- Articolo di:Teo Orlando
Il concerto che la IUC ha ospitato martedì 31 marzo 2026 nell’Aula Magna della Sapienza, affidato a Veronika Eberle e Dénes Várjon, aveva un disegno programmatico di rara intelligenza: due rapsodie di Bartók, alternate a due sonate di Ludwig van Beethoven e di César Franck, con una disposizione quasi a "canone inverso": ossia, la prima rapsodia di Bartók viene posta all'inizio, a introdurre Beethoven, mentre la seconda a metà, come preludio simbolico a Franck. Simbolicamente, costituiscono, le quattro composizioni, una piccola storia del duo per violino e pianoforte fra Vienna, Budapest e Parigi: dalla Rapsodia n. 2 BB 96a SZ 89 di Bartók si passava alla Sonata op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven; dopo l’intervallo, era il turmo della Rapsodia n. 1 BB 94a SZ 86 e della Sonata in la maggiore di César Franck.
Opera Roma. Inferno, intervista a Lucia Ronchetti
La compositrice Lucia Ronchetti ha partecipato lo scorso 4 febbraio a Palazzo Firenze a Roma, ad una presentazione della sua opera Inferno presso la Società Dante Alighieri: l'evento si è svolto in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma che, dal 19 febbraio al 7 marzo, presenta l'opera contemporanea di Lucia Ronchetti ispirata alla prima cantica della Commedia di Dante Alighieri, in prima assoluta nella versione italiana.
All’incontro sono intervenuti Alessandro Masi, Segretario generale della Società Dante Alighieri, Giuliano Danieli per la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, la compositrice Lucia Ronchetti, il dantista Aldo Onorati e il musicologo Matteo Macinanti, chiamati a riflettere sul rapporto tra poesia, musica e visione, tra tradizione letteraria e scrittura contemporanea. Il Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, Francesco Giambrone, è riuscito a partecipare ex tempore. La conferenza è stata trasmessa in diretta streaming su www.dante.global.
Al termine del convegno, con grande piacere, abbiamo condiviso un'intervista con il Maestro Lucia Ronchetti, molto disponibile.
Domanda: può presentarci il suo Inferno di Dante e come lo ha composto?
Lucia Ronchetti: Il mio Inferno illustra una reinterpretazione operistica dell'Inferno dantesco, evidenziando come la struttura scenica segua il percorso a spirale verso il centro della Terra. A differenza dell'opera lirica convenzionale, i personaggi appaiono una sola volta, emergendo temporaneamente dall'oscurità per esprimere la propria condanna attraverso il parlato o il canto. Figure come Francesca da Rimini e Ulisse sono gli unici a cui è concesso il canto, rappresentando proiezioni profonde delle ansie e dei desideri del poeta. L'autore esplora il potere pericoloso della parola e la sete di conoscenza che accomuna Dante ai suoi protagonisti più celebri. Particolare attenzione è rivolta all'incontro con Brunetto Latini, reso attraverso una contaminazione musicale originale tra ottoni medievali e rock progressivo. L'opera si configura così come un viaggio catartico e umano, dove la musica trasfigura il testo antico in un'esperienza contemporanea e vibrante.
D. L'opera di Lucia Ronchetti si configura come una reinterpretazione della struttura dantesca; può esplicitare come?
L.R. Trasformando la forma tradizionale dell'opera lirica per seguire il percorso ad anfiteatro rovesciato creato dalla caduta di Lucifero, la mia opera presenta una struttura e concezione spaziale a spirale seguendo il viaggio di Dante verso il centro della Terra, un luogo caratterizzato non da fuoco e urla, ma da un silenzio gelido. A differenza dell'opera lirica tradizionale, i personaggi compaiono una sola volta: emergono dal buio della dannazione su un "palcoscenico provvisorio" per dare sfogo ai loro impulsi e poi svanire.
D. Come vengono rappresentate la figura di Dante e degli attori?
L.R. Dante è presente costantemente sotto duplice forma: un attore e un quartetto vocale maschile che lo circonda.
I Dannati: I personaggi che hanno causato problemi personali a Dante sono interpretati da attori con uno stile diretto e aggressivo. La maggior parte dei personaggi parla, poiché il canto è riservato a figure specifiche per le quali Dante prova una particolare empatia.
D. Quali sono i protagonisti del canto?
L.R. I protagonisti sono Francesca e Ulisse: per me il canto rappresenta una trasfigurazione del personaggio. Solo due figure cantano nell'opera, fungendo da specchio delle ansie di Dante:
la prima è Francesca da Rimini: oscilla nel vento insieme a Paolo, che è rappresentato da un violoncello. Le loro voci e lo strumento vibrano all'unisono. L'incontro si focalizza sul potere della parola e della letteratura (il libro di Lancillotto) come arma capace di condurre al peccato.
Ulisse rappresenta il "Dante giovane" che aveva sfidato i dettami religiosi per il desiderio di sapere. La sua scena è concepita come un oratorio all'interno dell'opera, un momento di sospensione narrativa che omaggia anche le versioni musicali di Ulisse composte da Monteverdi e Dallapiccola. Il suo viaggio termina con la visione di una montagna di fumo e l'inabissamento della barca.
D. Ha citato prima Brunetto Latini...
L.R. L'incontro con Brunetto Latini, maestro di Dante, è descritto come estremamente contemporaneo e umano, segnato dalla contraddizione tra l'affetto del poeta e la condanna morale.
Per questo incontro ho scelto di trascrivere la canzone "And You and I" degli Yes (gruppo rock progressivo degli anni '70, N.d.C.). Per la strumentazione ho trasfigurato la melodia con l'uso di ottoni medievali, creando un ponte tra epoche diverse.
D. C'è uno scopo aulico in questa rilettura musicale della più celebre cantica dantesca?
L.R. L'opera mira a rendere il testo antico di Dante ancora accessibile e dotato di un'enorme carica espressiva per il pubblico moderno.




