- Articolo di:Livia Bidoli
Il Teatro dell'Opera di Roma ha deciso di inaugurare la sua stagione 2025-2026, titolata Doppio Sogno, con una delle opere romantiche di Richard Wagner: Lohengrin, che è stata in scena dal 27 novembre, data della prima, fino al 7 dicembre scorso, per cinque recite. Sul podio dell'Orchestra del Costanzi il Direttore Musicale dell'Opera di Roma, M° Michele Mariotti. La regia è stata affidata a Damiano Michieletto con un cast di voci internazionale e di primissimo livello.
Pavia Teatro Fraschini. La commedia umana tra menzogna e ipocrisia
Una commedia come Le bugie con le gambe lunghe - andata in scena al Teatro Fraschini di Pavia tra il 14 e il 16 febbraio 2012 – è l'ennesima dimostrazione di come si possano scatenare riflessioni profonde partendo da spunti apparentemente leggeri.
D'altra parte l'opera porta la firma di un certo Eduardo De Filippo, non proprio uno qualsiasi quando si tratta di mettere sul palco vizi e virtù del nostro Paese e, in generale, dell'essere umano.
È attraverso l'integerrimo personaggio di Libero Incoronato che prende piede una vicenda di menzogne e ipocrisia tanto divertente quanto amara, nella sua realistica adesione alla natura dell'uomo e alla società.
Il protagonista è innamorato di Graziella, donna dal passato torbido, e non osa sposarla per non incorrere negli strali della ristretta mentalità comune del secondo dopoguerra. L'attenzione di Libero, più che ai propri travagli sentimentali, è rivolta alla volontà di maritare la sorella “zitella” con un apparente buon partito, il signor Ferretti, individuo ansiogeno ma facoltoso.
Il piccolo nucleo famigliare si trova però coinvolto nelle grane economico-affettive di Benedetto e Olga. E la menzogna entra in scena in tutto il suo “splendore”, avviluppando la tranquilla esistenza del protagonista e arrivando, in ultima battuta, a spingere l'onest'uomo verso il gioco delle “bugie con le gambe lunghe”.
La “conversione” di Libero alla menzogna, seppur in forma provocatoria e paradossale, è il triste specchio in cui ciascuno deve riflettersi quando è costretto ad accettare le imposizioni ipocrite di una certa società. Un'allegoria mesta vestita a festa dai toni spensierati della commedia.
Luca De Filippo raccoglie degnamente l'eredità paterna rimettendo in scena una vicenda “sempre verde” e dando corpo in prima persona al protagonista.
Un grande classico del Teatro Italiano riportato sulle scene nel più tradizionale dei modi, senza mirabolanti giochi di luci o musiche suggestive ma con le solide fondamenta di testo e recitazione a fare la loro parte.


