- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Scarlatti. In DVD Il Trionfo dell’onore alla Fenice di Venezia
Considerata a torto o a ragione la prima opera comica della storia della musica, Il Trionfo dell’onore (Napoli, Teatro dei fiorentini, 1718) è stato per molto tempo uno dei rari titoli scarlattiani sopravvissuti alla colpevole moria. Più che comprensibile dunque che nel benemerito tentativo di ricordare il grande compositore palermitano, pietra miliare della gloriosa scuola napoletana, nel terzo centenario della morte, accanto al Ciro (Maggio Musicale fiorentino) e al Mitridate Eupatore (Teatro Massimo di Palermo) resuscitasse alle scene e alla registrazione dvd anche Il Trionfo dell’onore, un’opera che da decenni era stata segnalata dalla musicografia nostrana come antenata delle fortune dongiovannesche, anche se in realtà nel non disdicevole libretto di Francesco Antonio Tullio il libertino Roberto Antinori invece che punito, dinanzi alle esplicite minacce di Erminio, fratello della disonorata Leonora, preferisce il più saggio pentimento alla divina punizione.
L’opera di Alessandro Scarlatti era stata modernamente recuperata alla vita nel 1938 a Londra (Royal Academy of music) ma soprattutto alla Chigiana di Siena nel 1941 sotto la direzione di Antonio Guarnieri ma in una abbreviata e rimaneggiata versione di Virgilio Mortari. Otto i personaggi, assai vicini alla drammaturgia del Don Giovanni mozartiano, che approderanno ad un quadruplice matrimonio finale.
Il merito di questo repêchage spetta al Teatro La Fenice di Venezia che ne propone una versione integrale (tre atti per quasi tre ore di musica filmati al Teatro Malibran) affidandola ad uno specialista come Enrico Onofri ed ai tipi della Dynamic, sempre attenta a cogliere al volo primizie e curiosità musicali. Due, Leonora e Doralice, sono le donne sedotte (come in Mozart) e non manca neppure il servo del libertino impenitente nella figura del Capitano Rodimonte Bombarda, una sorta di vanaglorioso Miles gloriosus che rotea innocuo la sua spada al vento minacciosamente (“Quando ruoto feroce il mio brando”).
Rispetto alle edizioni viste decenni addietro questa versione appare di certo più filologica, non solo per la completezza dell’opera ma anche per la scelta dei ruoli vocali. il vendicatore Erminio, fratello di Leonora e innamorato di Doralice, è affidato al controtenore del momento Raffaele Pe, mentre il ruolo parodistico della vecchia e assatanata Cornelia è en travesti e assegnato al tenore Luca Cervoni. Per i ruoli principali si distinguono, ancora en travesti, una dinamica Giulia Bolcato come Riccardo Albenori, una svenevole Francesca Lombardi Mazzulli come Doralice, una vispa Giuseppina Bridelli come Rosina e il baritono Tommaso Barea come borioso Rodimarte.
Se ne apprezza infine la regia spiritosa e piena di brio di Stefano Vizioli, calzante e colorita per una “commedia posta in musica” dal sapore agrodolce ma con lieto fine. Coloriti e stravaganti sono i costumi e le stilizzate scenografie di Ugo Nespolo dal sapore forse un po’ troppo pop. Il tempo vola via nello spirito della più esilarante commedia di carattere, figlia della blasonata Commedia dell’Arte. In una commedia di tal fatta molto contano la comprensione del testo e il movimento scenico, che restituiscono finalmente questo capolavoro alla sua interezza. Prova del fuoco per bravi cantanti attori.



