Santa Cecilia. Romantica melancholia tra Gatti e Sternath

Articolo di: 
Livia Bidoli
Gatti Sternath

Alla guida dell'Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è tornato il Maestro Daniele Gatti con al pianoforte Lukas Sternath, per tre serate, il 29 , il 30 ed il 31 gennaio: a chiudere il primo mese del  nuovo anno. Il programma dei tre concerti è quasi tutto dedicato a Johannes Brahms, con le Variazioni su un tema di Haydn e la Terza Sinfonia; il piu' celebre dei concerti di Robert Schumann, il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore, ci farà ascoltare il giovane viennese che sta facendo incetta di premi in tutta Europa.

L'ultima volta che ho ascoltato dirigere Daniele Gatti è stato quest'estate al Festival di Bayreuth per il rubicondo Die Meistersinger von Nürnberg (I maestri cantori di Norimberga) di Richard Wagner, ed è stato un ludibrio; a maggio scorso aveva diretto di nuovo il teutonico Richard con parti del suo Crepuscolo degli Dei (Die Götterdämmerung) e Vita d'eroe (Heldenleben) di Richard Strauss. Chi scrive lo ammira ed in terra di Germania è tuttora l'unico italiano che dirige al Festival fondato da Richard Wagner a Bayreuth nel 1876: anche all'Opera di Roma aveva inaugurato la stagione nel 2016 con Tristan und Isolde, spettacolare con la regia di Pierre Audi (ai link qui ed in fondo alla scheda trovate tutte le recensioni), ed è stato Direttore musicale al Costanzi dal 2018 fino al 2021.

La prima parte del concerto nella Sala Santa Cecilia con le Variazioni su un tema di Haydn di Johannes Brahms, è stato come incamminarsi su una strada di Parigi alla fine del secolo: un caleidoscopio di suoni, colori, timbri che si sono avvicendati tra richiami al passato e ascendenze barocche. Il famoso sostare nel basso e costruire tutto il succo della composizione intorno ad esso, e secondariamente sulla melodia, è tipicamente brahmsiano e questo lo rende unico. Particolare che nel suo percorso di studio per l'orchestrazione sinfonica, vedrà l'apoteosi nella Terza Sinfonia, un capolavoro che venne ritratto nel celebrerrimo romanzo di di Françoise Sagan "Le piace Brahms?" (Aimez-vous Brahms?) pubblicato nel 1959, e tradotto in una pellicola maestra di vita, con lo stesso titolo in italiano, (Goodbye Again negli Stati Uniti) che nel 1961 fu diretto da Anatole Litvak e con protagonisti Anthony Perkins, Ingrid Gergman e Yves Montand. La colonna sonora, curata da Geroges Auric fu appunto arricchita dal quarto movimento della Sinfonia n° 1 in Do minore, Op. 68, e dal terzo movimento della Sinfonia n° 3 in Fa maggiore, Op. 90, entrambe di Brahms.

La completa padronanza, perentorietà, attenzione assoluta ad ogni singolo aspetto dell'orchestrazione, additando ogni singolo strumento volta per volta con segnali precisi, il movimento delle mani, corretto e leggero, invitante ed esatto, contraddistingue la direzione del Maestro Daniele Gatti in tutte le parti del concerto, aprendosi poi in un sorriso quando, al terzo movimento della performance del prodigioso Lukas Sternath al pianoforte con il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54, finalmente si distendono entrambi, reciprocamente soddisfatti di un'intesa musicale ed interpretativa autenticamente aulica, vigorosa e suadente. Il romanticissimo Schumann viene rivelato in ogni sua trapezoidale venatura, il suo prisma risplende di ogni colore, dedicandoci una eccellenza in ogni vibrato, intimamente legato alla poetica del suono, delicatamente profferta proprio da quell'Andantino grazioso del terzo movimento, che chiosa poi nell'Allegro vivace.

Lukas Sternath, classe 2001, ha vinto numerosi premi tra cui lo Schubert, quello di Brema ed il Busoni italiano (terzo premio), di cui al link potete ascoltare la performance: debutterà a breve con i Wiener Philarmoniker diretti da Tugan Sokhiev. Studente di Igor Levit, ha suonato insieme al Maestro di recente a Lucerna. Sommerso dagli applausi del caloroso pubblico di Santa Cecilia, e dai "Bravò"; ha concesso uno splendido bis tratto (a me è parso) da Chopin.

Daniele Gatti ha diretto sia l'integrale dei concerti per orchestra di Schumann sia l'integrale delle sinfonie brahmsiane: in questa Terza che Brahms ha scritto nel 1883, ed è la piu' nota, troviamo che quella "malinconia" romantica che ha declinato Sternath nel questionario di Proust, sia largamente rappresentata, in specie in quel confluire dei due motivi centrali, legati come due cuori uncinati , la cui melodia torna a fiotti e singulti, e che fa gemere il pubblico fino alla chiosa solenne e travolgente del finale.

Il concerto all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ha registrato un tutto esaurito ed ancora nuovi applausi calorosi al Maestro Gatti ed a tutta l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Pubblicato in: 
GN14 Anno XVIII 2 febbraio 2026
Scheda
Titolo completo: 

Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Stagione sinfonica

29 e 30 GENNAIO ORE 20, 31 GENNAIO ORE 18
Sala Santa Cecilia
 
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore Daniele Gatti
pianoforte Lukas Sternath
 
Brahms Variazioni su un tema di Haydn
Schumann Concerto per pianoforte
Brahms Sinfonia n. 3

Biglietti
Settore I: Euro 54
Settore II: Euro 47
Settore III: Euro 37
Settore IV: Euro 35
Settore V: Euro 30
Settore VI: Euro 23

Info: www.santacecilia.it