- Articolo di:Livia Bidoli
Di tutto il ciclo del Ring, presentato tre volte per il 150° di Der Ring des Nibelungen ai Bayreuther Festspiele dell'estate 2026, Die Walküre (La Valchiria) è generalmente la più amata dal pubblico, anche perchè, finalmente, si entra nel vivo del tessuto mitico connesso all'Umano. Nella serata del 13 agosto di esattamente 150 anni dopo, possiamo assistere a questa messinscena del primo giorno della Tetralogia wagneriana piuttosto in tumulto, che la direzione di Christian Thielemann, già dal Vorspiel, fa inebriare di immensità per il valore totale di questo Musikdrama.
Pienza. La luminosa Cecilia di Herreweghe
Il 3 agosto scorso la suggestiva Chiesa di Santa Anna in Camprena è stata scelta per lo svolgimento dell’ultimo concerto del Festival Collegium Vocale Crete Senesi 2024, il Collegium Vocale Gent diretto da Philippe Herreweghe ha eseguito Hail! Bright Cecilia (Ode di Santa Cecilia) di Henry Purcell. Al termine il folto pubblico presente ha tributato una festosa ovazione a tutti gli interpreti.
Henry Purcell (1659-1695) è stato il più significativo musicista del barocco inglese la sua notevole produzione comprende musica strumentale, religiosa e profana, ma il suo contributo maggiore e più famoso è stato nella musica teatrale, che ebbe un grande sviluppo nel Teatro della Restaurazione. Henry Purcell scrisse quattro Odi che in onore di Santa Cecilia: Welcome to all the pleasures e Laudate Coeciliam sono del 1683, la data della terza, Raise, raise the voice è incerta, ma si crede sia del 1685, l'ultima, Hail, bright Caecilia, che è del 1692, è la più famosa ed è quella che è stata eseguita in questo concerto.
L'Ode a Santa Cecilia, su testo di Nicholas Brady, fu composta per soli, coro e orchestra, è di ampie proporzioni e fu concepita come un inno in onore della musica e di tutti gli strumenti. La composizione si distingue per il notevole impiego di interessanti ricerche strumentali che testimoniano l’originalità creativa di Purcell nella elaborazione dei modelli ricevuti attraverso la tradizione inglese elisabettiana. Furono principalmente quelli ricevuti da Matthew Locke (1630-1677) e Pelham Hunphreys (1647-1674), che comprendevano anche i modelli vocali italiani, da Luigi Rossi (1597-1653), e quelli strumentali francesi da Giovanni Battista Lulli (1632-1687), in evidenza nella grandiosità degli Allegri della Sinfonia e della conclusione corale.
La Sinfonia, che apre la composizione, è divisa in cinque sezioni, la quarta delle quali viene ripetuta in chiusura, la strumentazione prevede l'impiego del pieno organico, salvo i soli flauti dolci. Una delle abilità compositive di Purcell è l'elaborazione sopra un basso ostinato utilizzato nel duo Hark, each tree in cui vengono usati i violini e flauti dolci e nell'aria del basso Wondrous machine in cui gli oboi suonano un controcanto mentre la voce esalta la maestà dell'organo.
Purcell usa abilmente anche le varie tecniche vocali nelle arie, non solo il recitativo e il canto, ma anche stile declamato, che volge verso l'arioso nell’aria per contralto 'Tis nature’s voice. Nelle parti corali segue la tradizione inglese dei mottetti, gli Anthems, usando anche lo stile fugato come in Soul of the world e nella conclusione, uno stile che Händel terrà presente rielaborandolo con notevole creatività negli Oratori.
Il Collegium Vocale Gent è formato da valenti musicisti e cantanti, un prezioso strumento di cui si è avvalsa la magistrale direzione di Philippe Herreweghe per evidenziare la varietà dei colori dei diversi strumenti, i ritmi, i piani e i forti, i tempi lenti e veloci della raffinata partitura di Purcell, in una memorabile esecuzione lungamente acclamata dal pubblico presente.

