Santa Cecilia. Dal crepuscolo alla serenità dell'Eroe

Articolo di: 
Livia Bidoli
Daniele Gatti

Al baton dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia un grande direttore wagneriano, Bayreuther Festpiele compreso - quest'estate vi dirigerà Die Meistersinger von Nürnberg e lo seguiremo in loco -: Daniele Gatti dirige la "suite" dal Crepuscolo degli Dei (Götterdämmerung), ultima giornata di Der Ring des Nibelungen, tetralogia wagneriana dedicata all'eroe Sigfrido. La seconda parte del concerto è dedicata invece alla concezione dell'Eroe secondo Richard Strauss con Ein Heldenleben, Vita d'eroe, magnifico e composito poema sinfonico che dipinge l'eroe dalle battaglie, all'amore romantico per la compagna fino alla serena ritirata dal mondo (quasi quasi diremmo, con Schopenhauer, Dal mondo come volontà e rappresentazione). 

L'Anello del Nibelungo è l'opera omnia che Wagner ha composto tra 1869 e 1876, quest'ultimo anno della premiere al Bayreuther Festpiele: l'opera è stata concepita per il teatro fatto costruire da Richard Wagner in alta Baviera per i suoi musikdramen, con la buca celebre che rende invisibile l'orchestra per il Wort-Ton-Drama, ovvero l'unione totale tra parole, musica, dramma scenico. Der Ring è una Bühnenfestspiel, ovvero una festa scenica, una celebrazione che ha un corrispettivo anche con feria latino, da cui fairy in inglese e Fee in tedesco (fata), qualcosa di connesso alla magia ed alle vacanze, Ferien in tedesco.

Gli estratti del Crepuscolo che ascoltiamo con L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia inziano con la luminosità dell'Alba (Tagesgrauen) dopo l'afflato amoroso tra l'eroe Siegfried con Brünnhilde, epifanico per entrambi; ed ecco il viaggio sul Reno dell'Eroe annunciato dai corni, con Guglielmo Pellarin, meraviglioso primo corno. L'annuncio dell'aurora e del viaggio di Siegfried però è dapprincipio funestato dal destino, di essere ucciso a tradimento da Hagen, fratello di Gunther della stirpe dei Ghibicunghi. Brünnhilde, l'unica che conosce il punto "mortale" dell'eroe, la spalla, lo ha rivelato per vendicarsi del tradimento dell'eroe. I temi dell'Anello e della Rinuncia all'amore riecheggiano: inflitti ad Alberich, il nano nibelungo, per aver rubato l'oro sacro del Reno alle Fanciulle che lo salvaguardavano nell'alveo del fiume ed esser stato per questo maledetto, sono assimilati poi a Siegfried, che ha ottenuto l'oro salvaguardato dal drago Fafner, sconfiggendolo, e quindi anche lui entrato nel crinale della spira del potere dell'anello. 

Il momento piu' lugubre del Crepuscolo è quello della cosiddetta Marcia funebre di Sigfrido, che piu' che una marcia è concepito, Cosima Wagner ci informa, come un "Coro funebre cantato dall'Orchestra"; ed in effetti l'elegiaco tono condiviso dai motivi della Morte, dell'Assassinio dell'Eroe, della Spada, si intreccia con grande trionfo nel Finale con quello dell'Eroe Siegfried: quasi vediamo Brünnhilde sulla barca con la pira che infiamma la sagoma dell'Eroe, come nella sua rappresentazione scenica. 

La musica scoperta e "nuda" di Wagner, come conviene il compositore Pierluigi Castellano, è di difficilissima e complessa esecuzione e Daniele Gatti ha diretto l'Orchestra con estrema accuratezza, financo per le singole parti, tra cui, oltre al già citato Pellarin, al primo violino Carlo Maria Parazzoli ed alle varie parti di fiati e percussioni vivacemente in primo piano, spicca la prima arpa pregiata di Silvia Podrecca.

Successo di pubblico a piene mani e grande affiatamento tra tutte le parti, special modo quelle percussive e dei fiati nel finale trionfante.

La seconda parte del concerto è dedicata al grande poema sinfonico che Richard Strauss dedica alla figura dell'Eroe: la prima esecuzione di Ein Heldenleben, Vita d'Eroe, è a Francoforte il 3 marzo 1899 ed è ricco sia dal punto autobiografico, sia di autocitazioni, da Don Juan, Also Sprach Zarathustra (evidentissime nella loro luminosità, i fiati; e baldanza, la tromba), Tod und Verklärung, Don Quixote, Till Eulenspiegel, riportiamo i piu' conosciuti e riconoscibilissimi da un appassionato di Strauss. Nelle parti liriche dedicate alla Compagna dell'Eroe è riconoscibile il lied Traum durch die Dämmerung (Sogno al tramonto) - con in vista il clarinetto solista di Alessandro Carbonare -, che ci riporta a questa condivisa nostalgia teutonica e romantica per il Tramonto di un Eroe la cui radiosità si annuncia alla fine del suo percorso. La dignità, il trionfo, l'etica dell'Eroe permangono vivaci nelle note flautate come nei languidi liricismi degli archi; mentre le percussioni piu' gravi narrano delle sue ardue battaglie contro nemici infami e abietti - descritti da suoni grotteschi - destinati a scomparire al suo cospetto. I timpani sono a celebrare le opere di pace e l'ascesa gloriosa dell'Eroe, insieme alle squillanti trombe. Il ritiro dal mondo e la fine dell'Eroe sono il momento noumenico che si materializza nella nostra immaginazione con il richiamo alla Natura romanticamente descritta dalle note di Zarathustra: un effluvio verso le altezze spirituali che sono il corrispettivo del suo indefesso cammino verso il divino.

Uno degli episodi più travolgenti della scrittura di Strauss, con lasciti wagneriani evidenti, che Daniele Gatti ha saputo insaporire di chiarezza, languido travolgimento nelle scene d'amore, baldanza in quelle piu' eroiche, con pieno supporto da parte di un'Orchestra in stato di grazia in questo ottavo poema sinfonico di Strauss. Ovazioni strameritate ed in piedi per un abbraccio applausale di svariati minuti.

Pubblicato in: 
GN29 Anno XVII 3 giugno 2025
Scheda
Titolo completo: 

Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Stagione sinfonica

Giovedì 29 maggio ore 19.30, venerdì 30 maggio ore 20.30, sabato 31 maggio ore 18
Sala Santa Cecilia – Auditorium Parco della Musica
 
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore Daniele Gatti
 
Wagner Il crepuscolo degli dèi:
                 Alba e Viaggio di Sigfrido sul Reno
                Marcia funebre di Sigfrido

Strauss Vita d’eroe