- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
ROF 2026. Rossini e la Filatelia
Presso la Sala Laurana del Palazzo Ducale, in piazza del Popolo, dall’11 al 23 agosto era visitabile la mostra filatelica ‘Rossini e la musica’ a cura del Circolo Filatelico Numismatico Pesarese. I pannelli della mostra raccontano quattro argomenti strettamente legati tra loro. Tra i ‘Luoghi rossiniani’, collezione Alberto Moroni, dopo una rassegna di riproduzioni fotografiche, stampe e caricature del Musicista, sono esposte cartoline con i Luoghi, vedute fotografiche dal passato, dell’Antica Porta dei cappuccini, della piazza Lazzarini col teatro intitolato al Cigno di Pesaro, del Salone Pedrotti di palazzo Olivieri (sede del conservatorio Rossini) con l’imponente organo di tremila canne dalle belle linee curve in stile floreale. Il monumento a Rossini con la base cubica, opera a getto di Marocchetti inaugurata il 21 agosto 1864, si trova nella corte all’ingresso del Conservatorio. Nello stesso palazzo Olivieri si può vedere anche il ‘Tempietto ove si custodiscono i cimeli di Rossini’, fotografato in un’altra cartolina.
Giuseppe Porro cura la sezione ‘Aida’ presentando francobolli, cartoline, stampe e figurine Liebig dalla sua collezione. I documenti numerosi tracciano in parte la vita di Giuseppe Verdi - e si possono scorgere cartoline con i suoi funerali e con il fronte della Casa di Riposo per musicisti – la storia compositiva dell’opera, i luoghi del librettista Antonio Ghislanzoni, i personaggi e la trama dell’opera. Vi è una sezione dedicata a Toscanini e Aida, che contiene anche riferimenti all’Otello e al creatore della parte del Moro di Venezia, Francesco Tamagno.
La sezione ‘I grandi della musica’ presenta una collezione curata da Italo Greppi, ricca di preziose cartoline e francobolli, che espone in ordine cronologico numerosissimi compositori, da Lulli e Couperin, fino al secolo scorso, che hanno reso immortale la musica da camera, sinfonica, operistica. Splendido il francobollo col figurino per il protagonista del Don Giovanni di Mozart (con le maniche a pipistrello, i polsini a imbuto, il colletto mediceo rigido e drammatico, il fiammeggiante infernale rosso e nero delle stoffe), emesso in Francia il 17 giugno 2006. Tra i grandi non manca Rossini col suo Barbiere, accanto alla Norma di Bellini, con una stampa che riproduce il riconoscimento dell’amato giovane Pollione, terzetto al termine del primo atto dell’opera. Emozionanti le cartoline e i francobolli con le Ondine insidiate da Alberich, l’addio di Wotan a Brünnhilde, il giovane Siegfried nella Tetralogia di Wagner.
La sezione ‘Maria Callas’ è curata da Lino Venturi, e racconta la vita del grande soprano utilizzando marche da bollo e cartoline, dove troviamo i suoi compositori, i teatri dove cantò, le opere che interpretò. I trionfi e i fiaschi, l’ascesa e il declino della Primadonna, sono tratteggiati minuziosamente, e non mancano episodi gustosi, come il suo scambio di battute con Otto Klemperer, che ne disapprovava l’interpretazione di Alceste e le proponeva di lavorare insieme. La Divina accettò, e suggerì di fare Alceste. Peccato, non si fece mai. Non mancano riferimenti alla Sonnambula affrontata alla Scala con Visconti e Bernstein nel 1955 e al Barbiere di Siviglia, cantato sempre a Milano nel 1956. I nomi dei registi Zeffirelli e Pasolini, dei colleghi di palcoscenico Tito Gobbi (presentato in un francobollo nicaraguegno nel ruolo di Simon Boccanegra) e Giuseppe di Stefano, arricchiscono la prestigiosa rassegna.

