Falaschi ai costumi e Valerio Tiberi alle luci. Chalmer, in stretta simbiosi con loro, ha riletto il balletto ideato da Marius Petipa e Lev Ivanov nel 1891-92 con un mix-match tra gotico e favolistico. Con il demiurgo ipnotizzatore Drosselmeyer, interpretato dall'eccellente e inquietante Claudio Cocino con lungo completo nero svolazzante come un vampiro in una casa fin de siècle, dove la Finis Austriae della Secessione spunta nella capigliatura del volto sopra l'orologio, sempre presente a ticchettare.
Gotica ma non troppo, la mise en scène della battaglia tra i soldatini ed i topoloni, compreso lo sparo di cannone (presente nella musica originale) e grande aplomb per i danzatori della danza russa, il Trepak; la danza araba, in cui brilla l'étoile Alessandra Amato, sinuosamente seducente tra due uomini in calzamaglia a rete (scelta non felice, sic!); meravigliano i pas de deux dell'étoile Alessio Rezza, che danza il principe Schiaccianoci con un'incantevole Flavia Stocchi, un afflato percepibile, nell'innocenza dell'amor platonico dettato dal sogno in mongolfiera. Nulla potranno le scimmiette festose e birichine, che festeggeranno insieme alla giovane coppia il celebre Valzer dei Fiori, danzato con ballerine dal tutù verde e con ricamati i petali dei fiori.Tra il ballet blanc dei fiocchi di neve, ed una sciarada col tutù bianco a strisce rosse, come bastoni di zucchero natalizi, nonchè applausi ripetuti e giulivi per la coppia internazionale quanto quella italiana, e la kermesse di danze. Lo Schiaccianoci, come ripete Chalmer, è il Natale: "Non riesco a ricordarne uno senza questo balletto".


