- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Pavia. Come “Thelma & Louise” ma non troppo...
Le Due vecchiette dirette a Nord, movimentata pièce di Pierre Notte con Angela Malfitano e Francesca Mazza ,andata recentemente in scena al Fraschini di Pavia, è uno spettacolo moderno, permeato di humor francese e con trovate sceniche spesso interessanti.
Per certi versi la trama ricorda un po' Thelma & Louise, ma solo perché parla di un rocambolesco viaggio al femminile verso una meta non troppo precisa. Le analogie con il film di Ridley Scott però si fermano qui, perché nello spettacolo teatrale qualsiasi pretesa di pathos o di azione viene assorbita dal tono incalzante della commedia.
La trama è semplice ma originale: all'indomani della morte dell'anziana madre due attempate zitelle decidono di imbarcarsi in un'avventura che le porterà ad attraversare la Francia per depositare le ceneri della defunta nella tomba di loro padre, trapassato da oltre vent'anni. Un'intenzione che nasce d'impulso come il puro istinto è il Virgilio di tutto il viaggio, giocato in un andirivieni temporale che trascura l'incedere cronologico a favore di un dinamismo che non da tregua.
Così gli spettatori assistono, quasi assorbiti, alle avventure delle protagoniste che, senza mai smettere di battibeccare fra di loro, passano da un locale di ballo a un cimitero, dalla guida di un autobus rubato ad un commissariato di polizia, in un crescendo che sembra inarrestabile.
Rimanere impassibili è cosa ardua. Le stesse scelte scenografiche chiedono attenzione a gran voce, o meglio lo fanno attraverso gli elementi luminosi che, delimitando stanze immaginarie che mutano con la narrazione, investono la platea con un'accecante richiamo alla scena in corso. Il resto che serve lo mettono le attrici, litigiose e frenetiche, parte integrante di un flusso di dialoghi che non trascura momenti di ricordi e tenerezze.
Uno spettacolo moderno che ammicca alle sperimentazioni, felice prodotto di una Comédie-Française che ha molto da dire anche fuori dai patrii confini. Decisamente interessante.



